Gabriella Tesoro

Nokia Siemens Networks taglia in Germania e Finlandia

La joint venture ha annunciato il licenziamento di oltre 4mila lavoratori. Una strategia di ridimensionamento per reggere al mercato. I dubbi degli analisti

Roma- Brutte notizie per i lavoratori di Nokia Siemens Networks (NSN). La famosa joint venture, nata sei anni fa dalla collaborazione tra i colossi Nokia e Siemens, ha annunciato di voler licenziare 2.900 lavoratori in Germania e 1.200 in Finlandia. L'azienda ha attualmente 9.100 impiegati tedeschi e 6.900 finlandesi.

L'annuncio in realtà non è nuovo: Rajeev Suri, CEO di Nokia Siemens Networks, aveva già dichiarato a novembre di voler diminuire progressivamente le linee di prodotti riguardanti altre connettività per favorire lo sviluppo della banda larga mobile. A pagarne le spese sarebbero stati 17mila lavoratori in tutto il mondo, il 23 per cento di tutta la forza lavoro dell'azienda, che sarebbero stati licenziati entro la fine del 2013. I tagli al personale rientrano all'interno della strategia che punta a ridurre i costi annuali per 1 miliardo di euro. È quindi assai probabile che entro il prossimo anno altre sedi nazionali vadano incontro ai tagli annunciati.

NSN lascerà in Germania appena cinque sedi, chiudendo tutte le altre, compreso l'enorme quartier generale a Monaco. Le sopravvissute saranno una sede che si occuperà dello sviluppo di reti ottiche a Berlino, due sedi, a Bonn e Dusseldorf, che sono impegnate con il servizio clienti, una a Bruchsal per produzione e sviluppo e, infine, una a Ulma centrata su LTE. In Finlandia rimarrà una centrale a Oulu e un magazzino a Espoo.
I sindacati sono già sul piede di guerra. In Germania puntano sopratutto a reinserire quanti più possibili lavoratori e a prevenire la chiusura della sede di Monaco; mentre in Finlandia le trattative dovrebbero avere inizio a partire dall'8 febbraio. Dal canto suo, NSN ha fatto sapere che metterà in atto dei programmi per la riqualificazione professionale dei dipendenti e per il sostegno all'imprenditorialità.

La strategia del risparmio ideata da NSN per far cassa potrebbe però presto tornare indietro come un boomerang. Questa "politica dei tagli" può portare alla perdita di clienti: chi si fiderebbe mai, dice Lars Soederfjell della banca finlandese Aalandsbanken, di un'azienda che taglia a tutto spiano il proprio personale? Non è forse un segno di una seria difficoltà nel reggere il mercato nel medio-lungo periodo?

Gabriella Tesoro
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