Claudio Tamburrino
mercoledì 25 gennaio 2012

Regno Unito, in tribunale alla ricerca di guai

Giurata condannata per aver cercato online il nome dell'imputato e aver condiviso quanto trovato con gli altri chiamati a decidere la sua sorte

Roma - Il reato "oltraggio alla corte" può assumere una nuova forma: cercare online notizie sull'imputato quando si svolge il ruolo di giurato andando a compromettere la propria neutralità di giudizio e influenzando la giuria.

L'ultimo caso che ha visto la tecnologia in veste di protagonista osteggiata nelle sale di tribunale vede, appunto, un giurato di una corte britannica condannato perché ha cercato online informazioni che non avrebbero dovuto influenzare la sentenza.

Durante il processo che aveva come imputato Barry Medlock, infatti, una donna della giuria, la 34enne britannica di origine greca docente di psicologia Theodora Dallas, ha consultato Internet arrivando ad informazioni che potrebbero aver influenzato la capacità di giudizio sua e del resto della giuria da lei successivamente informata di quanto scoperto.L'imputato era accusato di aver provocato "gravi danni fisici", linguaggio specifico che per la normativa britannica configura tutte quelle situazioni in cui vengono causate ferite gravi. Proprio per chiarirsi il preciso significato di tali parole, tuttavia, Dallas avrebbe provveduto a cercare online tale formula, in inglese "grievous bodily harm". Poi, forse spinta dalla curiosità, avrebbe affinato la ricerca aggiungendo la parola "Luton", nome della città dove si svolgeva il processo.

A quel punto è incappata in un articolo di giornale che raccontava di una precedente accusa di stupro mossa nei confronti dell'imputato Medlock: accusa che non avrebbe dovuto influenzare il caso, in quanto l'uomo ne era stato assolto.

Nonostante questo, e non sapendo neanche che fosse proibito ai giurati cercare informazioni su Internet sul caso, Dallas avrebbe a quel punto ritenuto importante informare gli altri giurati di quanto scoperto. Uno di loro, tuttavia, ha informato della delazione il giudice che si è visto costretto ad abbandonare il processo (continuato poi con una giuria diversa e conclusosi con la condanna di Medlock) e a rinviare la donna a giudizio per oltraggio alla corte.

In pratica, nei tribunali che chiedono l'intervento di una giuria popolare, ai giurati si chiede di agire come dietro un "velo di ignoranza": una tabula rasa che lascia a valutare il caso solo il senso comune, ignorando fatti non presentati da accusa e difesa ed eventuali discriminazioni legate ad altri fattori.

Dallas aveva invece disobbedito a questo principio e a quanto prescritto ai giurati dal giudice (in particolare per quanto riguarda la proibizione di cercare online notizie sul procedimento) ed in questo modo avrebbe influenzato la giuria ed arrecato un danno all'amministrazione della giustizia.
Per questo la donna è stata condannata a 6 mesi di carcere.

Mentre prima bastava chiudere il gruppo di giurati in una stanza provvedendo ad escluderli da quello che succede fuori, con l'attuale diffusione di smartphone e dispositivi mobile il controllo è, se non impossibile, quantomeno molto difficile: nel caso in esame solo la condivisione delle informazioni trovate con altri ha portato ad individuare il comportamento scorretto.

Oltre a questo caso, poi, sono diverse le forme di interferenza tra sistema giudiziario e tecnologia: l'episodio più curioso vede un cittadino statunitense chiamato a svolgere il ruolo di giurato cercare di scampare all'onere aggiungendo ai propri amici l'imputato (salvandosi per un pelo dalla condanna alla prigione); in un altro un procedimento della Corte Suprema statunitense ha deciso di ripetere un procedimento perché uno dei giurati, pur non entrando nel merito ma limitandosi a parlare di caffè e tempo, ha utilizzato il suo smarpthone per twittare.

A differenza di questi casi statunitensi, Dallas rischia, neanche fosse la protagonista di un mito greco, di veder tutta la sua vita compromessa dalla sua curiosità: per lei niente clemenza dalla Corte, tanto che la pena non è stata sospesa dal giudice. E i sei mesi di prigione rischiano ora di mettere a repentaglio la sua carriera d'insegnante: ha già dato le dimissioni dal suo attuale posto di lavoro.

Claudio Tamburrino
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14 Commenti alla Notizia Regno Unito, in tribunale alla ricerca di guai
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  • ..la signora semplicemente i giorni precedenti avesse letto quello stesso articolo e, forte di una memoria di ferro, si fosse ricordata di quanto letto incorreva nello stesso reato?
    non+autenticato
  • - Scritto da: mirco
    > ..la signora semplicemente i giorni precedenti
    > avesse letto quello stesso articolo e, forte di
    > una memoria di ferro, si fosse ricordata di
    > quanto letto incorreva nello stesso
    > reato?

    Il problema e' piu' ampio e sociologico.
    Fino a ieri le persone colte, ben informate e con tanta memoria, potevano sapere cose che altri avevano dimenticato.
    Oggi invece, con la rete a portata di click, nessuno piu' tende a coltivare la propria memoria per fatti e notizie, potendo demandare tutto alla rete.

    Il problema e' che privando le persone di oggi (e di domani) della rete, si ottengono persone decisamente meno efficienti di quelle di una o due generazioni prima.

    La conoscenza a portata di tecnologia offre enormi vantaggi, al costo di un pesante svantaggio di avere gente incapace di fare o ricordare, quando questa tecnologia non c'e'.

    Fino a quando sara' giusto impedire l'uso di tecnologia in tutte quelle situazioni quotidiane che sono state regolamentate in un'epoca in cui tale tecnologia non esisteva?
  • - Scritto da: mirco
    > ..la signora semplicemente i giorni precedenti
    > avesse letto quello stesso articolo e, forte di
    > una memoria di ferro, si fosse ricordata di
    > quanto letto incorreva nello stesso
    > reato?

    Non sono esperto di legge, soprattutto quella estera, ma credo che in USA dovresti segnalarlo a priori al giudice, che quindi ti escluderebbe dalla giuria.
  • "in un altro un procedimento della Corte Suprema statunitense ha deciso di ripetere un procedimento perché uno dei giurati, pur non entrando nel merito ma limitandosi a parlare di caffè e tempo, ha utilizzato il suo smarpthone per twittare."

    Sono io che sono stanco o questa frase non ha molto senso?
    non+autenticato
  • ma ti stupisci? manco mette le acca dove servono:
    " nel caso in esame solo la condivisione delle informazioni trovate con altri A portato ad individuare il comportamento scorretto."

    fossi io il boss lo avrei licenziato 18000 a senza acca fa..
    non+autenticato
  • Neanche la traduzione è troppo corretta. Common sense significa buon senso e non senso comune.
    non+autenticato
  • Al giorno d'oggi non puoi più pensare di nascondere il passato di qualcuno, nel bene e nel male.
    non+autenticato
  • Siccome i tempi e la società cambiano credo debbano cambiare anche le leggi che ci governano. Questo episodio mette in luce un sistema giudiziario (quello "common law") ormai obsoleto, sarebbe ora che anche gli aglosassoni adottino il modello "civil law" (oltre al sistema metrico decimale). Mica siamo nel medioevo?
    non+autenticato
  • In pratica la signora, giustamente sbattuta in galera, si era improvvisata il Marco Travaglio della situazione, andando a rovistare nel passato dell'imputato per sentenziare in maniera non obbiettiva.
    Ben le sta.

    Comunque in Italia il problema non si pone, visto che i processi si fanno prima sui giornali e in tv.
    Inoltre in aula ci pensano il PM e i carabinieri a scodellare tutti i pregiudizi possibili e immaginabili sull'imputato. Chiunque abbia visto almeno una puntata di "Un giorno in Pretura" (brrr...) sa perfettamente di cosa parlo.
    non+autenticato
  • e magari mettiamoci anche il fatto che noi non abbiamo giuria... quindi non si può influenzare un giudizio.. guarda meno Peri Meson che è meglio
    non+autenticato
  • - Scritto da: pulce
    > e magari mettiamoci anche il fatto che noi non
    > abbiamo giuria... quindi non si può influenzare
    > un giudizio.. guarda meno Peri Meson che è
    > meglio

    Bè no, nella Corte di assise ci sono.
    "..La competenza di primo grado è attribuita alla C. di a., organo collegiale composto da due magistrati di carriera e da sei giudici popolari, scelti tra soggetti che possiedono requisiti di particolare cultura."
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gianni Lio
    > In pratica la signora, giustamente sbattuta in
    > galera, si era improvvisata il Marco Travaglio
    > della situazione, andando a rovistare nel passato
    > dell'imputato per sentenziare in maniera non
    > obbiettiva.
    > Ben le sta.

    Il diritto di cronaca non c'entra assolutamente niente. La signora era un giurato, mica un giornalista, e aveva precisi doveri.
    Funz
    9150
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