Mondiali di calcio anche per robot

Tre fra le maggiori industrie di giocattoli giapponesi si sono accordate per stendere le regole del primo campionato del mondo di RoboCup Toys, robot giocattolo in grado di giocare a calcio

Tokyo (Giappone) - Tre fra le più grosse industrie del giocattolo giapponesi, Takara, Tomy e Bandai, potrebbero dar vita ad una nuova mania per adolescenti: i RoboCup Toys, ovvero i campionati di calcio fra robot giocattolo. Le tre firme, decise a dar vita al primo campionato del mondo, stenderanno le regole per la costruzione dei robot, l'iscrizione ai tornei e lo svolgimento degli incontri.

Sebbene non si tratti di una prima assoluta, come qualcuno ricorderà, l'impegno e lo sforzo economico che le multinazionali dell'intrattenimento nipponico hi-tech vogliono metterci dentro sembra destinato a trasformare "un esperimento" in un colossale business.

I nuovi Maldini o Del Piero della situazione saranno impersonati da robottini con le ruote (od altre forme di locomozione) comandati a distanza via infrarossi e capaci di portarsi a spasso la palla e, al momento opportuno, calciarla in rete (o, se va male, nelle mani di un RoboPortiere).
Questi piccoli gingilli tecnologici, la cui commercializzazione inizierà verso la fine del 2000, aderiscono alle regole della RoboCup Federation, un'organizzazione di ricerca internazionale nata nel 1993 con l'obiettivo, per il 2050, di battere la squadra di calcio campione del mondo con degli umanoidi.

Naturalmente i RoboCup Toys non hanno simili velleità di grandezza, avendo le dimensioni di un'automobilina telecomandata, ma le tre aziende promotrici della RoboCup Toys hanno già in mente tutta una serie di migliorie che nel giro di qualche anno potrebbero portare i robot giocattolo a disputare partite tra loro, con interventi minimi da parte dell'uomo.
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