Roma - La corte d'appello de L'Aia
ha dato ragione a Samsung
confermando la sentenza di primo grado che respingeva la richiesta di ingiunzione preliminare depositata da Apple contro le importazioni dei tablet della coreana, considerati non in violazione dei brevetti con la Mela.
Apple aveva ottenuto il
blocco preliminare dei prodotti coreani contestando la violazione di suoi brevetti relativi al design di iPad e alla tecnologia per l'interfaccia delle gallerie di immagini: una delle poche vittorie (parziali) raggiunte da una delle due aziende nella lotta brevettuale che le sta contrapponendo in più paesi e senza esclusione di colpi e denari. Basta pensare che
si calcola che Cupertino, solo per le cause che
la vedono contrapposta ad un'altra produttrice Android come HTC,
abbia speso 100 milioni di dollari. Se si pensa a quanto sia più lunga e complicata la vicenda Apple-Samsung, una proporzione potrebbe spingere a pensare a cifre esorbitanti.
Per aggirare il blocco alle importazioni imposto ai suoi prodotti in Europa dai tribunali tedeschi e olandesi, Samsung aveva
provveduto a rilasciare una versione modificata del suo tablet Galaxy Tab 10.1, tale che superasse le problematiche di somiglianza sollevate da Apple nei suoi confronti.
La corte di appello era stata chiamata a riaffrontare la causa che vede al centro i brevetti design di Apple: precedentemente aveva già affrontato la questione relativa alla misura cautelare e, come nella
sentenza emessa negli Stati Uniti,
aveva valutato come non proporzionata una tale decisione.
Ora il tribunale
ha affermato che il tablet Samsung non viola il brevetto che tutela il design di iPad. Sulla stessa questione
si deve esprimere la prossima settimana la corte che in Germania si sta occupando del caso.
Claudio Tamburrino