Gabriele Niola

Contenuti originali? Internet fa da sé

di G. Niola - La produzione diventa sempre più appannaggio di chi ha iniziato a muoversi con i video in rete. Una carrellata sulle realtà più dinamiche del momento, a partire dagli Stati Uniti per arrivare all'Italia

Roma - Il rapporto di internet con il mondo del video, per come abbiamo imparato a conoscerlo, è fatto di infinite possibilità di distribuzione e ridotte possibilità di guadagno, un luogo in cui tutti possono potenzialmente vedere tutto ma quasi nessuno ne trae un business. La questione negli ultimi 2 anni è cambiata, molto.
Così tanto che lungo il 2011 alcuni dei nomi più importanti della rete, solitamente abbinati all'aggregazione di contenuti video, hanno fatto passi più che sostanziali nella direzione della produzione. Da un business basato sul piazzamento di contenuti sconosciuti, lentamente l'economia statunitense dei grossi nomi sta tentando di passare al più completo business di produzione e distribuzione.

Le notizie in merito sono state molte e molto diverse, tanto da dare vita a molteplici possibili scenari, corrispondenti alle diverse idee di distribuzione e produzione di ogni compagnia. Quale sarà il modello dominante è difficile a dirsi, sembra però scontato che internet non diventerà la televisione e la televisione non si sposterà su internet ma le connected tv offriranno anche contenuti originali, a metà tra quel che esiste oggi e il meglio di quello che si fa in rete.
Nel 2012 quindi vedremo concretizzarsi gli sforzi partiti nel 2011 da parte delle aziende più grosse del settore.

Hulu - La più importante piattaforma gestita direttamente dai network cinematografico-televisivi ha visto il suo pubblico aumentare di pari passo ai suoi introiti. Con la metà delle interruzioni pubblicitarie della televisione (ma il doppio più efficaci, secondo i parametri statunitensi) Hulu quest'anno ha raddoppiato i guadagni arrivando a 420 milioni di dollari e 1,5 milioni di utenti paganti per il servizio Plus (senza pubblicità per 8 dollari al mese).
Per il 2012 ha dichiarato di voler investire 500 milioni di dollari in quelli che paiono 3 progetti: una serie ambientata negli uffici della campagna elettorale del partito Democratico (probabilmente affidata a Marc Webb), il prosieguo della serie di documentari di Morgan Spurlock titolata A Day In The Life e un progetto originale in stile reality da ambientarsi intorno al mondo.
Yahoo! - Il settore video di Yahoo! è uno dei più efficienti (50 milioni di stream al mese), tanto che la compagnia ha recentemente acquistato un appartamento da 500 metri quadrati al centro di New York, da utilizzarsi solo per la produzione (e co-produzione assieme ad ABC) di video. Già in marzo aveva annunciato 7 show originali di cui ben 2 prodotti in totale autonomia. Si tratta di show per i quali sono state messe sotto contratto star di medio livello della tv americana, con valori di produzione alti e una forte spinta commerciale.

Amazon Studios - Più di un anno fa Amazon aveva annunciato questo progetto in maniera abbastanza silenziosa e allo stesso modo ha continuato a lavorarci (nonostante le critiche iniziali). L'idea era di creare un laboratorio in cui chiunque potesse inviare sceneggiature o idee per produzioni audiovisive con studi come Warner Bros. pronti ad ascoltare. Ora, ad un anno di distanza (in dicembre), Amazon ha annunciato di aver vagliato 6mila sceneggiature e visto 600 test-movies per scegliere 3 progetti che produrrà e porterà alla fine. Si tratta di tre storie di genere (fantastico, fantascienza e thriller) per le quali non è ancora stato deciso un regista.

Netflix - Quello che è stato l'enfant prodige dell'Home Video, l'unico in grado di traghettare il sistema morente ma ancora molto attivo del noleggio DVD e Blu-ray nella medesima dimensione del noleggio in streaming (di fatto uccidendo quel poco che la pirateria aveva lasciato in vita di Blockbuster), ha messo a segno due mosse importanti. Senza produrre direttamente ma investendo 100 milioni per assicurarsi la distribuzione esclusiva, ha di fatto messo in moto la produzione di due serie. La prima è il ritorno di Arrested Development, l'altra è House Of Cards, ideata da David Fincher e interpretata da Kevin Spacey.

YouTube - Il più grande distributore della rete è anche quello dal progetto più complesso. Con l'acquisizione di Next New Networks è diventato indirettamente produttore di quei canali da essa curati. In seguito, con le molte iniziative intorno al mondo come Next Up, ha finanziato direttamente degli youtuber per produrre contenuti di qualità, infine ha annunciato la creazione di una serie di veri e propri canali in stile televisivo (con un budget totale di 100 milioni di dollari), nonché, recentemente, la collaborazione ad un progetto produttivo che coinvolge Ridley Scott e che culminerà al festival di Venezia.
Indeciso sulla posizione da prendere (di fatto è un produttore ma fa di tutto per non sembrarlo), YouTube cerca di fomentare la creatività invece che imporre la propria. Un modello che, tra quelli esistenti, pare il più lungimirante e il più adatto alle dinamiche della rete.

Questo per dire dello scenario statunitense, ma anche in Italia canali noti per aggregare, come RaiNet, hanno deciso quest'anno di passare alla produzione (ovviamente per la rete) con 12 progetti il cui sfruttamento sarà unicamente online.
In un solo anno gli investimenti sulla creazione di contenuti sono dunque passati da quasi zero a centinaia di milioni, coinvolgendo nomi e brand di livello. Internet è considerato in concorrenza con il cinema (per la pirateria) e con la televisione (per la pirateria, i servizi on demand dove disponibili, e la capacità di catturare l'attenzione nel prime time), anche se non ha ancora prodotto nulla di concorrenziale. Ora a tutti gli effetti sui suoi canali di distribuzione più ufficiali, quelli al momento quasi monopolizzati da serie, show e film provenienti da altri media, finiranno anche le loro controparti originali. Figli naturali e adottati dovranno convivere, gli uni accanto agli altri, con le prevedibili diverse gestioni.
Non sarà la democratizzazione della televisione che tutti annunciavano ma un sistema diverso. Per le cose democratiche e davvero sovversive, come al solito, ci sarà la rete.

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

I precedenti scenari di G.N. sono disponibili a questo indirizzo
195 Commenti alla Notizia Contenuti originali? Internet fa da sé
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  • Non seguo tantissimo e quindi questo articolo lo trovo molto utile. Forse per gente come me che ne legge per la prima volta un po' di spiegazioni più "per non avvezzi" sarebbero ancora più gradite. Ho il sospetto che seguendo TUTTI i link ci si possa fare un'idea ma...

    ti volevo lasciare questo suggerimento per dire che stai facendo un'opera di divulgazione appassionata e di qualità: se vuo fare ancora meglio, pensa a chi non ne sa niente e potrebbe interessarsi.

    Ovviamente ci sarà anche l'appassionato che vuole invece approfondire ancora piùà specificamente. Ma io parlo per quelli come meSorride
    non+autenticato
  • Possiamo tornare a parlare di copyright e non di ubuntu ? Ciao grazie.
    non+autenticato
  • - Scritto da: zeus
    > Possiamo tornare a parlare di copyright e non di
    > ubuntu ? Ciao
    > grazie.

    Certo!

    Io sono pronto!

    Basta con la pirateria !!!
  • - Scritto da: Basta Pirateria
    > - Scritto da: zeus
    > > Possiamo tornare a parlare di copyright e
    > non
    > di
    > > ubuntu ? Ciao
    > > grazie.
    >
    > Certo!
    >
    > Io sono pronto!
    >
    > Basta con la pirateria !!!
    Mbeh che c'è ti sei scordato ancora di dire
    Perchè?
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    > - Scritto da: Basta Pirateria
    > > - Scritto da: zeus
    > > > Possiamo tornare a parlare di copyright
    > e
    > > non
    > > di
    > > > ubuntu ? Ciao
    > > > grazie.
    > >
    > > Certo!
    > >
    > > Io sono pronto!
    > >
    > > Basta con la pirateria !!!
    >

    >
    > Mbeh che c'è ti sei scordato ancora di dire
    > Perchè?

    Impossibile. Se te lo dicessi:

    a) non capiresti
    b) smetteresti di renderti ridicolo

    Come vedi sarebbe, quindi, una perdita di tempoA bocca aperta
  • - Scritto da: Basta Pirateria
    > - Scritto da: tucumcari
    > > - Scritto da: Basta Pirateria
    > > > - Scritto da: zeus
    > > > > Possiamo tornare a parlare di
    > copyright
    > > e
    > > > non
    > > > di
    > > > > ubuntu ? Ciao
    > > > > grazie.
    > > >
    > > > Certo!
    > > >
    > > > Io sono pronto!
    > > >
    > > > Basta con la pirateria !!!
    > >

    > >
    > > Mbeh che c'è ti sei scordato ancora di dire
    > > Perchè?
    >
    > Impossibile. Se te lo dicessi:
    >
    > a) non capiresti

    Ma magari capiscono gli altri!

    > b) smetteresti di renderti ridicolo
    >
    Vero saresti meno ridicolo!

    > Come vedi sarebbe, quindi, una perdita di tempoA bocca aperta
    Ripeto non lo devi spiegare a me...
    Spiega agli altri
    Perchè basta pirateria?
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: tucumcari
    [...]
    > Ripeto non lo devi spiegare a me...
    > Spiega agli altri
    > Perchè basta pirateria?
    > A bocca aperta

    Pessima argomentazione. Ma prosegui, prosegui pure che sono tutti click in piùSorride
  • Non fatevi fregare da questi provocatori !
    non+autenticato
  • - Scritto da: amistocle pappalardo
    > ORA TISEGNIALO!!!!!!

    You win
  • - Scritto da: indio
    > Non fatevi fregare da questi provocatori !

    Però un vero flammone avrebbe postato in una news che riguardava ubuntu, non qua. Forse non scherza ed è questa la cosa più triste Annoiato
    non+autenticato
  • Ma guardateli in tv attori e cantanti, ricchi ed arroganti, e alcuni difendono ancora il diritto di copyright !
    non+autenticato
  • - Scritto da: liberopensi ero
    > Ma guardateli in tv attori e cantanti, ricchi ed
    > arroganti, e alcuni difendono ancora il diritto
    > di copyright
    > !

    Tranquillo la pacchia sta per finire. Presto si produrranno film interamente in computer grafica e gli attori torneranno a coltivare le rape.
    non+autenticato
  • Infatti: un film con scene come questa:



    prodotto con tecniche tradizionali, ha richiesto 30 anni di lavorazione (è stato il film con il tempo di produzione più lungo)

    Spettacolare, certo... ma oggi, chiunque può produrre scene così in computer grafica, in pochi giorni. Gli investimenti milardari sono sempre meno necessari.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Spettacolare, certo... ma oggi, chiunque può
    > produrre scene così in computer grafica

    Parli di cose che non conosci e menti a te stesso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > - Scritto da: uno qualsiasi
    > > Spettacolare, certo... ma oggi, chiunque può
    > > produrre scene così in computer grafica
    >
    > Parli di cose che non conosci e menti a te stesso.

    Facile tacciare di ignoranza qualcuno quando non sai come controbattere.
    Ti ha ownato e questo è quanto.

    Ora continua a clonarti che tanto rimani dalla parte del torto.
    non+autenticato
  • Ragionare con dittatori, uomini malvagi, in malafede è possibile.
    Con chi è ignorante invece non è possibile.
  • - Scritto da: tucumcari
    > Ti ha ownato e questo è quanto.
    >

    Ownato Rotola dal ridere In tutti i messaggi usi questo tono da quindicenne abbastanza patetico.

    "oggi, chiunque può produrre scene così in computer grafica, in pochi giorni"

    Certo certoRotola dal ridere
    non+autenticato
  • In pochi giorni NO ma se pensi che con meno di 30.000 euro (donati dai fans) hanno fatto Dark Resurrection Volume 0, ti rendi conto che per il futuro il trend è quello.

    Però mi chiedo chi è che avrà tutto questo tempo da dedicare a fare lo spettatore di tutta questa gente che produrrà contenuti in gran quantità. Finirà che ci romperemo tutti le balle.
    non+autenticato
  • - Scritto da: cancellare qualsiasi contenuto
    > In pochi giorni NO ma se pensi che con meno di
    > 30.000 euro (donati dai fans) hanno fatto Dark
    > Resurrection Volume 0, ti rendi conto che per il
    > futuro il trend è
    > quello.

    Cosa comunque ben diversa da fare un cartone animato in pochi giorni. Comunque anche io sostengo che in futuro i costi diminuiranno e ci saranno tante piccole produzioni. Ma non che non bisogna mai pagare come sostiene lui, né che ci possa affidare solo al metodo kickstarter (comunque è un metodo a cui Uno Qualsiasi non può partecipare perché una volta ha detto di non avere la carta di credito, ogni tanto parla di donazioni che però evidentemente non fa).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dottor Stranamore
    > - Scritto da: cancellare qualsiasi contenuto
    > > In pochi giorni NO ma se pensi che con meno
    > di
    > > 30.000 euro (donati dai fans) hanno fatto
    > Dark
    > > Resurrection Volume 0, ti rendi conto che
    > per
    > il
    > > futuro il trend è
    > > quello.
    >

    > (comunque è un metodo a cui Uno Qualsiasi non può
    > partecipare perché una volta ha detto di non
    > avere la carta di credito, ogni tanto parla di
    > donazioni che però evidentemente non
    > fa).
    È uno dei tanti metodi in comune però hanno una cosa...
    Vi fanno cagare sotto!
    Rotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: cancellare qualsiasi contenuto
    > In pochi giorni NO ma se pensi che con meno di
    > 30.000 euro (donati dai fans) hanno fatto Dark
    > Resurrection Volume 0, ti rendi conto che per il
    > futuro il trend è
    > quello.
    Si si rende conto!
    è per quello che lui e i suoi padroni si stanno cagando sotto!
    non+autenticato
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