Mauro Vecchio

EcoBot III, il robot con lo stimolo

Terzo prototipo realizzato al Bristol Robotics Laboratory. Trasforma i rifiuti organici in energia elettrica. Per poi digerirli ed espellerli come un umano o un animale. La NASA Ŕ interessata

Roma - Esistono robot in grado di preparare ottimi panini al prosciutto. Automi che si riconoscono allo specchio, sciampisti artificiali. Ma il prototipo EcoBot III si prepara a batterli tutti in "umanità": digerisce quanto assimilato per il suo stesso sostentamento, svuotando le fredde viscere come qualsiasi essere umano o animale.

Terzo di una mini-dinastia di macchine autorigeneranti, EcoBot è stato realizzato ai Bristol Robotics Laboratory in terra britannica. Un automa capace di alimentarsi con le più svariate tipologie di rifiuti organici, dalle foglie morte agli insetti, dall'acqua sporca all'urina.

Materiali di scarto trasformati in energia elettrica grazie alla tecnologia Microbial Fuel Cell (MFC), che ha subito attirato le attenzioni dell'agenzia spaziale statunitense NASA e della Bill and Melinda Gates Foundation.
Un robot che mangia rifiuti organici per poi espellere quello che non serve più per vivere: il prototipo EcoBot III potrebbe di fatto rappresentare la nuova frontiera nei robot capaci di auto-rigenerarsi e dunque "vivere per sempre".

Mauro Vecchio
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