Mauro Vecchio

Btjunkie, sulla lapide del torrentismo

Chiude per sempre il popolare motore di ricerca canadese. Troppa la paura dopo il sequestro Megaupload e il caso The Pirate Bay. C'è chi parla della fine di un'era. A sette anni dalla nascita, il sito opta per il suicidio

Btjunkie, sulla lapide del torrentismoRoma - Una vita (online) vissuta pericolosamente. Btjunkie, popolare motore di ricerca BitTorrent, ha annunciato la sua definitiva chiusura dopo quasi 7 anni di attività. Un vero e proprio cyber-suicidio, voluto dagli stessi gestori della piattaforma canadese in seguito agli ultimi eventi di cronaca avvenuti nel tormentato universo della condivisione dei contenuti a mezzo elettronico.

btjunkie


"Prendere questa decisione non è stato semplice - si legge in un comunicato apparso sul sito di Btjunkie - ma abbiamo optato volontariamente per la chiusura. Abbiamo lottato per anni per il vostro diritto di comunicare, ma ora è tempo di andare. È stata l'esperienza di una vita e auguriamo a tutti il meglio".
Fondato nel 2005, il motore di ricerca canadese aveva subito scalato la classifica dei siti più popolari del torrentismo globale. Con circa 4 milioni di file attivi e un ritmo di crescita pari a 4mila nuovi contenuti al giorno. In Italia la piattaforma era finita nelle mirino della Guardia di Finanza di Cagliari nell'Operazione Poisonous Dalhia. Tutti gli accessi al sito dal Belpaese erano stati bloccati.

Stando all'articolo pubblicato tra le pagine online di TorrentFreak, gli admin di BtJunkie avrebbero deciso di chiudere per sempre in seguito al raid statunitense contro il cyberlocker Megaupload. A pochi giorni dal rifiuto annunciato dalla Corte Suprema svedese nel caso The Pirate Bay. Altre piattaforme di file hosting (su tutte, Filesonic e Fileserve) hanno deciso di bloccare volontariamente i download di contenuti caricati da utenti terzi.

Mauro Vecchio
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236 Commenti alla Notizia Btjunkie, sulla lapide del torrentismo
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  • Una domanda, ma chi usa un solo repository di torrent? Secondo me sono più comodi gli aggregatori.
    FDG
    10643
  • Aderiamo in massa al BLACK MARCH e lasciamo in mutande i parassiti delle major

    Su google+ ci stiamo organizzando alla grande
    non+autenticato
  • vabbè lo dice il nome bt junkie = bt spazzatura vabbè chissene frega giusto?
    non+autenticato
  • Coltivate quelle cavolo di praterie, altrimenti ci porterò le mie mucche al pascolo e vi mangeranno tutta l'erba!!
  • - Scritto da: Skywalker

    > La domanda che ci si comincia a porre è: "Una
    > legislazione NON votata democraticamente, NON
    > abrogabile democraticamente, NON sottoposta a
    > dibattito democratico può essere considerata
    > legale in uno Stato
    > Democratico?"

    Sì, visto che, in uno stato democratico si elegge un parlamento, il quale è autorizzato a legiferare in rappresentanza del popolo.

    Mi sembra un po' come i mille discorsi che fanno in questi giorni sul governo Monti. "La politica è morta", "il governo non democratico perché non votato dal popolo" e bla bla. La costituzione prevede che si possa formare un governo al di fuori delle cabine elettorali, quindi è perfettamente democratico e legittimo. Il resto è aria fritta.

    Le leggi sul diritto d'autore sono ridicole, ma la democrazia si esprime nelle dovute sedi e con le modalità previste dalla nostra costituzione, certo non facendo proclami pseudo-anarco-deliranti (non mi riferisco a te, ma a tanti commenti che si leggono in questo periodo un po' ovunque).

    > Perché se oggi fosse messa a referendum popolare
    > la durata del Copyright, dubito supererebbe i 20
    > anni dalla pubblicazione. Se fosse messa a
    > referendum popolare la criminalizzazione dello
    > scambio non a fini di lucro, non ho dubbi che
    > finirebbe come in Svizzera (dove questi
    > referendum guarda casa si possono
    > fare).

    Possiamo pure fare un referendum per aumentare i minimi salariali a 4000 euro al mese, sicuramente passerebbe. Questo non rappresenta certo una dimostrazione di giustizia del referendum stesso. Non per nulla i referendum debbono essere ritenuti legittimi dalla corte costituzionale, altrimenti sarebbe la fine, domani riapriamo i bordelli, instauriamo la pena di morte, e via dicendo. Sai quante sorprese avresti, mettendo tutto nelle mani del popolo?

    > Poi possiamo fare tutti i "paladini della
    > legalità" del mondo, ma che scambiare opere più
    > vecchie di vent'anni sia illegale è chiaro anche
    > ai sassi che è solo perché l'attuale legislazione
    > è stata blindata nei TRIPS. Fosse materia
    > trattabile dai singoli parlamenti nazionali,
    > sarebbe stato abrogato molto prima dei costi di
    > ricarica dei
    > cellulari...

    Pienamente d'accordo, ma i sassi sanno bene perché milioni di utenti pagavano abbonamenti Premium da svariati euro al mese, e altrettanto bene perché milioni di utenti paghino decine di euro al mese per una connessione ADSL ad "alta velocità" (qui le virgolette sono d'obbligo, ma vabeh).

    L'obiettività dovrebbe esserci da entrambi i fronti, invece le orecchie da mercante le fanno un po' tutti, mi pare.Occhiolino
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