Domenico Galimberti

La nicchia di iBooks

di D. Galimberti - Apple propone la sua soluzione per l'editoria digitale. Basterà la novità a far dimenticare i limiti della piattaforma? O la conoscenza sarà resa libera?

Roma - Prima di scrivere in merito a questo tema ho raccolto informazioni, pareri, umori, visto le prime recensioni, eseguito di persona alcune prove, e sentiti i giudizi (sia quelli pro che quelli contro). Al di là del numero di articoli che sono già stati pubblicati in merito, questo non è un argomento di facile interpretazione, anche perché coinvolge diversi ambiti e può dar luogo a diverse chiavi di lettura in ognuno di questi settori. Il tema di cui sto parlando è quello scaturito dall'evento durante il quale la Apple ha presentato iBooks Author e l'accordo con gli editori di testi scolastici.

Partiamo da quest'ultimo per una semplice questione di percorso narrativo, e quindi partiamo dall'origine del tutto. In base a quello che ci racconta Walter Isaacson nella sua biografia, Jobs riteneva che il mondo dell'istruzione avesse bisogno di nuovi strumenti di studio e affrontò questo discorso direttamente con Obama. Ovviamente l'attenzione del CEO di Apple sull'argomento non era disinteressata, visto che la proposta verteva sull'utilizzo di iPad in luogo dei libri di testo, con evidente ritorno d'immagine per Apple (oltre che ritorno economico). Quanto possa essere buona l'idea dei libri digitali è difficile dirlo: personalmente credo che sia più importante il contenuto di un libro di testo piuttosto che lo strumento utilizzato dallo studente per fruirne. Sia la versione cartacea che quella digitale hanno i loro pro e contro, ma se il contenuto è di bassa qualità, non sarà certo la multimedialità offerta dal formato digitale a renderlo un buon libro.

Un volume cartaceo è costoso, pesante e soggetto ad usura, ma permette di prendere appunti velocemente con una matita ed è sempre a disposizione, anche dopo 20-30-50 anni (ammesso che non sia troppo usurato, che non sia andato perso, e che i suoi contenuti siano ancora "attuali"). Un libro digitale costa meno (perlomeno grazie agli attuali accordi che Apple è riuscita a raggiungere con gli editori), se ne possono mettere a decine in un iPad da 600g, non è soggetto ad usura, si può effettuare una copia di backup facilmente ed eventualmente duplicare su più iPad associati al medesimo account, nonché scaricare da iCloud tutte le volte che si vuole (perlomeno finché è presente sullo store). Potenzialmente un libro digitale è anche "aggiornabile" dall'editore, sia per correggere eventuali errori sia per aggiornarlo a nuovi contenuti e mantenerlo attuale. Di contro è meno immediato per prendere appunti (anche se gli appunti presi sono più facilmente rintracciabili e consultabili) e non vi è alcuna certezza che, anche solo tra 10 anni, sarà ancora leggibile.
Il dubbio nasce in quanto, nello specifico della proposta di Apple, siamo di fronte ad un formato proprietario che lo lega indissolubilmente ad iPad, a iOS e all'applicazione iBooks 2 (senza considerare la questione dei DRM per i libri venduti su iBookstore), quindi ci sono diverse spade di Damocle sia a livello hardware che software. Sotto questo aspetto un libro digitale è più simile ad un software che non ad un libro vero e proprio in quanto, come il software, è soggetto a requisiti di compatibilità con il sistema sul quale andrà a funzionare. Non è un mistero che molti libri multimediali erano finora venduti come applicazioni, e non come ebook: per esempio Pinocchio o The Elements. È davvero questo il futuro dell'editoria digitale (sia che si parli di testi scolastici che a livello generale)? Messa in questi termini la risposta è no, perché il legame a doppio filo con Apple, con iBookstore e con iPad è troppo forte, così forte che potrebbe anche decretare l'insuccesso dell'operazione messa in piedi da Apple. Per capire meglio questo legame e valutare possibili cambi di strategia da parte di Apple, procediamo con l'analisi prendendo in esame l'altro elemento della catena: iBooks Author.

Questo tool fornito gratuitamente da Apple (utilizzabile solo da chi possiede un Mac con Lion, anche se pare si riesca a farlo andare anche su Snow Leopard) permette di creare dei libri multimediali inserendo immagini, video, oggetti 3D e molte altre cose, soprattutto se si ha dimistichezza con codice HTML e Javascript. Il risultato può essere messo in vendita su iBookstore (ed è l'unica possibilità concessa da Apple se lo si vuole vendere), distribuito gratuitamente attraverso iTunes U, oppure esportato nel formato iBooks per essere distribuito gratuitamente ad altre persone che possiedono un iPad: nelle intenzioni di Apple quest'ultima possibilità potrebbe essere sfruttata dai professori per distribuire dispense ai propri studenti, ammesso che ogni studente abbia un iPad, il che costituisce ancora una volta un vincolo per molti versi inaccettabile.

Se anche la scuola fornisse un iPad in comodato d'uso ai propri studenti come strumento di studio (cosa che in effetti avviene in alcune università USA) ci si potrebbe chiedere se sia giusto che per lo studio venga utilizzato uno strumento chiuso e un formato proprietario. In realtà questa domanda ce la si sarebbe dovuta porre già prima, visto che non tutte le scuole utilizzano sistemi operativi opensource (e relativo software), né c'è libertà totale degli studenti nella scelta dei libri di testo: ma questo è un altro discorso, e cadere dalla padella alla brace non è certo il modo migliore per risolvere la questione. Tornando a parlare più specificatamente del formato, "iBooks" è un formato proprietario ideato da Apple che in un certo senso va a fare concorrenza a ePub3 (standard che in realtà non ha ancora preso piede né a livello di distribuzione né a livello di supporto).
178 Commenti alla Notizia La nicchia di iBooks
Ordina
  • ... esattamente come non ha mai danneggiato la concorrenza con i suoi modelli di distribuzione chiusi.
    Certo, al momento il sistema ibooks è chiuso e Apple può permetterselo perché è uno dei precursori della distribuzione digitale (esattamente come iTunes Store). Poi spunteranno i primi store concorrenti ed Apple inevitabilmente dovrà aprirà il suo formato, perché sarebbe un suicidio applicare tattiche monopolistiche quando hai semplicemente una posizione dominante.
    Alla fine saranno la qualità dei prodotti e del servizio a determinarne il successo o meno: come è stato per i lettori multimediali, gli smartphone ed i tablet.
  • Il "problema" è che finché un modello chiuso viene scelto dall'utente, è una sua scelta, ma se il modello chiuso viene "imposto" perché i libri di testo sono solo in quel formato, o il docente li distribuisce solo in quel formato, la situazione è un tantino differente... anche perché stiamo parlando di un formato che leggi esclusivamente sull'iPad.
    Tanto per dire se Apple facesse l'App per Android in grado di leggerli, e implementasse la possibilità di lettura anche da iTunes (e quindi da tutti i computer Mac e Windows) sarebbe già diverso... anche senza aprire il formato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Hermann Hesse
    > Il "problema" è che finché un modello chiuso
    > viene scelto dall'utente, è una sua scelta, ma se
    > il modello chiuso viene "imposto" perché i libri
    > di testo sono solo in quel formato, o il docente
    > li distribuisce solo in quel formato, la
    > situazione è un tantino differente... anche
    > perché stiamo parlando di un formato che leggi
    > esclusivamente
    > sull'iPad.

    Ma la scuola stessa è un cliente privato e se un giorno dovesse trovare offerte più convenienti, potrebbe scegliere un modello di distribuzione diverso.
    Un monopolio può instaurarsi solo grazie a tattiche scorrette (FUD, enti di controllo che chiudono un occhio, assorbimento dei concorrenti). se si fa tutto secondo le regole, un vero monopolio non si creerà mai e la chiusura totale di un servizio sarebbe unicamente un danno. La storia ha dimostrato che Apple lo sa bene.

    > Tanto per dire se Apple facesse l'App per Android
    > in grado di leggerli,

    Apple non lo farebbe mai (fare un'applicazione per Android? neanche con i guanti di gomma!A bocca aperta). Aprirà il formato e permetterà ad altri di farlo.
    Salva pure questa frase e aspettami al varco, se ti va'Ficoso
  • - Scritto da: il solito bene informato
    > - Scritto da: Hermann Hesse
    > > Il "problema" è che finché un modello chiuso
    > > viene scelto dall'utente, è una sua scelta,
    > ma
    > se
    > > il modello chiuso viene "imposto" perché i
    > libri
    > > di testo sono solo in quel formato, o il
    > docente
    > > li distribuisce solo in quel formato, la
    > > situazione è un tantino differente... anche
    > > perché stiamo parlando di un formato che
    > leggi
    > > esclusivamente
    > > sull'iPad.
    >
    > Ma la scuola stessa è un cliente privato e se un
    > giorno dovesse trovare offerte più convenienti,
    > potrebbe scegliere un modello di distribuzione
    > diverso.
    Si si chiama "docente-discente" il modello di distribuzione e è tutelato in costituzione!

    > Un monopolio può instaurarsi solo grazie a
    > tattiche scorrette (FUD, enti di controllo che
    > chiudono un occhio, assorbimento dei
    > concorrenti). se si fa tutto secondo le regole,
    > un vero monopolio non si creerà mai e la chiusura
    > totale di un servizio sarebbe unicamente un
    > danno. La storia ha dimostrato che Apple lo sa
    > bene.
    EEEhhh?

    >
    > > Tanto per dire se Apple facesse l'App per
    > Android
    > > in grado di leggerli,
    >
    > Apple non lo farebbe mai (fare un'applicazione
    > per Android? neanche con i guanti di gomma!A bocca aperta).
    > Aprirà il formato e permetterà ad altri di
    > farlo.
    > Salva pure questa frase e aspettami al varco, se
    > ti va'
    >Ficoso
    Ecco facciamo così ti aspetto al varco... solo non ti consiglio (come ho detto più sotto) di non trattenere il respiro intanto che aspettiamo!
    A bocca aperta
    Ma naturalmente sei liberissimo di farlo!
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: il solito bene informato
    > - Scritto da: Hermann Hesse
    > > Il "problema" è che finché un modello chiuso
    > > viene scelto dall'utente, è una sua scelta, ma se
    > > il modello chiuso viene "imposto" perché i libri
    > > di testo sono solo in quel formato, o il docente
    > > li distribuisce solo in quel formato, la
    > > situazione è un tantino differente... anche
    > > perché stiamo parlando di un formato che leggi
    > > esclusivamente sull'iPad.
    >
    > Ma la scuola stessa è un cliente privato e se un
    > giorno dovesse trovare offerte più convenienti,
    > potrebbe scegliere un modello di distribuzione
    > diverso.

    Non è questo il punto: non è "Apple" il problema... il problema è la chiusura del modello. Qualsiasi modello scegliesse la scuola, se si tratta di un modello chiuso va a fare una forzatura sugli studenti (putenzialmente anche quelli di una scuola pubblica)

    > > Tanto per dire se Apple facesse l'App per Android
    > > in grado di leggerli,
    >
    > Apple non lo farebbe mai (fare un'applicazione
    > per Android? neanche con i guanti di gomma!A bocca aperta).

    Probabile: il mio era solo un esempio di come si potrebbe evitare la chiusura o, meglio, manenere la chiusura del formato senza impedire agli altri di usufruirne. Tra l'altro, dovesse mai decidere di fare una cosa del genere, prima di tutto amplierebbe lo spettro di potenziali clienti dello store, e in secondo luogo può anche sperare che questi clienti, soddisfatti di quello che vedono, all'acquisto successivo si rivolgano ad Apple

    > Aprirà il formato e permetterà ad altri di
    > farlo.
    > Salva pure questa frase e aspettami al varco, se
    > ti va'

    Bah... non ci tengo
    non+autenticato
  • Intanto che voi vi chiedete se è bene o male, io sto già creando un libro multimediale. Funziona solo su iPad? Beh, nessun problema, la concorrenza praticamente non esiste.

    Aggiungo una riflessione per gli studenti: un iPad non è solo un lettore, ma anche un personal computer, quindi con i 500 euro di base ci si porta a casa computer e lettore per i libri.
    Inoltre studiare argomenti complessi con l'ausilio di contenuti multimediali (da non confondere con la multimedialità del PC - ovvero lettore CD-ROM) permette di assimilare e memorizzare in modo molto più efficace argomenti complessi.

    A mio avviso questi libri avranno un successo esplosivo.
    ruppolo
    32923
  • - Scritto da: ruppolo

    > A mio avviso questi libri avranno un successo
    > esplosivo.

    No... dici che ci sono problemi con la batteria anche con gli iPad?Occhiolino
    non+autenticato
  • > A mio avviso questi libri avranno un successo
    > esplosivo.

    non+autenticato
  • - Scritto da: ruppolo
    > Inoltre studiare argomenti complessi con
    > l'ausilio di contenuti multimediali (da non
    > confondere con la multimedialità del PC - ovvero
    > lettore CD-ROM) permette di assimilare e
    > memorizzare in modo molto più efficace argomenti
    > complessi.

    Sicuro?
    non+autenticato
  • Questo è scienza. È vero. La suggestione multi canale aiuta.
  • - Scritto da: Luca Annunziata
    > Questo è scienza. È vero. La suggestione
    > multi canale
    > aiuta.
    Potrei anche essere d'accordo, ma se hai un libro studi se invece ci associ altre opzioni, le probabilità che vengano usate per altro sono molto alte, o fornisci un iPad castrato?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mah
    > - Scritto da: Luca Annunziata
    > > Questo è scienza. È vero. La suggestione
    > > multi canale
    > > aiuta.
    > Potrei anche essere d'accordo, ma se hai un libro
    > studi se invece ci associ altre opzioni, le
    > probabilità che vengano usate per altro sono
    > molto alte
    E il problema dove sarebbe se si usano quelle opzioni?
    non+autenticato
  • Questo non c'entra nulla. A meno che tu non proponga anche di abolire i pc e le tv dalle scuole.
  • E Checc'entra? Mai visto quelli che studiano sui libri con la tv accesa o col cellulare sottomano per gli sms? Se uno vuole distrarsi il modo lo trova a prescindere dall'iPad
    non+autenticato
  • Dipende anche dalla qualità e appropriatezza, sennò è solo suggestione.
    non+autenticato
  • sto parlando di didattica, non di intrattenimento
  • Io mi ricordo alle superiori di editori che ogni anno cambiavano l'ordine (l'ORDINE!) dei testi sulle antologie di italiano per obbligare gli studenti a comprare l'ultima edizione.

    I poveracci di noi che si compravano i libri al libraccio dovevano dannarsi come matti per ritrovare la pagina in cui il dannato testo era finito.

    Chi mi garantisce che con l'eBook non si limiteranno a un bel kill switch sulle vecchie edizioni?
    2664
  • Io sono sempre stato a favore dell'informatizzazione e non posso che accogliere favorevolmente la notizia che, grazie ad apple, anche nel mondo dell'istruzione si stia finalmente muovendo qualcosa. Elenco semplicemente quelli che, a mio parere, sono i vantaggi:

    - Costi: un iPad costa circa 500 euro, più o meno gli stessi soldi che le famiglie spendono ogni anno per i soli libri di testo di ogni loro figlio, per non parlare del materiale didattico (gli strumenti come biro, matite, gomme, righelli e quant'altro) la cui spesa, da escludersi nell'ipotesi dell'adozione del mezzo informatico, sebbene di gran lunga più diluita risulti, a conti fatti, estremamente impegnativa.

    - Ambiente: disporre di una libreria tascabile non significa soltanto un minore impatto ambientale per l'abbattimento della produzione di libri cartacei ma anche meno spazio per riporli. Rimango estremamente fiducioso che, in futuro, non avremo più bisogno di cassetti dove riporre quaderni e matite, di librerie dove ammassare i libri o di interi scantinati dove stivare archivi di vecchie scartoffie che nemmeno guardiamo più.

    - Progresso: non deve spaventare l'abbandono dei vecchi metodi per l'adozione di nuove e più convenienti tecnologie. Con gli ebook si può sottolineare e prender nota al pari del mezzo cartaceo ed è possibile fare molto, molto di più. Schierarsi oggi a favore della carta lo vedo un po' come sarebbe stato schierarsi un tempo a favore della pietra. Allo stesso modo avremmo potuto dire: "eh sì, la pietra funziona con molto meno! Vuoi mettere dover lavorare in quel modo il legno per ottenere un foglio e la plastica per la biro, e l'inchiostro poi? Con la pietra ti bastano sasso e scalpello, puoi scrivere dovunque ed è molto più duraturo! Prova tu a cancellare una scritta sulla pietra o a bruciarla, e quei tutti quei colori li... Ce li abbiamo anche noi!"Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alessandro

    > - Costi: un iPad costa circa 500 euro, più o meno
    > gli stessi soldi che le famiglie spendono ogni
    > anno per i soli libri di testo di ogni loro
    > figlio,

    Balle. Io ho speso 280 quest'anno.
    Per materiale che quando cade per terra NON SI PREGIUDICA LA SUA FUNZIONALITA'.

    > per non parlare del materiale didattico
    > (gli strumenti come biro, matite, gomme, righelli
    > e quant'altro) la cui spesa, da escludersi
    > nell'ipotesi dell'adozione del mezzo informatico,
    > sebbene di gran lunga più diluita risulti, a
    > conti fatti, estremamente impegnativa.

    Quindi a scuola non si scrive piu'?
    Si va avanti a prendere a ditate uno schermo?

    > - Ambiente: disporre di una libreria tascabile
    > non significa soltanto un minore impatto
    > ambientale per l'abbattimento della produzione di
    > libri cartacei ma anche meno spazio per riporli.

    Basterebbe permettere il riciclo dei libri da un anno con l'altro!
  • > Balle. Io ho speso 280 quest'anno.
    > Per materiale che quando cade per terra NON SI
    > PREGIUDICA LA SUA
    > FUNZIONALITA'.

    e l'anno prima?
    MeX
    16876
  • dipende le scuole, dove sono andato io, di anno in anno ci si passava i libri e si pagava neanche un centinaio...
    non+autenticato
  • Sei "pro ipad"? a me pare solo "pro informatizzazione".
    Poi piu' probabilmente sei tra quelli che pensano che esista solo ipad e che jobs abbia inventato tutto.

    contento tu...

    io sono pro informatizzazione delle scuole. Con i mezzi giusti nel rispetto di tutti. E i costi di un tablet che possa essere usato per gli obiettivi della scuola costa molto meno di un ipad.

    E tantomeno obbliga ad avere un mac ed essere legati ad una azienda.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Havelock Vetinari
    > E tantomeno obbliga ad avere un mac ed essere
    > legati ad una
    > azienda.

    Come faccio a spiegare al mio collega che non può più usare il suo iPad perché non ha un Mac ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: aphex twin
    > - Scritto da: Havelock Vetinari
    > > E tantomeno obbliga ad avere un mac ed essere
    > > legati ad una
    > > azienda.
    >
    > Come faccio a spiegare al mio collega che non può
    > più usare il suo iPad perché non ha un Mac
    > ?

    ???
    guarda che l'iPad si usa anche con Windows... volendo è anche autonomo, non serve alcun computer...
    non+autenticato
  • Lo so Hermann , ero sarcastico A bocca aperta
    non+autenticato
  • ma quanto credi che possa durare quella baracca in mano ad un'orda di barbari?? Ma ci sei mai entrato in una scuola?
    non+autenticato
  • - Scritto da: pulce
    > ma quanto credi che possa durare quella baracca
    > in mano ad un'orda di barbari?? Ma ci sei mai
    > entrato in una scuola?

    Anche in mano a dei tecnici che per puro caso avevano una pallina da ping pong nel lab non e' che dura molto eh.
    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    krane
    22534
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: pulce
    > > ma quanto credi che possa durare quella
    > baracca
    > > in mano ad un'orda di barbari?? Ma ci sei mai
    > > entrato in una scuola?
    >
    > Anche in mano a dei tecnici che per puro caso
    > avevano una pallina da ping pong nel lab non e'
    > che dura molto
    > eh.
    > Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere

    Cioè, l'hanno usato come RACCHETTA??
    non+autenticato
  • Un libro cartaceo costa quasi quanto il corrispettivo elettronico.

    Il correttore lo devi pagare, l'impaginatore lo devi pagare, il traduttore lo devi pagare, il servizio di hosting e distribuzione lo devi pagare, la banda la devi pagare.
    Ok, non hai i costi della tipografia e delle spedizioni, ma la differenza di prezzo non è molta. Hai altri vantaggi: puoi "stampare" tutte le copie che vuoi a costo 0, ma sono vantaggi che hanno tempi lunghi per farsi apprezzare e il numero di potenziali lettori è basso, reso ancor più basso dal fenomeno della "Balcanizzazione" dei lettori.

    Per usare un libro cartaceo:
    non ci vogliono batterie
    basta la luce del sole o l'illuminazione di casa
    tra 50 anni il contenuto sarà accessibile, alla faccia di quanto scrive l'articolista, a parità di condizioni di conservazione (cioè se tengo un libro custodito come farei con l'eReader) e leggibile. Se l'eReader si brucia, non è detto che la sua scheda di memoria sia ancora utilizzabile su un dispositivo più recente, non è detto che i dati presenti nella SD siano accessibili e soprattutto, non è detto che il lettore che avremo nel 2062 (wow, io forse avrò 91 anni... sarò riuscito ad andare in pensione?) sarà in grado di visualizzare correttamente il mio (sottolineato 3000 volte) libro.
    Omaggi.

    GT
  • ma che stai a'ddì?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Guybrush
    > Un libro cartaceo costa quasi quanto il
    > corrispettivo elettronico.

    "costa" a chi?
    a chi lo scrive?
    a chi lo pubblica?
    a chi lo compra?

    > Il correttore lo devi pagare, l'impaginatore lo
    > devi pagare,

    se te lo fai tu con iBooks Author non paghi nessuno

    > il traduttore lo devi pagare,

    traduttore de che?

    > il servizio di hosting e distribuzione lo devi
    > pagare, la banda la devi pagare.

    Se passi per Amazon o iBookstore i costi rientrano nel 30% che si tengono loro sul prezzo di vendita. stop. fai un contratto con un editore, per vedere quanto ti lascia di percentuale

    > Ok, non hai i costi della tipografia e delle
    > spedizioni, ma la differenza di prezzo non è
    > molta.

    mi pare che sati ragionando un po' a caso...

    > Hai altri vantaggi: puoi "stampare" tutte
    > le copie che vuoi a costo 0, ma sono vantaggi che
    > hanno tempi lunghi per farsi apprezzare e il
    > numero di potenziali lettori è basso, reso ancor
    > più basso dal fenomeno della "Balcanizzazione"
    > dei lettori.

    in realtà anche il basso numero di copia rende vantaggioso il digitale. costo di partenza zero, qualsiasi sia il venduto. Se devi stampare cosa fai? Stamperai almeno 1000 copie? e s ene vendi "zero"?

    > Per usare un libro cartaceo:
    > non ci vogliono batterie
    > basta la luce del sole o l'illuminazione di casa
    > tra 50 anni il contenuto sarà accessibile, alla
    > faccia di quanto scrive l'articolista, a parità
    > di condizioni di conservazione (cioè se tengo un
    > libro custodito come farei con l'eReader) e
    > leggibile.

    Mah... io ho liberi di 20-30 anni fa che sono ormai "sfatti"

    > Se l'eReader si brucia, non è detto
    > che la sua scheda di memoria sia ancora
    > utilizzabile su un dispositivo più recente, non è
    > detto che i dati presenti nella SD siano
    > accessibili e soprattutto, non è detto che il
    > lettore che avremo nel 2062 (wow, io forse avrò
    > 91 anni... sarò riuscito ad andare in pensione?)
    > sarà in grado di visualizzare correttamente il
    > mio (sottolineato 3000 volte) libro.

    guarda che un eBook lo puoi anche backuppare e riscaricare... non c'entra un bel niente il "mi si brucia l'eReader"... se poi si parla di formati standard (quello che auspica l'articolista) mi pare quantomeno improbabile che non riuscirai a leggerli tra 50 anni... o pensi forse che tra 50 anni potresti aver problemi a guardare una JPG?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Guybrush
    > Un libro cartaceo costa quasi quanto il
    > corrispettivo elettronico.

    "costa" a chi?
    a chi lo scrive?
    a chi lo pubblica?
    a chi lo compra?

    > Il correttore lo devi pagare, l'impaginatore lo
    > devi pagare,

    se te lo fai tu con iBooks Author non paghi nessuno

    > il traduttore lo devi pagare,

    traduttore de che?

    > il servizio di hosting e distribuzione lo devi
    > pagare, la banda la devi pagare.

    Se passi per Amazon o iBookstore i costi rientrano nel 30% che si tengono loro sul prezzo di vendita. stop. fai un contratto con un editore, per vedere quanto ti lascia di percentuale

    > Ok, non hai i costi della tipografia e delle
    > spedizioni, ma la differenza di prezzo non è
    > molta.

    mi pare che sati ragionando un po' a caso...

    > Hai altri vantaggi: puoi "stampare" tutte
    > le copie che vuoi a costo 0, ma sono vantaggi che
    > hanno tempi lunghi per farsi apprezzare e il
    > numero di potenziali lettori è basso, reso ancor
    > più basso dal fenomeno della "Balcanizzazione"
    > dei lettori.

    in realtà anche il basso numero di copia rende vantaggioso il digitale. costo di partenza zero, qualsiasi sia il venduto. Se devi stampare cosa fai? Stamperai almeno 1000 copie? e s ene vendi "zero"?

    > Per usare un libro cartaceo:
    > non ci vogliono batterie
    > basta la luce del sole o l'illuminazione di casa
    > tra 50 anni il contenuto sarà accessibile, alla
    > faccia di quanto scrive l'articolista, a parità
    > di condizioni di conservazione (cioè se tengo un
    > libro custodito come farei con l'eReader) e
    > leggibile.

    Mah... io ho liberi di 20-30 anni fa che sono ormai "sfatti"

    > Se l'eReader si brucia, non è detto
    > che la sua scheda di memoria sia ancora
    > utilizzabile su un dispositivo più recente, non è
    > detto che i dati presenti nella SD siano
    > accessibili e soprattutto, non è detto che il
    > lettore che avremo nel 2062 (wow, io forse avrò
    > 91 anni... sarò riuscito ad andare in pensione?)
    > sarà in grado di visualizzare correttamente il
    > mio (sottolineato 3000 volte) libro.

    guarda che un eBook lo puoi anche backuppare e riscaricare... non c'entra un bel niente il "mi si brucia l'eReader"... se poi si parla di formati standard (quello che auspica l'articolista) mi pare quantomeno improbabile che non riuscirai a leggerli tra 50 anni... o pensi forse che tra 50 anni potresti aver problemi a guardare una JPG?
    non+autenticato
  • ma scusa tu dopo 50 anni puoi anche riuscire a prendere la 5a elementare e darlo via il testo non ti pare?? Sarebbe ora..
    A parte gli scherzi, che pu.ttanata è questa del libro di testo buono dopo 50 anni? Ma se gli editori ti obbligano a comprare un testo nuovo ogni anno, quando potrebbero tranquillamente ristampare lo stesso per decenni!! Hanno rotto con queste storie.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pulce
    > ma scusa tu dopo 50 anni puoi anche riuscire a
    [...]
    > A parte gli scherzi, che pu.ttanata è questa del
    > libro di testo buono dopo 50 anni?
    Lo puoi ancora leggere. Lo stesso non si può dire di una foto digitale o, peggio, di un filmato se il formato non è aperto.
    Capisco che i contenuti dell'abbeccedario sono un po' datati, ma il metodo che ti ha permesso di imparare a leggere funziona ancora, l'inchiostro continua ad essere attaccato alle pagine e se hai trattato il libro al pari di un palmare è ancora integro.

    > Ma se gli
    > editori ti obbligano a comprare un testo nuovo
    > ogni anno, quando potrebbero tranquillamente
    > ristampare lo stesso per decenni!! Hanno rotto
    > con queste
    > storie.
    Nel caso dei libri di testo dipende dall'insegnante, non dall'editore.

    GT
  • - Scritto da: Guybrush
    > Un libro cartaceo costa quasi quanto il
    > corrispettivo
    > elettronico.
    >
    > Il correttore lo devi pagare, l'impaginatore lo
    > devi pagare, il traduttore lo devi pagare, il
    > servizio di hosting e distribuzione lo devi
    > pagare, la banda la devi
    > pagare.

    Non è che ti stai dimenticando l'anticipo editoriale per la stampa?
    2664
  • - Scritto da: Guybrush
    > Un libro cartaceo costa quasi quanto il
    > corrispettivo
    > elettronico.
    >
    > Il correttore lo devi pagare, l'impaginatore lo
    > devi pagare, il traduttore lo devi pagare, il
    > servizio di hosting e distribuzione lo devi
    > pagare, la banda la devi
    > pagare.

    Il prezzo stimabile di un'editor per un libro è nell'ordine di grandezza di circa 1000€. Il prezzo stimato per il grafico, copertina e impaginazione, è di altri 1000€. Questo in una casa medio grande, può oscillare tra i 1500€ e i 500€ nella maggior parte dei casi. Il tipico contratto autoriale è del 6% per la narrativa, 10% per la saggistica e i libri scolastici.
    Tutto sommato, per la tipica opera di narrativa da 10k copie (un medio successo) spese di stampa e distribuzione fisica e profitti degli intermediari contano per circa l'80% del prezzo finale. Parte di questo è profitto sul rischio per la casa editrice, che viene ricompensata per avere anticipato i soldi.
    Il valore non è particolarmente dissimile per la saggistica e i libri di scuola, con percentuali più basse per la saggistica specialistica e i volumi universitari a causa della bassa tiratura e markup maggiore, mentre è praticamente invariata per i libri scolastici a causa dell'alta tiratura.

    Hosting, distribuzione, banda, costano il 30% del prezzo di copertina finale. Ma è un prezzo finale molto diverso.
    Se un libro costa, di produzione autoriale, editoriale e grafica, 5€, diventano 25€ nel caso della copia cartacea.
    Diventano 7€ nel caso del volume elettronico, comprendendo hosting, distribuzione, pagamento, banda. Volendo, possiamo aggiungere qualche euro (incomprensibile) alla casa editrice, nonostante non vi sia nessun rischio e nessun costo upfront.

    Prezzo finale 8€, con lo stesso guadagno per tutte le parti incaricate del processo creativo, a scapito ovviamente del guadagno di guidatori di camion e omini dei libri.

    Ovviamente questo è il costo, non il prezzo. Se il prezzo non cambia molto è per un motivo completamente diverso e totalmente non commerciale: non fare concorrenza al volume cartaceo.
    non+autenticato
  • 10 per cento all'autore non mi risulta, soprattutto non per i manualiOcchiolino
  • - Scritto da: Luca Annunziata
    > 10 per cento all'autore non mi risulta,
    > soprattutto non per i manuali
    >Occhiolino

    Era la media nella casa editrice con cui collaboravo, 6% per la narrativa era abbastanza fisso.

    Come dicevo, nel caso dei manuali tecnici dipende molto dalla tiratura, per basse tirature la percentuale sale, al contrario della narrativa in cui scende, essendo più o meno sempre lavori su commissione. Per quanto riguarda un libro scolastico per i licei, direi con una certa tranquillità che il 10% è decisamente tanto. L'ordine di grandezza è sicuramente quello comunque, su un libro con prezzo di copertina 25€ può essere da 1 a 3 euro, cambia poco nei conti fatti, non si raggiungono gli 8€ come costo di un ebook.
    Se hai esperienza diretta sui manuali scolastici esprimilaSorride

    Ho parlato in passato con molte persone di varie case editrici, e sul prezzo c'è più o meno consenso. Visto che non mi firmo, e dietro l'anonimato l'ipse dixit e la propria esperienza vale ancora meno che nelle realtà, aggiungo un link sulla stima dei prezzi che conferma grosso modo le cifre portate.
    http://www.edizionitrabant.it/ilrefuso/prezzo-di-c.../
    E' una piccola casa editrice ma mi piaceva la pagina, ben spiegata. Se vuoi posso portarti esempi a piacere, le percentuali son sostanzialmente sempre le stesse, tra il 5% e l'8% nel 90% dei casi.
    non+autenticato
  • Le ultime info che ho, su manuali da studio, dicono 3 per cento. Max 5. Fonte: la morosa che sta lavorando sul tema.
  • "In 1984 Berners-Lee returned to CERN, and considered its problems of information presentation: physicists from around the world needed to share data, and with no common machines and no common presentation software. He wrote a proposal in March 1989 for "a large hypertext database with typed links"

    da wikipedia...
    non+autenticato
  • Se poi le università americane nel "pachetto iscrizione" ti mettono anche l'iPad e lo sconto del 10% per articoli spotivi della catena "Sport'r Us" lo si può anche capire, per carità.
    non+autenticato
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