Claudio Tamburrino

Crackberry, marchio respinto

Alla registrazione del nome da parte del sito di gadget si era opposta RIM: la parodia degli smartphone avrebbe rischiato di confondere i consumatori

Roma - Il giudice dell'Ufficio Marchi e Brevetti statunitense (USTPO) ha respinto la richiesta di registrazione del marchio "Crackberry" in quanto creerebbe confusione con i prodotti della canadese RIM.

Il produttore di BlackBerry aveva chiesto al Trademark and Trial Appeal Board dell'Ufficio Marchi e Brevetti statunitense di rifiutare la registrazione del marchio "Crackberry" destinato a coprire il settore dell'abbigliamento e quello dei servizi Internet in quanto avrebbe inevitabilmente, secondo la canadese, creato confusione con i suoi prodotti.

Mentre Crackberry si appellava alla libertà di parola e di parodia, il giudice ha dato ragione a RIM: d'altronde il nome in questione era già stato adottato fin dal 2000 come termine gergale proprio per prendere in giro i BlackBerry e nel 2006 era stato anche selezionato tra le "Parole dell'anno" dallo staff del New World Dictionary di Webster. (C.T.)
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