Claudio Tamburrino

Facebook, i numeri di una quotazione a 9 zeri

L'esordio pubblico comporta la divulgazione dei dettagli finanziari. E così si scopre che Mark Zuckerberg si avvia a diventare miliardario. Ma non è il dipendente più pagato

Facebook, i numeri di una quotazione a 9 zeriRoma - Con l'esordio sul mercato pubblico dei titoli di Facebook si concretizza uno dei maggiori timori del suo CEO e fondatore Mark Zuckerberg, quella cioè di dover pubblicare tutti i dettagli finanziari della sua azienda: si tratta, si scopre ora nei dettagli, comunque di numeri che appaiono solidi e che denotano soprattutto un'enorme crescita.

Si scopre che solo tre anni fa il sito in blu era in perdita netta di 56 milioni di dollari con un fatturato inferiore ai 272 milioni, mentre il 2011 ha registrato introiti netti pari a 1 miliardo di dollari su un fatturato di 3,7 miliardi di dollari.

Insomma, a giudicare da questi numeri sembra proprio che Facebook arrivi tirata a lucido al momento di svolta della sua vita, l'esordio in Borsa. In condizioni migliori non lo poteva fare: il sistema remunerativo basato su forme pubblicitarie mai troppo invasive si è imposto senza compromettere il successo di pubblico, anzi vedendolo in costante crescita tanto da permettergli di raggiungere quota 845 milioni di utenti attivi ogni mese, con giornalmente 483 milioni di utenti attivi, 2,7 miliardi di commenti e Mi piace e 250 milioni di foto caricate.
Nel dettaglio, l'85 per cento del fatturato di Facebook viene oggi dall'advertising, cioè 3,2 miliardi di dollari: impressionante vista soprattutto la crisi economica che stanno attraversando Europa e Stati Uniti in primis e che solitamente ha come conseguenza la contrazione degli investimenti pubblicitari; il restante 25 per cento viene invece da forme di pagamento attraverso il social network, principalmente cioè Facebook Payment, il sistema di moneta virtuale che le fa rivendicare il 30 per cento su ogni transazione che avviene sulla sua piattaforma soprattutto per social-game come quelli di Zynga. Quest'ultima da questo punto di vista fa la parte del leone, arrivando a rappresentare il 12 per cento del fatturato di Facebook nel 2011: un totale di 445,3 milioni di dollari spesi in Farmville e compagnia.

Grandi numeri anche quelli che girano intorno ai suoi dirigenti: Mark Zuckerberg, oltre allo stipendio da quasi mezzo milione di dollari (ma destinato quest'anno ad aumentare a un milione), è arrivato con le spese aziendale a spendere nel 2011 1,5 milioni di dollari, di cui ben 692mila per voli su jet privati per lui, la sua famiglia e i suoi amici.

Sempre nell'anno appena conclusosi, il COO Sheryl Sandberg, partendo da uno stipendio di 300mila dollari, ha speso 30 milioni di dollari, il vicepresidente Mike Schroepfer altri 24,7 millioni.

Zuckerberg, inoltre, è il principale azionista con una quota del 28,2 per cento, che significa che in caso di raggiungimento dell'obiettivo di un valore di 100 miliardi di dollari di quotazione si ritroverebbe con un portafoglio azionario da 28 miliardi di dollari. Uno degli investitori iniziali, Accel, si ritrova con l'11,4 per cento delle azioni e il cofondatore Dustin Moskovitz con il 7,6 per cento.

Tra i detentori di quote ora milionarie risultano anche i parenti di Mark Zuckerber: il padre si è visto negli anni riconoscere quote pari a 2 milioni di dollari (giustificati per il supporto iniziale all'azienda), la sorella Randi ha invece guadagnato un totale di 357mila dollari per una serie di contributi legati soprattutto al marketing aziendale.

La bontà dei conti di Facebook, in ogni caso, è confermata dall'interessamento che le sue azioni hanno suscitato in investitori di peso come Morgan Stanley, J.P. Morgan e Goldman Sachs, e l'interesse è stato tale che il sito di SEC, l'organo che deve valutare l'IPO, non ha retto il traffico dei curiosi ed è finito momentaneamente offline. Questo, anche se l'obiettivo paventato di 10 miliardi di dollari provenienti dalla quotazione è stato "ridimensionato" ad appena 5 miliardi, come d'altronde era già successo a Google, LinkedIn, Groupon e Zynga che avevano rivisto al ribasso la propria IPO iniziale.

"Facebook non è stata originariamente creata per essere un'azienda quotata. È stata costruita per svolgere una funzione sociale, per rendere il mondo più aperto e connesso" ha scritto Zuckerberg nella sua lettera ai potenziali investitori. Per questo è ora importante che tutti capiscano con che spirito essa si approccia al nuovo passo: "La nostra società ha raggiunto un nuovo punto di non ritorno e Facebook aspira a costruire servizi per dare alle persone il potere di condividere e aiutarli ancora una volta a trasformare le nostre istituzioni e le nostre aziende". Con l'occasione dell'esordio in borsa, insomma, Zuckerberg parla dell'obiettivo generale della sua azienda, quella che usando un onnipresente inglesismo viene spesso definita mission: "Crediamo che un mondo più aperto e connesso possa aiutare a creare un'economia più forte con aziende autentiche che forniscono prodotti e servizi migliori".

Tutto questo, continua, è stato e continuerà ad essere realizzato "da hacker": parola che cerca di scagionare dalla connotazione negativa che spesso assume, per riportarla all'originale significato associato alla curiosità, all'invenzione e all'esplorazione dei confini della conoscenza. Zuckerberg, infatti, proprio nel documento presentanto alla SEC parla di "Hacker way" ("modo hacker" o "maniera hacker", ndr) come di un "approccio alla costruzione che prevede continui miglioramenti e interazioni: gli hacker pensano che tutto sia sempre migliorabile e niente è mai completo. Sentono il bisogno di aggiustare le cose, che spesso li porta a scontrarsi con chi dice che è impossibile o chi è soddisfatto dello status quo".

Claudio Tamburrino
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64 Commenti alla Notizia Facebook, i numeri di una quotazione a 9 zeri
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  • Crediamo che un utente con il culo piú aperto possa aiutare le aziende ad entrarci meglio.
    non+autenticato
  • ma va tutto bello facebook
    non+autenticato
  • E' incredibile, il tizio guadagna solo perchè ha un database (sterminato) di dati di persone, con i loro gusti, usi ecc. La cosa ancor più incredibile è che sono state le stesse persone a fornigli i LORO dati, che roba!
    Ecco perché se mai dovessi iscrivermi a qualche social network lo farei solo con Diaspor*, almeno i miei dati restano miei!!
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • Potevi farlo tu allora
    non+autenticato
  • Zuckerberg guadagna soprattutto dall'incapacità mentale di chi ha il controllo dell'economia nelle varie forme e che gonfia e sgonfia settori e mercati presi da un'euforia che manco una sedicenne con la carta di credito oro del "papino" in un centro commerciale la raggiunge.
    Fino a tre anni fa era in perdita, ed oggi ha un fatturato di neanche 4 miliardi di dollari (3 di euro?)la spacciano come un'impresa immensa e rivoluzionaria che ne vale 100? Ma dove? Intanto sappiamo bene che molti dei presunti iscritti sono "alias", quindi continuare a dire che su Facebook sono iscritti 800 milioni di persone fa ridere (anzi, mi sarei aspettato da Anonymus o da gente che non ama la finanza milionate di iscrizioni fasulle da poi dichiarare al momento giusto dimostrando che non puoi dare cifre certe per numeri farlocchi e dopo sì che si gli darebbe un valore più congruo -tra i 10 ed i 15 forse-) e i nomi citati come dimostrazione di valutazione sensata sono gli stessi nomi che hanno dato credito ad enormi pataccate, tanto poi rigirano e vendono le azioni ai clienti che leggono le cifre fuori da ogni realtà citate.
    non+autenticato
  • io mi sono registrato qualche anno fa con un'identita' fasulla e con tanto di foto falsa.
    vedete un po voi
    non+autenticato
  • - Scritto da: pablito drito
    > io mi sono registrato qualche anno fa con
    > un'identita' fasulla e con tanto di foto
    > falsa.
    > vedete un po voi

    Quindi hai dato anche tu il tuo contributo nel fargli entrare in tasca dei soldini...
    krane
    22528
  • - Scritto da: pablito drito
    > io mi sono registrato qualche anno fa con
    > un'identita' fasulla e con tanto di foto
    > falsa.
    > vedete un po voi

    E allora che ti sei registrato a fare?
    ruppolo
    33081
  • try before buy?
    non+autenticato
  • La domanda è questa: perche facebook è riuscito,dove myspace e altri hanno fallito?
    Per il modo in cui è strutturato (amici,x è tuo fratello y è tua sorella,mi piace ecc..) o per altri motivi?
    non+autenticato
  • - Scritto da: fdbdb
    > La domanda è questa: perche facebook è
    > riuscito,dove myspace e altri hanno
    > fallito?
    > Per il modo in cui è strutturato (amici,x è tuo
    > fratello y è tua sorella,mi piace ecc..) o per
    > altri
    > motivi?
    credo che la risposta sia molto semplice: Zuckerberg ho già venduto il grosso di facebook gli anni scorsi ai vari Morgan Stanley & c. , gli "altri" si sono sempre tenuti una quota di maggioranza assoluta, . Zuckerberg ormai è "solo" il loro frontman. Non credo abbia più potere decisionale a riguardo, nel senso che se Morgan Stanley & c. decidono che è ora di finalizzare il loro investimento e decidono che ci guadagnano di più rastrellando capitali con una bella bolla speculativa a riguardo ... semplice lo fanno, Zuckerberg o non Zuckerberg, tanto ne bastano le quote di 2 di loro per diventare nuovi azionisti di maggioranza. Che poi lui ci sguazzi facendo credere che controlla ancora questioni del genere...gli danno 2 tir di banconote e così hanno pure un buon fantoccio per le masse in buona fede).Credo sia questo il motivo principale per gli "altri" non ce l'hanno fatta : meno speculazione finanziaria e più controllo da proprietari veri.
    non+autenticato
  • - Scritto da: fdbdb
    > La domanda è questa: perche facebook è
    > riuscito,dove myspace e altri hanno
    > fallito?
    > Per il modo in cui è strutturato (amici,x è tuo
    > fratello y è tua sorella,mi piace ecc..) o per
    > altri
    > motivi?

    Per il motivo che hai detto: ovvero riuscire a farsi gli affaracci di altre persone ficcandoci il naso come un formichiere.
  • ...che non si dividono mai i guadagni, ma solo le perdite.

    Guarda caso i grossi investitori sono proprio le grandi finanziarie (che poi sono anche banche).

    Il punto di non ritorno é che facebook finalmente perderá valore e si rivelerá finalmente per quello che é: una compagnia di pubblicitá, ma con un target "certo" al 90% (classe sociale, etá, usi e costumi delle singole persone sono stati immessi dalle persone stesse: nulla é gratis e i vostri dati personali valgono).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Non Me
    > ...che non si dividono mai i guadagni, ma solo le
    > perdite.
    >
    > Guarda caso i grossi investitori sono proprio le
    > grandi finanziarie (che poi sono anche
    > banche).
    >
    > Il punto di non ritorno é che facebook finalmente
    > perderá valore e si rivelerá finalmente per
    > quello che é: una compagnia di pubblicitá, ma con
    > un target "certo" al 90% (classe sociale, etá,
    > usi e costumi delle singole persone sono stati
    > immessi dalle persone stesse: nulla é gratis e i
    > vostri dati personali
    > valgono).

    Il bello è che il 90% (e forse più) di quelli che lo utilizzano quotidianamente non ne sono nemmeno consapevoli...
  • - Scritto da: Mela avvelenata
    > Il bello è che il 90% (e forse più) di quelli che
    > lo utilizzano quotidianamente non ne sono nemmeno
    > consapevoli...

    I miei amici hanno sempre tentato di farmi iscrivere a questo cesso
    di social network ma io li ho kakati alla grande
    ROTFL Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: mordor
    > - Scritto da: Mela avvelenata
    > > Il bello è che il 90% (e forse più) di quelli
    > che
    > > lo utilizzano quotidianamente non ne sono
    > nemmeno
    > > consapevoli...
    >
    > I miei amici hanno sempre tentato di farmi
    > iscrivere a questo
    > cesso
    > di social network ma io li ho kakati alla grande
    > ROTFL Rotola dal ridere

    Ci saranno rimasti un pò male...Triste
  • - Scritto da: Mela avvelenata
    > Il bello è che il 90% (e forse più) di quelli che
    > lo utilizzano quotidianamente non ne sono nemmeno
    > consapevoli...

    Come tutti quelli che utilizzano i servizi Google.
    ruppolo
    33081
  • Vero... mi trovo in accordo con ruppolo, oddio!

    Da questo peró tutti coloro che offrono servizi in rete ne escono poco indenni, compresa Apple. Il Marketing in america é scienza, qui in europa siamo un po' piú concreti ma poi nemmeno molto.

    Se poi leggi la biografia di Jobs (di Walter Isaacson) ti accorgerai di come i suoi prodotti fossero marketing per la massa. Credimi, non é una critica a Jobs, ma alla massa.
    non+autenticato
  • E quelli che usano i servizi Apple?

    Anche loro affidano i loro dati personali ad altri.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ruppolo
    > - Scritto da: Mela avvelenata
    > > Il bello è che il 90% (e forse più) di
    > quelli
    > che
    > > lo utilizzano quotidianamente non ne sono
    > nemmeno
    > > consapevoli...
    >
    > Come tutti quelli che utilizzano i servizi Google.

    Come quelli che utilizzano Siri...possiamo continuare il giochino all'infinito, se vuoi!
  • - Scritto da: Mela avvelenata

    > Il bello è che il 90% (e forse più) di quelli che
    > lo utilizzano quotidianamente non ne sono nemmeno
    > consapevoli...

    Sono d'accordo.

    Tuttavia mi chiedo se sia tutto questo problema la pubblicità.

    EDIT: solo la pubblicità. Altro si può essere un problema.
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    Modificato dall' autore il 03 febbraio 2012 14.20
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    FDG
    10708
  • - Scritto da: FDG
    > - Scritto da: Mela avvelenata
    >
    > > Il bello è che il 90% (e forse più) di
    > quelli
    > che
    > > lo utilizzano quotidianamente non ne sono
    > nemmeno
    > > consapevoli...
    >
    > Sono d'accordo.
    >
    > Tuttavia mi chiedo se sia tutto questo problema
    > la
    > pubblicità.
    >
    > EDIT: solo la pubblicità. Altro si può essere un
    > problema.

    La pubblicità non è il problema maggiore, ovviamente! Qui è il concetto di privacy che viene totalmente sradicato in favore di una maggiore socializzazione (vera o presunta). Una volta ci si scambiava l'indirizzo email, e poi magari ci si trovava in chat! Ora basta cercare il nome e cognome di una persona, e 8 volte su 10 si è sicuri di trovarla su FB!
    Il lato negativo di tutto ciò è che se le persone non fanno attenzione possono veramente lasciare nero su bianco delle cose di cui in futuro potrebbero amaramente pentirsi, specie i giovani che agiscono, si sa, impulsivamente!

    L'avevo già scritto in passato, poi il T-1000 me l'aveva cancellato: io ero venuto a sapere che un mio amico era ammalato di una rara malattia grazie a Flickr! Infatti la sorella aveva postato le foto del fratello ricoverato in ospedale, inserendo nelle didascalie tutte le note cliniche del caso! Questo, a mio parere è un esempio di PESSIMO utilizzo dei social network e della rete, ma soprattutto è un palese caso di violazione della privacy altrui! Un conto è se quelle foto le avesse messe la persona interessata sul web, un conto è se a farlo è una terza persona, fosse anche un parente stretto!
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