Mauro Vecchio

Kodak, il brevetto o la bancarotta

Secondo le ultime indiscrezioni, il colosso della fotografia starebbe preparando la richiesta per le coperture del Chapter 11. A meno che non si riesca a vendere oltre mille brevetti in un'asta supervisionata da un giudice

Roma - A rivelarlo in esclusiva è stato un recente articolo pubblicato sul sito del quotidiano statunitense Wall Street Journal: i vertici dell'ormai ex-colosso della fotografia Eastman Kodak starebbero preparando i documenti necessari a chiedere copertura finanziaria in vista di una clamorosa bancarotta.

Stando alle indiscrezioni - l'articolo del WSJ ha citato le più classiche "persone informate dei fatti" - Kodak potrebbe avviare le pratiche per il fallimento nelle prime settimane del prossimo febbraio. Si parla di una copertura bancaria da 1 miliardo di dollari che permetta al gigante statunitense di sopravvivere nel suo periodo più tragico.

C'è però un'ultima speranza per la storica multinazionale, che ha visto il suo valore azionario scendere di quasi 30 punti percentuali dopo le indiscrezioni del WSJ. Un ultimo tentativo prima di ricorrere alle procedure di protezione dai creditori nota nell'ordinamento statunitense come Chapter 11.
In sostanza, si pensa ad un'asta - supervisionata da un giudice - per la vendita degli oltre mille brevetti detenuti da Kodak in relazione a tecnologie per le immagini in formato digitale, brevetti anche recentemente impugnati in vertenze inscenate coinvolgendo diversi marchi dell'elettronica di consumo. Il denaro racimolato potrebbe salvare l'azienda e i suoi 19mila dipendenti. Altrimenti ci si avvierà verso l'epilogo di un'avventura industriale durata più di 130 anni.

Mauro Vecchio
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9 Commenti alla Notizia Kodak, il brevetto o la bancarotta
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  • Ho abbandonato la fotografia quando vidi le prime macchine fotografiche digitali, oggi posso dire che ho fatto bene. Adesso sono tutti fotografi e operatori video
    non+autenticato
  • Non sono riusciti a rinnovarsi con il passaggio al digitale, eppure hanno avuto almeno 10 anni per tentare di farlo...
    Patetico il tentativo di vendere compatte digitali, evidentemente non erano in grado di sviluppare un simile prodotto, avrebbero fatto meglio a puntare tutto su stampanti e carte fotografiche e magari su macchine fotografiche digitali di nicchia, magari dotate di stampante a sublimazione integrata e in grado di rileggere in chiave moderna i successi passati delle polaroid.
    Il gettarsi a produrre compatte digitali con sensori scadenti, prestazioni velocistiche peggiori a prezzi allineati al settore più basso del mercato evidentemente non è stata una mossa geniale...
    presumo che ci siano 19.000 dipendenti in cerca di un nuovo lavoro!
  • Quando hanno smesso di fare le pellicole Kodachrome (che erano le migliori) hanno implicitamente ammesso la resa al digitale: prima, poteva ancora esserci chi sosteneva che con la pellicola tradizionale si otteneva una qualità migliore, anche se il costo era più alto... ma la scomparsa della kodachrome significava che nemmeno le pellicole di qualità migliore erano più in grado di competere.

    E sul digitale, la kodak non era leader; anzi, il rapporto qualità/prezzo era peggiore rispetto a molti concorrenti, perchè doveva ammortizzare molti più costi.
    non+autenticato
  • ...mi viene da piangere però -.-!!
    non+autenticato