Aiuto! C'è pornografia nel P2P

Lo hanno scoperto alcuni legislatori americani che hanno avuto un'ideona: obbligare chi produce software di file sharing a non farlo scaricare a chi non ha la maggiore età. Concorso: scopri chi applaude

Aiuto! C'è pornografia nel P2PWashington (USA) - Non bastavano i cinque anni di carcere chiesti per chi condivide anche un solo file musicale via peer-to-peer, ci voleva anche una seconda proposta-shock per rendere palese il pesante digital divide che separa la realtà di internet da un nugolo di intraprendenti lawmakers del Congresso.

La nuova proposta "Protecting Children from Peer-to-Peer Pornography Act" appena presentata al Congresso, prevede l'obbligo per chi produce e distribuisce software per il peer-to-peer di assicurarsi che chi lo scarica non sia un minore. La circolazione nei network del file sharing di contenuti pornografici è la bandiera che viene sventolata con vigore dai promotori della proposta per giustificarne i contenuti.

Altre chicche del progetto prevedono che la Commissione federale sul commercio predisponga dei particolari software ("beacon") che i genitori potranno installare sui computer dei figli: software che i distributori di programmi P2P dovranno riconoscere per bloccare qualsiasi tentativo di download dei programmi stessi da parte dei minori.
A tutto questo si deve aggiungere anche l'obbligo per i fornitori di software peer-to-peer di scrivere sui propri siti, come succede con le sigarette, che il file sharing può essere pericoloso.

Queste ideone sono state applaudite dai discografici della RIAA secondo quanto affermato da un portavoce dell'associazione industriale.

Perplessità, invece, sono state espresse dalla solita EFF. L'associazione si chiede chi potrà sviluppare davvero un software capace di avvertire il mondo che dietro ad un certo computer sta seduto un minore, con tutti i rischi del caso per la privacy. La EFF fa anche notare come vi siano schiere di studenti che scrivono i software del peer-to-peer in mezza giornata e li distribuiscono poi in rete al di fuori di qualsiasi controllo, avvertimento o beacon. "Sbagliano - dice la EFF - se credono che dietro il P2P vi debba essere un'azienda".

Non solo, la EFF ha anche fatto notare come le indagini condotte dal Congresso stesso indichino che la disponibilità di pornografia sul web, attraverso sistemi di ricerca utilizzabili facilmente da tutti i navigatori, è molto maggiore di quella del peer-to-peer. Vista la complessità, la flessibilità e il continuo sviluppo delle tecnologie di rete, EFF ha consigliato al Congresso l'arma finale: spingere i genitori americani a seguire quello che fanno in rete i propri figli.

Ma, come si diceva, in questo momento i lawmaker sembrano decisamente troppo impegnati per occuparsi addirittura della realtà dei fatti.
TAG: p2p
74 Commenti alla Notizia Aiuto! C'è pornografia nel P2P
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  • LOLLISSIMO!!

    Allora se scambio file in ftp che fanno?


    ah, brutta cosa l'ignoranzaA bocca aperta
    non+autenticato
  • E via DCC in ircnet?
    non+autenticato

  • Mi chiedo quanto tempo manca al momento in cui qualcuno là in alto si accorgerà che è sufficiente lanciare netmeeting e connettersi a un qualsiasi server per trovare dei disperati che si trastullano in pubblico con i loro genitali.

    ...A quel punto cosa faranno? Vieteranno anche quello?
    non+autenticato
  • può anche essere come loro dicono...però ci sono due fattori che mi fanno riflettere...il primo è: Far si che i minorenni non possano scaricare un certo tipo di "file" e la seconda è: avvertire che il file sharing è pericoloso...
    ...bene...il dubbio è...in questo modo non è che vogliano controllare ancora di più? stringere la cerchia intorno ai maggiorenni?...molto più perseguibili dei minorenni?....solo una riflessione.,..Saluti:)
    non+autenticato
  • Una nuova ricetta frutto di anni e anni di studi permette di risolvere il problema della Pornografia specie quella tra i minori la ricetta e' formata dalla combinazione di alcune operazioni vediamo quali :

    1 Educazione sessuale : questo fantastico ritrovato permette se fatto seriamente di dare al sesso la sua giusta connotazione di naturalita senza renderlo argomento "bollente" come nelle sessuofobe culture moderne

    2 Lotta alla Mercificazione del Sesso : la mercificazione del sesso e' l'effetto culturale delle culture sessuofobe che demonizzano il sesso, mettendolo nella lista dei piaceri proibiti ha creato pornografia,prostituzione(comprese le subrette che la danno al produttore) ora con una minor rigidita dei costumi e' permesso usare il corpo femminile come veicolo di propaganda pubblicitaria o come riempibuchi tv
    pur mantenendo il sesso nella lista del "proibito"

    3 Autodeterminazione femminile : la pornografia come la prostituzioe e' sintomo del maschilismo ,e di un femminismo deviato(liberal-radicale) che tende alla non differenziazione e al'imitazione del maschio della societa patriarcale, occorre completare la liberazione femminile attraverso l'abbattimento della sovrastruttura ideologica maschilista

    4 Profitto : la pornografia per lo piu esiste per profitto bisogna colpire il profitto mentre si aspetta il complertamento della liberazione sessuale? come? distribuire gratis e boicottare riviste , cinema e vhs

    OpenCurcio
    *** Contro Patriarcato e Capitalismo,
         sempre con la Quarta Internazionale ***
    non+autenticato
  • Sono perfettamente d'accordo!
    Del resto la conflittualita' e l'ipocrisia dell'umanita' di oggi sono ormai agli occhi di tutti, o almeno di coloro che hanno un po' la cosienza sveglia.
    Il caso delgli usa, poi, e' da manuale: un paese democratico che sta sprofondando vieppiu' verso una specie di dittatura informatica stile cinese!
    non+autenticato
  • C'è una soluzione facile facile per riconoscere in modo SICURO una persona collegata ad Internet: prima di assegnargli un indirizzo IP gli si fa la scansione dell'iride o le si rilevano le impronte digitali e si conservano in un database centralizzato. Magari la scansione dell'iride costa ancora troppo, ma ormai i dispositivi per rilevare le impronte digitali sono economici: si impone per legge che ogni pc che accede ad internet deve avere questo tipo di dispositivi e tanti saluti all'anonimato in Rete, con conseguente scomparsa della pirateria, dei cracker e tante altre minchiate varie.
    non+autenticato
  • > C'è una soluzione facile facile per
    > riconoscere in modo SICURO una persona
    > collegata ad Internet: prima di assegnargli
    > un indirizzo IP gli si fa la scansione
    > dell'iride o le si rilevano le impronte
    > digitali e si conservano in un database
    > centralizzato. Magari la scansione
    > dell'iride costa ancora troppo, ma ormai i
    > dispositivi per rilevare le impronte
    > digitali sono economici:

    Sei comicamente ignorante.
    Primo: un sistema atto a rilevare e registrare le impronte digitali e' COSTOSISSIMO e enormemente piu' fallibile che non uno per il riconoscimento dell'iride.
    Secondo: anche un sistema di riconoscimento dell'iride, acquistato singolarmente, ha costi proibitivi per un utente finale.
    Terzo: si dovrebbe creare un'anagrafe di tutti gli utenti per associare l'iride (o - ROTFL - l'impronta digitale) all'utente stesso.
    Quarto: sulla base di quale principio democratico puoi costringere una persona a sottoporsi a un simile riconoscimento?

    Prima di scrivere simili idiozie, per piacere, informati.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Sei comicamente ignorante.
    > Primo: un sistema atto a rilevare e
    > registrare le impronte digitali e'
    > COSTOSISSIMO e enormemente piu' fallibile
    > che non uno per il riconoscimento
    > dell'iride.
    > Secondo: anche un sistema di riconoscimento
    > dell'iride, acquistato singolarmente, ha
    > costi proibitivi per un utente finale.
    > Terzo: si dovrebbe creare un'anagrafe di
    > tutti gli utenti per associare l'iride (o -
    > ROTFL - l'impronta digitale) all'utente
    > stesso.
    > Quarto: sulla base di quale principio
    > democratico puoi costringere una persona a
    > sottoporsi a un simile riconoscimento?

    Quinto: Non esiste l'equivalenza 1 utente = 1 indirizzo IP.
    non+autenticato
  • > Quinto: Non esiste l'equivalenza 1 utente =
    > 1 indirizzo IP.

    Beh, diciamo che - almeno in teoria - nel momento in cui un utente dovesse essere riconosciuto come maggiorenne, avrebbe la responsabilità sull'utilizzo di quella connessione.
    Ma è comunque tutto il discorso messo in piedi che è assolutamente delirante.
    non+autenticato


  • > Beh, diciamo che - almeno in teoria - nel
    > momento in cui un utente dovesse essere
    > riconosciuto come maggiorenne, avrebbe la
    > responsabilità sull'utilizzo di quella
    > connessione.

    "ip dinamico", "dhcp", "pool di ip"

    dove ho mai sentito questi termini ?

    re-evaluate

    Burp
    non+autenticato
  • > > Beh, diciamo che - almeno in teoria - nel
    > > momento in cui un utente dovesse essere
    > > riconosciuto come maggiorenne, avrebbe la
    > > responsabilità sull'utilizzo di quella
    > > connessione.
    > "ip dinamico", "dhcp", "pool di ip"
    > dove ho mai sentito questi termini ?
    > re-evaluate

    Pronto? C'e' qualcuno li'?

    Si parla (o si delira, a seconda dei punti di vista) di un doppio riconoscimento utente, AL MOMENTO DELL'ASSEGNAZIONE DELL'IP.

    Username, password, impronta digitale Rotola dal ridere o cornea Rotola dal ridere.

    Una connessione, un ip, un'utenza, una cornea.

    Got it?

    Ma comunque, e' tutto un discorso sorto sulla base di una serie di farneticazioni...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Si parla (o si delira, a seconda dei punti
    > di vista) di un doppio riconoscimento
    > utente, AL MOMENTO DELL'ASSEGNAZIONE
    > DELL'IP.

    Ok, ma dovunque ci siano tanti PC vicini (azienda, internet point, oratorio, cameretta di un geek) ognuno ha un indirizzo privato assegnato e il collegamento ad internet avviene con un solo IP pubblico, spesso statico. Comunque le cazzate sono altre.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > C'è una soluzione facile facile per
    > riconoscere in modo SICURO una persona
    > collegata ad Internet: prima di assegnargli
    > un indirizzo IP gli si fa la scansione
    > dell'iride o le si rilevano le impronte
    > digitali e si conservano in un database
    > centralizzato.

    Io ne ho una migliore: stampiamo un codice a barre sulla fronte di ognuno cosi' il riconoscimento sara' ancora piu' semplice.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > C'è una soluzione facile facile per
    > riconoscere in modo SICURO una persona
    > collegata ad Internet: prima di assegnargli
    > un indirizzo IP gli si fa la scansione
    > dell'iride o le si rilevano le impronte
    > digitali e si conservano in un database
    > centralizzato. Magari la scansione

    Che sarà il primo posto bucato! e riuscirà a funzionare per ben 30 secondi! (voi dite meno?... vabe sono un ottimista) ahhhhaahahah! A bocca aperta

    non+autenticato
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