Roma - La commissione coreana che si occupa di competizione (KFTC)
ha accusato Google di aver interferito con le indagini con al centro le accuse che la coinvolgevano per comportamenti anticoncorrenziali nel settore del search.
L'
indagine originale era scaturita dall'accusa delle due aziende che dominano il mercato locale della ricerca online, NHN Corp e Daum Communication Corp: secondo loro Google
avrebbe impedito ai produttori di smartphone sudcoreani che hanno scelto Android di includere nei loro dispositivi le applicazioni di ricerca concorrenti di Google, arrivando a ritardare quelli colti in "violazione delle condizioni contrattuali".
KFTC aveva accettato di approfondire questa tesi e aperto un'indagine sulla questione. Tuttavia questa sarebbe stata
ostacolata da Mountain View che
avrebbe cancellato file dai computer e
fatto lavorare i suoi impiegati da casa invece che dai suoi uffici di Seul, sotto sorveglianza da parte delle autorità.
Per questi comportamenti conseguenti all'accusa originale, dunque, Google
rischia una
multa pari a circa 130mila euro (il massimo che può infliggere l'authority coreana).
Mountain View non ha ancora commentato questa eventualità, limitandosi a sottolineare l'impegno a collaborare con le autorità.
Nel frattempo, peraltro, Google, che in Corea del Sud
ha avuto problemi anche per i suoi servizi di geolocalizzazione,
sembra aver raggiunto un
accordo di collaborazione con l'autorità coreana che si occupa di telecomunicazioni, con lo scopo di "supportare le imprese Internet del paese".
Claudio Tamburrino