Claudio Tamburrino

Anobit, la strenna di Apple

Cupertino entra nella produzione di flash storage e acquisisce un'azienda israeliana a cui finora si rivolgeva anche Samsung. Una mossa per consolidare la produzione di iDevice e Mac

Roma - Apple ha acquistato l'azienda israeliana produttrice di storage flash Anobit.

Già da qualche giorno vi erano indiscrezioni sull'affare: la prima conferma non è arrivata dai diretti interessati, ma dal Primo Ministro israeliano che via Twitter ha accolto Apple nel Paese congratulandosi per "il primo acquisto qui" ed esprimendo "la certezza che potrà beneficiare dei frutti del sapere israeliano".

Dopo questo irrituale benvenuto, è stata l'azienda ad annunciare ai suoi circa 200 dipendenti che il loro nuovo datore di lavoro sarebbe diventata l'azienda statunitense.
Per l'acquisizione si parla di una cifra compresa tra i 400 e i 500 milioni di dollari, anche se non vi è nulla di ufficiale circa i numeri a cui si è definitivamente chiuso l'affare.

L'acquisizione dovrebbe permettere a Cupertino di avere un controllo più diretto sulla catena di produzione di flash storage, magari personalizzando i prodotti e le memorie NAND flash multi-level cell (MLC) e TLC (three bits-per-cell) per i proprio bisogni.

Anobit, d'altronde, produce diversi chip impiegati in iPad, iPhone e MacBook Air, ma anche da Samsung che, ancora prima di Apple, aveva investito in Anobit: la sua tecnologia permette di migliorare le performance delle flash drive attraverso la teoria dei segnali.

Claudio Tamburrino
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