Gabriella Tesoro

Gaming, croce e delizia al cor

Uno studio rivela come il gaming influisca sui rapporti di coppia. Crea vedove di gioco e rafforza altresì relazioni fatte di passioni in comune

Roma - Il gaming si è ormai guadagnato la pessima fama di distruggere le relazioni. Ma sarà davvero così? Due ricercatori della Brigham Young University hanno effettuato uno studio per dare finalmente una risposta a tutti quei partner arrabbiati con il proprio compagno perché dedica più attenzioni al proprio avatar. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Research Leisure il 15 febbraio (forse per far passare un San Valentino tranquillo) e ha rivelato che il gaming avrebbe, effettivamente, un effetto negativo sulle relazioni, ma con qualche sorpresa.

Neil Lundberg, il fautore della ricerca, assieme a Michelle Ahlstrom, una giovane laureata, ha cercato volontari su Facebook e sui forum dedicati ai MMORPG. I ricercatori hanno rivelato che molti giocatori si sono rifiutati di partecipare allo studio, ma, alla fine, Lundberg è riuscito ad analizzare 349 coppie sposate, eterosessuali, di lingua madre inglese, provenienti da ogni angolo degli Stati Uniti. L'intervistato medio è un 33enne sposato da circa sette anni.
Prerequisito per tutti: almeno uno dei due partner deve giocare a videogiochi come World of Warcraft, Final Fantasy XI, Guild Wars, Everquest e City of Heroes.

La ricerca evidenzia che il problema più grande che emerge quando un videogame si insinua in un rapporto non è tanto il tempo di gioco, quanto la qualità del dialogo. Le coppie, di fatto, hanno meno cose in comune, sono portate a diminuire il tempo trascorso insieme e difficilmente intavolano una conversazione seria. È vero che i maritini sono più appassionati ai giochi delle loro giovani sposine? Mito confermato: nelle coppie in cui gioca un solo partner, l'84 per cento è rappresentato dal marito. Lundberg ha infatti parlato di "vedove di gioco".
Nelle coppie in cui giocano entrambi i coniugi, però, la situazione si ribalta: ben il 76 per cento ha dichiarato che il gaming ha un effetto positivo sul matrimonio.
Il gaming, dunque, è come qualsiasi altra attività che si pratica nel tempo libero: se si fa troppo spesso senza il partner, questi potrebbe sentirsi escluso ed isolato. Al contrario, coloro che svolgono attività divertenti insieme (siano esse giocare ai videogame o farsi una passeggiata) hanno più probabilità che il proprio matrimonio sia sereno e stabile.

In sostanza, lo studio non dimostra che i videogiochi sono la causa di tutti i mali di una relazione. L'importante è il dosaggio: se si dedica troppo tempo a un solo e unico hobby e non si coinvolge il partner è probabile che il matrimonio vada in rovina. Il gaming, in sé, è dunque assolto.

Gabriella Tesoro
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