Roma trucida le vecchie TLC

Regioni ed enti locali in prima linea per lo sviluppo della banda larga, più facile operare nelle TLC, possibile il trading delle frequenze. Sono le novità del nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche, digitali e multimediali

Roma trucida le vecchie TLCRoma - Il tentativo è ambizioso: introdurre qualche semplificazione che potrebbe rivelarsi essenziale per lo sviluppo della connettività italiana e, allo stesso tempo, spingere il broad band con un coinvolgimento diretto degli enti locali. Questo il senso del Codice delle comunicazioni elettroniche che tocca tutto quello che gira sulle infrastrutture digitali e multimediali.

Il Codice secondo il ministro delle TLC Gasparri, che ne parla addirittura come "uno dei tasselli principali dell'attività del ministero", nei fatti "disciplina tutte le reti di comunicazione elettronica in grado di trasportare segnali digitali che riproducono indifferentemente suoni, dati o immagini". Non riguarda il contenuto, riguarda i mezzi.

Le novità più interessanti del Codice, che sostituisce il Codice postale del 1973, mettono al centro Regioni ed enti locali per lo sviluppo della banda larga: saranno loro a dover individuare i livelli di disponibilità necessari nelle diverse comunità, fondi per uno sviluppo che non riguardi solo "chi produce" ma tocchi anche direttamente chi dispone di un reddito basso, anziani, disabili e, in generale, le categorie svantaggiate.
Un altro elemento fondante del Codice è l'abbandono del regime di licenza per gli operatori di comunicazione. Questo significa che l'operatore, in assenza di uno specifico divieto dell'amministrazione, può partire subito con i propri servizi senza attendere una licenza specifica.

Di grande impatto secondo il Governo saranno anche le novità pensate per tenere sotto maggiore controllo dell'Autorità TLC i grandi operatori, quelli definiti come "aventi un significativo potere di mercato". Allo stesso modo viene attribuita una certa importanza anche alla possibilità per gli operatori di cedere sul mercato le proprie frequenze, a patto che chi compra siano operatori dotati dei requisiti necessari previsti dalla legge.

Queste novità non toglieranno comunque di mezzo gli oneri previsti dal Servizio Universale per le compagnie telefoniche. Si tratta, come noto, di responsabilità che vanno dall'elenco abbonati (vedi anche Il nostro grosso grasso database) al mantenimento di telefoni pubblici a pagamento, dai numeri di emergenza (tra cui l'europeo 112) alle agevolazioni per i disabili e, soprattutto, alla fornitura di telefonia fissa.

Curioso, infine, che il Codice depenalizzi il caso di chi attivi un impianto di telecomunicazione senza autorizzazione ma soltanto se non si tratta di radiodiffusione...
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