Pirateria, l'Indonesia fa quel che può

Da poche ore i pirati indonesiani colti in flagrante rischieranno multe salate e la prigione. Il problema, dice il Governo, è coglierli

Roma - Da un mese a sette anni di carcere e multe fino a 400mila euro: questo il profilo delle sanzioni incluse in una nuova legge antipirateria appena approvata in Indonesia, una legge che va incontro alle richieste dei produttori occidentali e delle organizzazioni internazionali.

La pirateria in Indonesia è endemica, come in molti altri paesi asiatici, tanto che il ministro della Giustizia Yusril Ihza Mahendra ha già dichiarato che la legge è tanto importante quanto difficile ne sarà l'applicazione. Ciò si dovrebbe, secondo Mahendra, alla poca sensibilità degli indonesiani verso i problemi legati alla violazione dei diritti della proprietà intellettuale.

Secondo fonti locali, i commercianti che spesso e volentieri allegano materiale pirata a quello che vendono nei proprio negozi, così come i tanti che ricavano da vivere con la vendita di CD e altri oggetti contraffatti, rimangono ora in attesa per capire quanto seriamente la legge verrà resa efficace dalle autorità.
Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, secondo quanto riportato da Reuters, hanno avvertito che in assenza di severe leggi a difesa del copyright gli investimenti e le donazioni internazionali potrebbero essere impossibili.
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