Roma - Si intitola
Quello che non vi dirà Wikipedia ed è un durissimo
attacco firmato Cary Sherman, attuale CEO della
Recording Industry Association of America (RIAA). Un lungo editoriale apparso tra le pagine del
New York Times, per attaccare senza mezzi termini i grandi protagonisti del web impegnati
nella battaglia contro il famigerato disegno di legge Stop Online Piracy Act (SOPA).
Colossi della rete come Google e Wikipedia avrebbero cioè deciso volontariamente di
abbandonare la propria neutralità per esercitare un vero e proprio abuso di potere. Avendo
convinto più di 7 milioni di utenti a firmare la petizione contro le misure anti-pirateria annunciate dal senatore repubblicano Lamar Smith. In particolare BigG avrebbe addirittura confuso i suoi utenti con l'oscuramento del logo alla metà dello scorso gennaio.
I giganti dell'IT avrebbero dunque
presentato "informazioni false e fuorvianti", spiegando ai netizen soltanto "una parte della problematica". Tacendo completamente l'altra versione della storia, ovvero quella sbandierata dall'industria del disco nella lotta ad un fenomeno che distruggerebbe l'economia e l'occupazione. Secondo Sherman,
la battaglia contro SOPA sarebbe stata manipolata ad hoc dalle varie piattaforme su Internet.
Mauro Vecchio