Claudio Tamburrino

Zynga: gli ultimi saranno i primi

Il CEO parla del modus operandi della sua azienda: ormai avrebbe la forza per non preoccuparsi di dover arrivare prima sul mercato. Le cause in materia di proprietÓ intellettuale mosse da piccoli sviluppatori sembrano dimostrarlo

Roma - "Non abbiamo bisogno di essere primi sul mercato": così il CEO di Zynga Mark Pincus ha spiegato in un memo ai suoi impiegati la strategia e le priorità dell'azienda sviluppatrice di social game.

Pincus, in pratica, sembra dire che la posizione della sua azienda le permette di non doversi scapicollare per arrivare prima con un nuovo prodotto, dal momento che ha la forza e la diffusione per imporre i propri giochi anche se arrivano lievemente in ritardo rispetto alla concorrenza: l'importante è che si riesca sempre a mettere a disposizione giochi migliori degli altri. Un po', spiega Pincus, come hanno fatto Facebook, Google e Apple rispettivamente con i social network, i motori di ricerca e i lettori mp3.

Quella di reagire ai concorrenti è peraltro un'accusa che le era già stata mossa: relativamente alla paternità di alcuni giochi Zynga si trova in causa con la brasiliana Vostu. Questa, in una controdenuncia, contesta a Zynga di avere come pratica consueta quella di copiare dagli sviluppatori più piccoli e distribuire al meglio sfruttando le proprie sinergie eclissando in questo modo i primi ad arrivare sul mercato.
Contro Zynga si sono mosse altresì Playdom, NimbleBit e, da ultimo, Bingo Blitz, tutti produttori che le contestano di aver sviluppato giochi molto simili ai loro.

Claudio Tamburrino
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