Claudio Tamburrino

Frequenze TV, sì all'asta

Il Governo promette di pensare a come passare dal beauty contest ad un modello che possa rimpinguare le casse dello Stato. Incerte le modalità di applicazione di questi propositi

Roma - Si tratta ancora esclusivamente di promesse, che possono dunque più o meno concretizzarsi, ma quanto meno rappresentano una svolta per la questione: il Governo tecnico di Mario Monti si è impegnato a indire un'asta per l'assegnazione delle frequenze del dividendo digitale.

In concomitanza con i dibattimenti sulla nuova manovra finanziaria, si erano levate le polemiche per la scelta di assegnare le frequenze dei multiplex digitali non con un'asta al rialzo ma sulla base di un Beauty Contest basato su caratteristiche peculiari dei possibili affidatari di tali beni pubblici.

La presa di posizione di alcune parti politiche, Assoprovider, Altroconsumo e Femi sembra essere riuscita a spingere il Governo a cambiare rotta: accogliendo due ordini del giorno presentati da Idv, Pd e Lega (che ha cambiato posizione rispetto a quando stava al Governo), si impegna ad annullare l'assegnazione gratuita delle frequenze a favore di un'asta "a titolo oneroso".
I rappresentanti del Pdl, che avendo la Lega cambiato fazione rimangono gli unici favorevoli al Beauty Contest, non si sono espressi e anzi hanno, dopo aver inizialmente chiesto il ritiro degli ordini del giorno, dato poi il nulla osta. Alcuni riferiscono tuttavia di un Berlusconi che avrebbe parlato di "imboscata".

Prima dei fatidici ordini del giorno, in realtà, il Governo aveva già aperto alla possibile svolta: "Di fronte ai sacrifici chiesti agli italiani - aveva infatti detto il ministro dello Sviluppo Corrado Passera - pensare che un bene di Stato possa esser dato gratuitamente non è tollerabile e, verosimilmente, non lo tollereremo".

Agli impegni devono ora seguire azioni concrete: tuttavia alcuni riferisco che il ministro Passera sarebbe intenzionato a prendersi un anno per capire cosa fare prima di passare all'asta vera e propria. Una situazione che, non essendo certa la durata di un Governo tecnico basato sui voti di due opposte fazioni politiche, potrebbe solo significare un rinvio a tempi diversi (e lontani) della questione.

Claudio Tamburrino
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16 Commenti alla Notizia Frequenze TV, sì all'asta
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  • caratteristicghe <- caratteristiche
    non+autenticato
  • - Scritto da: UnIForM
    > caratteristicghe <- caratteristiche

    Aggiungo: "dibattimenti sulla uova manovra finanziaria".
    Ci andrebbe nuova, immagino.
  • Mi è sembrato un po`diverso, come mi è sembrato diverso è il discorso delle frequenze, purtroppo ho solo informazioni frammentarie estrapolate da vari discorsi sempre di parte, spero di NON aver capito bene e che qualcuno mi possa correggere.

    Se ho ben capito, le frequenze televisive di RAI e Mediaset sono rimaste inalterate, cioè sono già state assegnate e si sta parlando di un piccolo spazio di frequenze (6 su 19 ?) lasciate libere e quindi assegnabili all'asta.

    Nell'attuale Beauty Context partecipavano delle aziende ancora riconducibili agli attuali operatori sul mercato sostanzialmente RAI, Mediaset e Telecom, poi c'era Sky ma si è ritirato. Giusto per puntualizzare, la licenza gratuita non sarebbe annuale ma durerebbe fino al 2034.

    Se quanto scritto corrisponde al vero, il profilo della vicenda sarebbe più oscuro di quanto sembri, significherebbe cioè che in realtà Mediaset Telecom e Rai non sarebbero danneggiate dal punto di vista dello spazio ATTUALMENTE disponile di cui già dispongono di licenza.

    Quindi ipotizzando che Passera con i suoi silenzi abbia confermato che ci sono state vaghe pressioni da parte di certi gruppi politici per impedire l'assegnazione ad altri soggetti, la vicenda potrebbe essere più intricata.

    Infatti, Passera ieri ha anche detto qualcosa tipo : "non è detto che le assegneremo alla televisione, magari stiamo pensando di assegnarli ad ALTRI USI" ... perchè ?

    Cioè quali altri usi potrebbe avere una banda UHF teelvisiva, visto che i cellulari Wi-Max eccetera hanno frequenze ovviamente definite a livello mondiale ?

    Vediamo la questione sotto un'altra luce, cioè il vero problema potrebbe non essere quello di rendere usufuibili tali frequenze gratuitamente per tempi lunghissime ai soliti noti, ma di fare entrare nel panorama televisivo soggetti terzi, magari senza alcun controllo politico diretto, che con frequenze "diversamente assegnate" comunque non rientrerebbero mai, con buona pace della legge Gasparri e della procedura di infrazione europea che avrebbe dovuto risolvere.

    Una speranza comunque ce l'ho e sono sicuro che dopo avere prese le opportune contromisure e valutate attentamente le alternative, governo Monti o non governo Monti, vero il duemilaventisei la vicenda prenderà sicuramente una piega diversa.
    non+autenticato
  • Passera ha anche aggiunto che non è detto che queste frequenze siano poi assegnate completamente al digitale terrestre...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Il Informer

    > Se ho ben capito, le frequenze televisive di RAI
    > e Mediaset sono rimaste inalterate, cioè sono già
    > state assegnate e si sta parlando di un piccolo
    > spazio di frequenze (6 su 19 ?) lasciate libere e
    > quindi assegnabili all'asta.

    Con il passaggio al digitale si sono riordinate le frequenze in modo da "unire" frequenze prima usate indiscriminatamente da emittenti LOCALI diverse, affinché siano riunite in frequenze disponibili su tutto il territorio nazionale. Non sono frequenze "sottratte" ad alcuno.

    > Nell'attuale Beauty Context partecipavano delle
    > aziende ancora riconducibili agli attuali
    > operatori sul mercato sostanzialmente RAI,
    > Mediaset e Telecom, poi c'era Sky ma si è
    > ritirato. Giusto per puntualizzare, la licenza
    > gratuita non sarebbe annuale ma durerebbe fino al
    > 2034.

    > Se quanto scritto corrisponde al vero, il profilo
    > della vicenda sarebbe più oscuro di quanto
    > sembri, significherebbe cioè che in realtà
    > Mediaset Telecom e Rai non sarebbero danneggiate
    > dal punto di vista dello spazio ATTUALMENTE
    > disponile di cui già dispongono di
    > licenza.
    Non è oscuro per nulla. E' un palese favore al monopolista italiano, poiché alza un ostacolo arbitrario all'ingresso di altri operatori, lasciando in cambio del silenzio le briciole alla TV nazionale (che non ne farà uso).


    > Quindi ipotizzando che Passera con i suoi silenzi
    > abbia confermato che ci sono state vaghe
    > pressioni da parte di certi gruppi politici per
    > impedire l'assegnazione ad altri soggetti, la
    > vicenda potrebbe essere più
    > intricata.

    Non è intricata: è palese come il sorgere del sole.

    > Infatti, Passera ieri ha anche detto qualcosa
    > tipo : "non è detto che le assegneremo alla
    > televisione, magari stiamo pensando di assegnarli
    > ad ALTRI USI" ... perchè ?

    Semplice: fingere di accontentare la protesta popolare ma senza spostare gli intoccabili vantaggi di posizione acquisiti dal privato.
    I soldi si spendono con i contenuti, ma si incassano spartendosi la "torta" del mercato pubblicitario. Se tieni lontano dal tavolo gli altri, perché non "apparecchi" la gara per almeno un anno, ecco che il favore al padrone lo hai fatto lo stesso.

    > Cioè quali altri usi potrebbe avere una banda UHF
    > televisiva, visto che i cellulari Wi-Max eccetera
    > hanno frequenze ovviamente definite a livello
    > mondiale ?

    Dati broadcast, stile download automatico di aggiornamenti per il firmware dei dispositivi (aggiornamenti OTA).
    La verità che "ne riparliamo più avanti" serve solo a impedire di parlarne OGGI, quando l'argomento è caldo e la gente incazz. vuole risposte coerenti.

    > Vediamo la questione sotto un'altra luce,

    Guarda che esattamente quanto dicono tutti.

    > Una speranza comunque ce l'ho e sono sicuro che
    > dopo avere prese le opportune contromisure e
    > valutate attentamente le alternative, governo
    > Monti o non governo Monti, verso il
    > duemilaventisei la vicenda prenderà sicuramente
    > una piega diversa.
    Esatto. Il governo unificato Asiatico-europeo dedicherà le frequenza alla trasmissione di video stimolanti per il thai-chi dei lavoratori anziani italiani, che combatteranno così i problemi di salute manifestati negli ultimi anni di lavoro forzoso, prima del meritato riposo pensionistico al traguardo dei 100 anni (lavorati), se non già raggiunti prima dall'eterno riposo.
    non+autenticato
  • > > Vediamo la questione sotto un'altra luce,
    >
    > Guarda che esattamente quanto dicono tutti.
    >

    Mah sinceramente non è che abbia seguito in particolare quella vicenda e da come la profilavano le fonti di informazione, sembrava che volessero fare un attentato alle Tv di Silviuccio e che l'annullamento dell'asta sarebbe stato una vittoria non si sa bene di chi (qualcuno ha anche detto che così la manovra è più equa).

    Ecco .... COL CAPPERO che si è risolto tutto è tutto esattamente uguale a prima, c'è solo un ipotetico danno economico al monopolio ma politicamente la situazione è identica.

    Dico ipotetico perché in questo momento Mediaset/Rai/Sette magari non se ne fanno molto, secondo le ultime notizie tutto è bloccato e appena passato il governo Monti la questione si riaprirà come vogliono loro.

    Altro che tecnici, questi sono quattro ragionieri azzeccagarbugli che hanno sostituito l'inglese al latino ... ma mi sa che ormai attacca poco !
    non+autenticato
  • riMpinguare e non rinpinguare - e mo' vi piace usare sinonimi sofisticati... -
    non+autenticato
  • Speriamo veramente che mettano le frequenze all'asta... anche se così facendo finirà all'asta questo Governo !!!Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • Deserta... gia' gia'... ahahahha

    Questa secondo me la racconta come barzelletta ormaiA bocca aperta

    Cari Amici con questa ci rivediamo a gennaio io mi facco un 15 giorni in USA vi lascio ad agcom.mediaset ecc ecc mi raccomando che voglio tornare che nulla e' cambiato (come solitoA bocca aperta
    non+autenticato
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