Mauro Vecchio

Google paga i link per spingere Chrome

Sospetta campagna pubblicitaria per far crescere il ranking dei prodotti legati al browser di BigG. Che avrebbe pagato i blogger per la pubblicazione di link allo strumento di navigazione. Mountain View risponde con un declassamento

Roma - Aveva scatenato le ironie più piccate da parte degli osservatori nel vasto reame del search globale. Un'imponente campagna pubblicitaria architettata da Google per permettere ai tool e servizi del browser Chrome di effettuare la rapida scalata nelle classifiche del ranking.

Il colosso di Mountain View si sarebbe servito di centinaia di blogger prezzolati per la pubblicazione online di link ai prodotti legati al suo stesso browser. Per la Search Engine Optimization (SEO), una mossa fondamentale per far crescere il ranking nei risultati di ricerca.

Peccato che si tratti di una evidente violazione delle policy stabilite dallo stesso motore di ricerca californiano. Che, a sua volta, ha spesso degradato tutti quei post (e link) pagati da soggetti privati per arrivare in fretta sulle prime pagine dei risultati del search.
Iniziale stupore da parte dei vertici di Google: nessuno avrebbe mai pagato i blogger per la pubblicazione di link sponsorizzati. "Google ha accettato sempre e solo le pubblicità online classiche", ha spiegato un portavoce di BigG. La colpa è dunque ricaduta sulla società di marketing partner Unruly Media.

Poi, l'annuncio che sembra voler smorzare tutte le polemiche. Google procederà con il declassamento dei risultati relativi al browser Chrome per un periodo non inferiore ai 60 giorni.

Mauro Vecchio
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