Alfonso Maruccia

USA, un computer quantico olografico

Ricercatori della Air Force statunitense usano tecnologie già disponibili in commercio per realizzare un computer quantico a fotoni. Non è il massimo, ma è un primo passo

Roma - Per raggiungere l'ambizioso obiettivo di creare un computer quantico affidabile e non basato su tecnologie fantascientifiche ancora di là da venire, i ricercatori della Air Force USA hanno adottato il principio degli ologrammi, applicandolo ad apparati e dispositivi comunemente presenti in commercio. Il risultato non è particolarmente potente o capace, ma potrebbe rappresentare un passo avanti importante per il quantum computing.

Il lavoro dell'Air Force Research Lab prevede l'uso di interferometri come dispositivi di input-output che usano lo stato quantico dei fotoni per leggere e scrivere le informazioni, un setup che sfrutta la capacità di lavorare in coppia degli interferometri (dove l'output del primo serve da input per il secondo).

L'altro elemento del computer quantistico dell'Air Force è un vetro temperato prodotto da OptiGrate, dispositivo nel quale viene "congelato" lo stato dei fotoni risultante dagli interferometri senza il rischio di dispersione dovuto sia alla scarsa capacità di interazione dei fotoni che alla difficoltà di calibrare gli interferometri stessi per farli lavorare in serie.
Il computer quantico così costruito presenta importanti limitazioni, essendo i vetri di OptiGrate utilizzabili in "sola lettura" (lo stato degli interferometri registrato non può essere poi riscritto) e non presentando particolari capacità di scalabilità verso l'alto. Augurabilmente, in futuro la tecnologia permetterà di superare questi ostacoli.

Alfonso Maruccia
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