Claudio Tamburrino

Google, ora con più Twitter e Facebook

Facebook e MySpace si uniscono a Twitter: con un plugin per browser mostrano come dovrebbe essere per loro il social search. Polemiche su polemiche per il social di BigG: scoppia il caso pseudonimi

Roma - Non si placano le critiche mosse a Google per la scelta fatta in materia di social search: dopo Twitter, anche Facebook e MySpace, seppur indirettamente, intervengono nella polemica. E gli sviluppatori delle tre piattaforme insieme hanno presentato un'estensione browser che amplia i risultati offerti da Google Plus Your World anche ai loro contenuti già indicizzati da Mountain View.



Il sito focusontheuser.org, cui hanno lavorato Blake Ross, già uomo di Netscape e ora responsabile del settore prodotti di Facebook, nonché sviluppatori di Twitter e MySpace, ha presentato uno strumento che dichiara di impiegare le medesime considerazioni sulla rilevanza dei contenuti impiegato dal motore di ricerca di Google per calcolare quali risultati dovrebbero occupare lo spazio che ora trova Google+ nelle query (se l'opzione social non viene disattivata).
Oltre a dimostrare come gli account Twitter siano spesso più aggiornati (e dunque rilevanti) delle corrispondenti pagine Google Plus, lo strumento verifica come ci sia una differenza anche tra i normali risultati offerti da una ricerca di Google, che per rilevanza può anche non prendere in considerazione l'account Google+ di una persona cercata: ma, quando integra i risultati social, lo aggiunge diluendo in parte la precisione della query.

Secondo le critiche, mosse inizialmente da Twitter, il fatto che il nuovo tentativo di social search integri solo le informazioni e i contenuti pubblicati dagli utenti su Google+ rischia di spingere artificiosamente il social network a discapito degli altri.

Finora Mountain View si era difesa affermando che erano presi in considerazione esclusivamente i dati del suo social network solo perché non aveva accesso agli altri per gli accordi che (non) sarebbe riuscita a sottoscrivere con i concorrenti di settore, Twitter e Facebook in primis.

Tuttavia, il sito focusontheuser.org mette ora a disposizione un'estensione browser (emblematicamente chiamato "don't be evil") che promette agli utenti che lo trascineranno nella propria toolbar di "trasformare i risultati di Google+ nei più rilevanti rintracciabili sul web", cioè integrando anche i contenuti di Facebook, Twitter e degli altri social network già indicizzati, dicono, da Mountain View.

Gli sviluppatori del plugin affermano peraltro di averlo rilasciato in open source e di averne proposto l'utilizzo anche direttamente a Google: se questo si dimostrerà vero, i prossimi mesi saranno decisivi per le iniziative social di Mountain View attualmente online. Oltre alla funzione Google Plus Your World, d'altronde, per quanto riguarda il suo social network Mountain View deve vedersela anche con la decisione relativa all'utilizzo degli pseudonimi da parte dei suoi utenti: la promessa di aprire ai nickname sembra essere in procinto di realizzarsi, anche se con diversi cavilli.

In particolare Mountain View parla di soprannomi da affiancare ai nomi veri, e di documenti per verificare l'appartenenza ad una persona reale o l'esistenza di una personalità online conclamata associata a quel nome. Tutte situazioni che minacciano la privacy degli utenti interessati a uno pseudonimo per ragioni di discrezione.

Claudio Tamburrino
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