Mauro Vecchio

Se la vita è in diretta webcam

Pubblicati online quasi 700 link per la visione libera degli interni ripresi da alcuni modelli di videocamere di sicurezza. Sfruttata una vulnerabilità nel firmware

Roma - A lanciare l'allarme era stato un post apparso agli inizi dello scorso gennaio sul blog Console Cowboys: misteriosi soggetti sarebbero riusciti a diffondere online svariati link per la visione in streaming delle cronache private nelle abitazioni di migliaia di cittadini negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Australia.

Colpa di una specifica vulnerabilità nel firmware sviluppato da Trendnet, azienda statunitense specializzata in webcam per la sicurezza di case e uffici. Un errore nel codice - pare risalente all'anno 2010 - avrebbe permesso la proliferazione online di link per la visione degli interni, senza alcun bisogno di inserire credenziali d'accesso.

Immediata la reazione dei clienti di Trendnet, preoccupati in primis per l'esposizione selvaggia di minori e camere da letto. Sempre secondo Console Cowboys, la vulnerabilità nel firmware avrebbe colpito un gruppo di 26 modelli.
A più di un mese dal post, i responsabili dell'azienda statunitense avrebbero messo a punto una nuova versione del firmware per i modelli incriminati. Limitati i danni, almeno secondo un portavoce di Trendnet. Solo il 5 per cento del totale dei clienti avrebbe registrato online la propria webcam per la visione in streaming.

Pare però che il numero di ambienti spiati - quasi 700 i link postati online - possa aver raggiunto le 50mila unità. I responsabili dell'offensiva avrebbero inoltre associato a ciascun flusso in streaming la relativa posizione su Google Maps. C'è chi ha inevitabilmente sottolineato come Trendnet rischi di dover fronteggiare una violenta class action.

Mauro Vecchio
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