Claudio Tamburrino

Apple, la rivoluzione francese

Distributori autorizzati lamentano pratiche commerciali scorrette da parte di Cupertino: dispositivi in ritardo e regole stringenti per i punti vendita. Nel frattempo in Italia Apple pensa all'appello per la sanzione sulle garanzie

Roma - Il distributore francese di Apple eBizcuss ha denunciato Cupertino: l'accusa è quella di non aver rispettato i contratti stipulati l'anno scorso relativi a iPhone e iPad e di aver ostacolato la sua attività commerciale.

La mancata distribuzione dei device con la Mela avrebbe lasciato il rivenditore francese di Apple con gli scaffali vuoti: in particolare sarebbero stati preferiti i rivenditori ufficiali nella distribuzione dei nuovi dispositivi, prima iPad 2, MacBook Air e poi iPhone 4S, arrivati di conseguenza in forte ritardo nei negozi del gruppo eBizcuss.

Questo comportamento, da parte di Apple, rappresenterebbe per l'accusa una sorta di concorrenza sleale e abuso di posizione dominante sfruttata attraverso i propri rivenditori ufficiali: il primo Apple Store francese è stato aperto a Parigi nel 2009. E a tale periodo risalirebbero gli ostacoli frapposti all'attività di eBizcuss.
In conseguenza di questo comportamento la catena di distribuzione francese avrebbe subito un calo del 30 per cento degli affari.

Il CEO Franįois Pruden non solo sottolinea i ritardi ma anche le spese sostenute per andare incontro alle richieste di Apple in materia di negozi (condizioni che l'avrebbero costretto a spendere 6,5 milioni di dollari) e alcuni prezzi offerti da Cupertino alle aziende private, inferiori anche a quelli cui vendeva all'ingrosso a eBizcuss.

In Italia, intanto, dopo la condanna subita dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per pratiche commerciali scorrette conseguenti a garanzie non conformi alla normativa europea, Cupertino ha deciso di ricorre in appello. Se la dovrà comunque vedere anche con le prossime mosse delle associazioni dei consumatori italiani: Federconsumatori e Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU) starebbero studiando un'apposita class action per eventuali risarcimenti degli utenti danneggiati.

Claudio Tamburrino
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16 Commenti alla Notizia Apple, la rivoluzione francese
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  • li obbliga qualcuno ? non credo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: trullo
    > li obbliga qualcuno ? non credo.

    La domanda. Un rivenditore che non segue la domanda è fallito in partenza.
    maxsix
    9891
  • che minacciano ogni volta portano soldi agli avvocati che fatturano gli studi di fattibilità e cose del genere?
    non+autenticato
  • Io non ci vedo niente di male, anzi, auspico proprio che apple si faccia i suoi punti vendita e non mescoli i suoi pregiatissimi rettangoli stondati di alluminio spazzolato, con gli strumenti informatici da pezzente!
  • Ogni volta che ti leggo mi chiedo da dove derivi tutto questo accanimento..
    Esiste il libero mercato e come tale anche Apple ha il diritto di produrre e vendere oggetti che ti piaccia o meno.
    Se poi la gente li compra, dato che il loro mestiere è vendere, vuol dire che ci hanno azzeccato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Andrea C.
    > Ogni volta che ti leggo mi chiedo da dove derivi
    > tutto questo
    > accanimento..

    Dal presupposto errato che l'informatica funzioni così:

    Clicca per vedere le dimensioni originali
    non+autenticato
  • Hahahahahaa!
    Meriterebbe una cornice questa frase!A bocca aperta
  • ehhmm cornice non nera e senza angoli smussati senno apple ti fa causa Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • Fortuna che la Apple non ha (ancora) brevettato le cornici in legno. Forse lo farà all'uscita dell'iPad3.
  • In realtà è propio quello a cui punta Apple,
    e sinceramente l'unico problema nel completarlo
    al 100% è la logistica di gestione sul territorio,
    che non è propio semplice nemmeno per dei colossi come
    loro.

    Ci stanno provando in tutti i modi(pratiche scorrette
    verso i loro stessi rivenditori, pubblicità ingannevoli,
    shortage dei prodotti, ecc. ecc.) ma purtroppo,
    per loro, ci vorranno ancora anni per avere solo i
    propri punti vendita, questo almeno nei paesi occidentali.

    Se ci sono ancora rivenditori non Apple che vendono prodotti
    Apple è semplicemnte perchè non ne possono fare a meno
    non perchè convenga più di tanto venderli.
    Piaccia o no Apple è uno dei pochi produttori informatici
    che non sono in crisi ma, anzi, continuano ad incrementare il
    proprio fatturato anno dopo anno.

    Sinceramente non invidio nemmeno un pò chi rivende i loro prodotti! A bocca storta
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    Modificato dall' autore il 30 dicembre 2011 20.49
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  • Infatti...
    che poi i ricavi, a detta dei rivenditori, si attestano intorno al 2-4% con un massimo del 9% (in casi eccezionali)
    Considerato che non comunicano la disponibilità dei nuovi prodotti ai commercianti, e che alle volte il prezzo di vendita ai rivenditori è pressochè uguale al prezzo di vendita (scontato) che applicano nei loro Apple Store si può facilmente comprendere dove stà la concorrenza sleale.
    Fanno degli sconti che per un rivenditore vuol dire vendere al pari o addirittura rimetterci.
    non+autenticato
  • - Scritto da: james83
    > Infatti...
    > che poi i ricavi, a detta dei rivenditori, si
    > attestano intorno al 2-4% con un massimo del 9%
    > (in casi
    > eccezionali)
    > Considerato che non comunicano la disponibilità
    > dei nuovi prodotti ai commercianti, e che alle
    > volte il prezzo di vendita ai rivenditori è
    > pressochè uguale al prezzo di vendita (scontato)
    > che applicano nei loro Apple Store si può
    > facilmente comprendere dove stà la concorrenza
    > sleale.
    > Fanno degli sconti che per un rivenditore vuol
    > dire vendere al pari o addirittura
    > rimetterci.

    Fosse solo Apple...

    E' il modello che va adeguato, nel senso che i rivenditori devono capire che la vendita del mac è legata alla vendita degli accessori con più alta marginazione.

    La stessa cosa accade, per esempio nel mercato dei videogiochi, dove sulle console abbiamo margini del 2% scarso, ma sui videogiochi in se si ha redditività di gran lunga maggiori.

    Altro esempio in tutt'altro settore è quello dei carburanti, dove sulla benzina si guadagna poco ma sul resto tanto (spazzole tergicristalli, liquido per lavare i vetri, bla bla bla).

    Per esempio, dalle mie parti ci sono 2 apple store ufficiali e 3 rivenditori "casual". 2 di questi casual sono Mediaworld ed Euronics, il terzo invece è un negozio di strumenti musicali che vende Mac come appoggio agli strumenti stessi (DJ set, bla bla bla).
    Indovina tra i 5 chi vende più Mac di tutti e sopratutto chi è che guadagna complessivamente più di tutti.
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    Modificato dall' autore il 03 gennaio 2012 11.36
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    maxsix
    9891
  • Con il 2-4% di ricarico è meglio vendere salumi e affini, in quanto:
    -Non hai il problema del 2° anno di garanzia
    -Una persona sana di mente, tra il mangiare e comprarsi l'ipad, sceglie la prima ipotesi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Rover
    > Con il 2-4% di ricarico è meglio vendere salumi e
    > affini, in
    > quanto:
    > -Non hai il problema del 2° anno di garanzia
    > -Una persona sana di mente, tra il mangiare e
    > comprarsi l'ipad, sceglie la prima
    > ipotesi.

    Benvenuto nel mercato dell'IT (tutto).
    maxsix
    9891