Roma - È stato
sospeso per due anni, condannato al pagamento di quasi 80mila sterline in modo da coprire tutte le spese legali. Questa la recente sentenza del britannico
Solicitors Disciplinary Tribunal, che ha obbligato l'avvocato Andrew Crossley ad
abbandonare temporaneamente l'esercizio della sua professione.
Un
punto d'infamia alla carriera del responsabile di
ACS:Law, la società legale che aveva inviato migliaia di minacciose missive agli utenti del file sharing. Un meccanismo dal forte sapore estorsivo: pagare subito una cifra forfettaria o rischiare le fredde aule di un tribunale per difendersi dall'accusa di violazione del copyright.
Pare che Crossley non abbia contestato la maggior parte dei capi d'accusa, in seguito alla bancarotta di
ACS:Law. L'avvocato britannico ha però
puntato il dito contro il suo ex-provider, accusato di aver lasciato al pubblico del web una copia di backup contenente i dati - tra cui quelli sugli scariconi - della sua defunta società legale.
(M.V.)