Nuovo record per i supercomputer Linux

La palma di supercomputer Linux più veloce al mondo è passata di mano ed è ora di un laboratorio americano per l'energia che adotta un cluster di server basati su Itanium 2. Il mostro è in grado di eseguire oltre 11 Teraflops

Nuovo record per i supercomputer LinuxRichland (USA) - Con i suoi 2.000 processori Itanium 2 e una capacità di calcolo i 11,8 Teraflops il supercomputer del Department of Energy's Pacific Northwest National Labs (PNNL) ha conquistato la vetta nella classifica dei mostri del calcolo basati su Linux, posizione prima occupata dal Evelocity, un supercomputer da 11,1 Teraflops installato presso il Lawrence Livermore National Lab.

Il sorpasso è stato possibile grazie ad un cospicuo aggiornamento del cluster di server del PNNL, basato in precedenza su 1.400 CPU Itanium 2 e in grado di eseguire 6,2 teraflops. Il nuovo supercomputer, la cui infrastruttura hardware è stata sviluppata da HP, adotta processori a 1,5 GHz e 7.000 GB di memoria. L'istituto americano, che ha comparato la potenza del nuovo "monster" con quella di circa 12.000 personal computer, afferma che il nuovo supercomputer, il cui costo sfiora i 25 milioni di dollari, rappresenta il più grande sistema basato sull'architettura a 64 bit di Intel.

Il PNNL utilizzerà la nuova potenza di elaborazione per risolvere problemi nel campo delle scienze molecolari, inclusa la chimica, la biologia e la climatologia.
A dimostrazione di come Linux stia divenendo un sistema operativo sempre più diffuso nel mondo dei supercomputer basati su chip Intel o AMD, colossi come Dell, IBM, HP, Fujitsu e Cray hanno già annunciato lo sviluppo, entro i prossimi due anni, di mostri di calcolo basati sul Pinguino con potenza compresa fra i 10 e i 40 teraflops.
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313 Commenti alla Notizia Nuovo record per i supercomputer Linux
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  • In raltà non è propio il punto della situazione.
    Ho letto parecchi post di questo forum, ma alla fine non si arriva da nessuna parte.
    Ora voglio semplicemente chiedere un cosa.
    L'introduzione di questi supercomputer basati su linux, ha modificato la situazione esistente?
    Insomma, il mercato ne ha risentito?

    Ha portato dei miglioramenti?

    Oppure ha lasciato la situzione inalterata?

    O forse è un passo indietro?

    ciao
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > In raltà non è propio il punto della
    > situazione.
    > Ho letto parecchi post di questo forum, ma
    > alla fine non si arriva da nessuna parte.
    > Ora voglio semplicemente chiedere un cosa.
    > L'introduzione di questi supercomputer
    > basati su linux, ha modificato la situazione
    > esistente?

    Per qualcuno si.

    > Insomma, il mercato ne ha risentito?

    Una fetta di mercato si.

    > Ha portato dei miglioramenti?

    Certo. Chi sviluppa soluzioni avanzate, o comunque nuove, o comunque non "standard" ha uno strumento "nuovo" come linux da usare.

    > Oppure ha lasciato la situzione inalterata?

    Le cose cambiano sempre !

    > O forse è un passo indietro

    non credo !
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > In raltà non è propio il punto della
    > > situazione.
    > > Ho letto parecchi post di questo forum, ma
    > > alla fine non si arriva da nessuna parte.
    > > Ora voglio semplicemente chiedere un cosa.
    > > L'introduzione di questi supercomputer
    > > basati su linux, ha modificato la
    > situazione
    > > esistente?
    >
    > Per qualcuno si.

    Aggiungerei per tutti: l'inserimento di nuove tecnologie o l'innovazione di quelle esistenti è comunque un bene.

    >
    > > Ha portato dei miglioramenti?
    >
    > Certo. Chi sviluppa soluzioni avanzate, o
    > comunque nuove, o comunque non "standard" ha
    > uno strumento "nuovo" come linux da usare.

    Ripeto, per tutti. Nessuno vieta che, date le esperienze correnti la stessa Microsoft (intesa in questo senso come principe del "close") cambi rotta.

    L'importante, come sempre, è imparare a non denigrare ciò che non si conosce.
    Anlan
    1327

  • ... venir preso in considerazione per un tale compito ?

    Non certo quel giocattolino di uindos !
    non+autenticato
  • Dalla lettura del forum si nota che c'e' un gruppo di linux fan (di cui alcuni si evidenziano per non sapere assolutamente cosa siano tecnicamente i cluster) che ripetono alla nausea che grazie a linux i computer per il super calcolo sono diventati economici (chi di noi non si puo' permettere un picci' con 2000 processori Itanium 2 e 7 tera di memoria??). Dall'altra parte gente che fa notare che linux o non linux non si parla di bruscolini. Trovatemi uno che sostenga che su questa macchina con 2000 processori ci voglia XP. Eppure i linux fan come si sentono minacciati attaccano con la crociata anti-MS (anche quando non era stata minimamente tirata in ballo). Un evidente complesso di inferiorita'.
    non+autenticato

  • Diciamocelo, in un mondo di asini dove quasi mai il meglio ha successo (e uindos ne è un esempio lampante) i pochi illuminati che sanno cercano in tuti i modi di diffondere il verbo ad ogni occasione.
    non+autenticato
  • lampante per te magari.Sugli asini concordo,
    alcuni ci sono, ben illuminati ovviamente

    > Diciamocelo, in un mondo di asini dove quasi
    > mai il meglio ha successo (e uindos ne è un
    > esempio lampante) i pochi illuminati che
    > sanno cercano in tuti i modi di diffondere
    > il verbo ad ogni occasione.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Dalla lettura del forum si nota che c'e' un
    > gruppo di linux fan (di cui alcuni si
    > evidenziano per non sapere assolutamente
    > cosa siano tecnicamente i cluster) che
    > ripetono alla nausea che grazie a linux i
    > computer per il super calcolo sono diventati
    > economici (chi di noi non si puo' permettere
    > un picci' con 2000 processori Itanium 2 e 7
    > tera di memoria??).

    Purtroppo è un vizio molto diffuso dei linux fan prendere maledettamente sul serio (e cronologicamente a rovescio) il noto aforisma "Apres moi, le deluge".

    Non solo quando si parla di supercalcolo, ma anche con asserzioni apodittiche tipo "solo linux ti insegna a capire il tuo PC": come a dire, noi poveri zucconi obsoleti che abbiamo acceso il nostro primo PET nel 1982, o scritto il primo programma in C su un PDP-11 l'anno successivo, ancora non avremmo capito come funziona il tutto se non arrivava Torvalds - il quale, detto per inciso, andrebbe preso didatticamente a calci nel culo tutti i giorni dispari solo per come osò rispondere al professor Tanenbaum qualche anno fa.

    Ci consoliamo pensando che probabilmente si tratta di parvenu, con poche eccezioni, a cui manca totalmente un pezzo di storia e di mercato della IT, che credono come Candide che il mondo coincida esclusivamente con ciò che conoscono, e niente più.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Non solo quando si parla di supercalcolo, ma
    > anche con asserzioni apodittiche tipo "solo
    > linux ti insegna a capire il tuo PC": come a
    > dire, noi poveri zucconi obsoleti che
    > abbiamo acceso il nostro primo PET nel 1982,
    > o scritto il primo programma in C su un
    > PDP-11 l'anno successivo, ancora non avremmo
    > capito come funziona il tutto se non
    > arrivava Torvalds - il quale, detto per
    > inciso, andrebbe preso didatticamente a
    > calci nel culo tutti i giorni dispari solo
    > per come osò rispondere al professor
    > Tanenbaum qualche anno fa.

    Non credo che nessuno si sia spinto a questo livello.
    Sarebbe ridicolo.
    Non bisogna certo andare a scomodare i vecchi programmatori che a suo tempo lavorarono su calcolatori come il PDP-11 (sul quale comunque girava il SO Multics, dal quale poi è nato Unix)
    Ma se parliamo di "adesso" senza porre a confronto due programmatori ultra trentenni....non mi puoi confutare che
    "Utilizzando e studiando un SO di cui si ha a disposizione il codice sorgente ti puo' permettere di conoscere il funzionamento del sistema operativo,in maniera molto piu' approfondita rispetto allo studio di un SO closed (soprattutto quella ciofeca di uindius)"

    > Ci consoliamo pensando che probabilmente si
    > tratta di parvenu, con poche eccezioni, a
    > cui manca totalmente un pezzo di storia e di
    > mercato della IT, che credono come Candide
    > che il mondo coincida esclusivamente con ciò
    > che conoscono, e niente più.

    Non tutti possono vantare un esperienza pluri decennale.
    Molta gente stà iniziando ora con il l'informatica, e si trova davanti una situazione abbastanza catastrofica.
    Una situazione che abbiamo creato noi stessi.

    Certo conoscere la storia dell'informatica fa sempre bene.
    Ti aiuta a capire molte cose.
    Ma rimane sempre storia.
    La realtà è un altra.

    Ciao
    non+autenticato
  • Torvalds - il quale, detto per
    > inciso, andrebbe preso didatticamente a
    > calci nel culo tutti i giorni dispari solo
    > per come osò rispondere al professor
    > Tanenbaum qualche anno fa.

    Visto come sono andate le cose, direi che il calcio nel culo (metaforicamente) se l'e' preso AST.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Torvalds - il quale, detto per
    > > inciso, andrebbe preso didatticamente a
    > > calci nel culo tutti i giorni dispari solo
    > > per come osò rispondere al professor
    > > Tanenbaum qualche anno fa.
    >
    > Visto come sono andate le cose, direi che il
    > calcio nel culo (metaforicamente) se l'e'
    > preso AST.


    Secondo il gnu-pensiero puro, Linux e' una sorta di "tappiamoci il naso" in attesa che Hurd diventi minimamente usabile.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Torvalds - il quale, detto per
    > > > inciso, andrebbe preso didatticamente a
    > > > calci nel culo tutti i giorni dispari
    > solo
    > > > per come osò rispondere al professor
    > > > Tanenbaum qualche anno fa.
    > >
    > > Visto come sono andate le cose, direi che
    > il
    > > calcio nel culo (metaforicamente) se l'e'
    > > preso AST.
    >
    >
    > Secondo il gnu-pensiero puro, Linux e' una
    > sorta di "tappiamoci il naso" in attesa che
    > Hurd diventi minimamente usabile.

    E quindi ?

    Non mi sembra proprio che a Linus interessi particolarmente il GNU-pensiero.

    Il dibattito era tra Linus e AST.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Visto come sono andate le cose, direi che il
    > calcio nel culo (metaforicamente) se l'e'
    > preso AST.

    Quel "visto come sono andate le cose" significa "dal momento che linux ha più installazioni del MINIX" ?

    I microkernel sono dovunque ci sia bisogno di fare le cose sul serio (RTOS hard realtime, Posix PSE 52..54).
    Dunque AST aveva perfettamente ragione, nella computer science rimane un gigante e torvalds un pigmeo, come d'altronde sapevamo già 10 anni fa.

    linux è teoreticamente irrilevante ed architetturalmente decotto, il suo "successo" non dice alcunché sulle qualità assolute - esattamente come il "successo" dei sistemi microsuk non dice niente sulla loro qualità o purezza.

    Continuiamo tranquillamente ad aspettare HURD giocherellando con OpenBSD.
    non+autenticato



  • Il problema e', secondo me, in questi termini: conosco un paio di sistemisti, provenienti dall'epoca unix. Gente con le contro-palle. Con il passaggio a Linux rimangono gente con le contro-palle. Gente che conosce quello di cui parla e soprattutto che se gli si spieghi qualcosa che non conoscono stanno ad ascoltare ed imparano. Poi arrivano i ragazzetti linux-addicted che credono di sapere gia' tutto e si rifiutano di imparare altro. Io su questo non ho dubbi: nonostante la loro boria non troveranno mai un lavoro decente e soprattutto il verbo che osannano non sfondera' mai veramente, perche' quando andranno ad affrontare la vita reale, le loro reali capacita' verranno messe a durissima prova.

    - Scritto da: Anonimo
    > Dalla lettura del forum si nota che c'e' un
    > gruppo di linux fan (di cui alcuni si
    > evidenziano per non sapere assolutamente
    > cosa siano tecnicamente i cluster) che
    > ripetono alla nausea che grazie a linux i
    > computer per il super calcolo sono diventati
    > economici (chi di noi non si puo' permettere
    > un picci' con 2000 processori Itanium 2 e 7
    > tera di memoria??). Dall'altra parte gente
    > che fa notare che linux o non linux non si
    > parla di bruscolini. Trovatemi uno che
    > sostenga che su questa macchina con 2000
    > processori ci voglia XP. Eppure i linux fan
    > come si sentono minacciati attaccano con la
    > crociata anti-MS (anche quando non era stata
    > minimamente tirata in ballo). Un evidente
    > complesso di inferiorita'.
    non+autenticato
  • Visto che è assodato che nel clustering spinto io avrò un SO completamente customizzato per l'applicazione stessa, dove lo scarico il sorgente modificato di linux e delle varie utility che vendono a peso d'oro insieme all'hardware?

    Non vorranno farci credere anche loro (in redhat style) che la versione del loro SO per cluster è identica a quella scaricabile da kernel.org?? (senza contare le modifiche necessarie a tutto, anche a ls per poter gestire correttamente la parallelizzazione).

    Il succo della storia: ma sti sorgenti dove stanno? se non ci sono perché non ci sono? Che fa la FSF?

    PS: è da scludere che usino un openmosix preso dal sito o una qualsiasi iso di linux scaricata da un ftp, quindi saccentoni astenetevi e tornate a studiare.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Visto che è assodato che nel clustering
    > spinto io avrò un SO completamente
    > customizzato per l'applicazione stessa, dove
    > lo scarico il sorgente modificato di linux e
    > delle varie utility che vendono a peso d'oro
    > insieme all'hardware?

    Si e' gia' detto mille volte.

    I sorgenti non te li _DEVONO_ dare.

    Devono darti la possibilita' di averli, se li vuoi e li richiedi esplicitamemte.

    Volendo, possono anche farteli pagare, ma un prezzo giusto.

    Ora, se avessi la bonta' di leggerti la GPL, eviteresti di postare cose inutili e di farci perdere tempo tutte le volte di rispiegare le stesse cose.

    Grazie.

  • > Si e' gia' detto mille volte.
    >
    > I sorgenti non te li _DEVONO_ dare.
    >
    > Devono darti la possibilita' di averli, se
    > li vuoi e li richiedi esplicitamemte.
    >

    E solo se ti hanno consegnato l'eseguibile. Non sono tenuti a dare il sorgente al mondo, però può farlo chi il sorgente lo riceve, e non ci possono essere NDA aggiuntivi.

    > Volendo, possono anche farteli pagare, ma un
    > prezzo giusto.

    Il solo costo dei supporti e/o del trasferimento, perchè il senso è che tu hai già pagato per i sorgenti quando hai pagato per l'eseguibile.

    Solo per mania di precisioneOcchiolino
    non+autenticato

  • - Scritto da: KerNivore

    > Devono darti la possibilita' di averli, se
    > li vuoi e li richiedi esplicitamemte.

    La "possibilità" implica anche che ti rispondano picche?

    > Volendo, possono anche farteli pagare, ma un
    > prezzo giusto.

    Ok, se vuoi i sorgenti del mio programmino sotto GPL mi dai in milione di euro. Io lo ritengo un prezzo giusto.


    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: KerNivore
    >
    > > Devono darti la possibilita' di averli, se
    > > li vuoi e li richiedi esplicitamemte.
    >
    > La "possibilità" implica anche che ti
    > rispondano picche?

    NO. Se una la chiede la deve avere.

    Perche' invece che insinuare, e fare FUD in continuazione non ti leggi una buona volta la GPL ?

    >    
    > > Volendo, possono anche farteli pagare, ma
    > un
    > > prezzo giusto.
    >
    > Ok, se vuoi i sorgenti del mio programmino
    > sotto GPL mi dai in milione di euro. Io lo
    > ritengo un prezzo giusto.

    b) Il Programma sia accompagnato da un'offerta scritta, valida per almeno
    tre anni, di fornire a chiunque ne faccia richiesta una copia completa del
    codice sorgente, in una forma leggibile dal calcolatore, in cambio di un
    compenso non superiore al costo del trasferimento fisico di tale copia, che
    deve essere fornita secondo le regole dei precedenti commi 1 e 2 su di un
    mezzo comunemente usato per lo scambio di programmi
  • Redhat standard a 170 euro è un costo equo?

    Non mi parlate che vi fanno pagare l'assistenza, che la GPL dice chiaramente che al massimo ci affianchi un'assicurazione (che ti tutela da malfunzionamenti del software) e nient'altro.

    Anche Redhat viola GPL.

    Senza contare che è da illusi pensare che il "servizio di assistenza di 24 ore" possa avere il valore di 170 euro. Senza contare che NON LO VENDONO SEPARATAMENTE.
    Quindi usano Linux come un comunissimo e volgarissimo prodotto commerciale per farci del reddito.

    Ma loro sono bravi perché ci vogliono liberi.
    Di fargli fare i soldi.

    PS: il fatto che RH standard la trovo su internet non vuol dire nulla. Se me la fanno pagare per averla recapitata a casa dovrebbero includere (almeno per non violare apertamente GPL) una versione che costi semplicemente il costo del CD e della spedizione (ovviamente non pretendo manuali e scatola).
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Redhat standard a 170 euro è un costo equo?

    La GPL dice che chiunque puo' vendere i binari al prezzo che vuole il costo equo si applica ai sorgenti.

    RIPETO : Invece che perdere tempo ad insuniare, ad infangare, a dire questo viola di qua, questo viola di la ecc, perdete 5 maledetti minuti e leggetevi la GPL.

  • - Scritto da: KerNivore
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Redhat standard a 170 euro è un costo
    > equo?
    >
    > La GPL dice che chiunque puo' vendere i
    > binari al prezzo che vuole il costo equo si
    > applica ai sorgenti.
    >
    > RIPETO :

    RIPASTO (per favore leggi, please)

    È possibile richiedere un pagamento per il trasferimento fisico di una
    copia del   Programma, è anche possibile   a propria discrezione
    richiedere un pagamento in cambio di una copertura assicurativa.

    COPIA DEL PROGRAMMA non DEL CODICE SORGENTE DEL PROGRAMMA. Di cui si parla nel paragrafo prima
    E' nel punto 1.

    Non a caso nel secondo paragrafo si parla di assicurazioni che creino un costo aggiuntivo. Se RH mi fornisse un linux su cui c'è una polizza di assicurazione in caso di malfunzionamento avrebbe ragione.

    Se RH mi offre un linux a 170 euro sino a 5000 euro ed oltre sta violando la GPL. E, diciamocelo chiaramente, se quel prezzo è motivato perché offre qualcosa in più e quel qualcosa in più non lo trovi senza i prodotti open vuol dire che strumentalizza l'open per ottenere un guadagno economico che altrimenti non avrebbe (non penso che possa campare molto se vendesse a 150 euro il software di setup di RH standard, considerando che i tool di configurazione una volta installati sono quelli di KDE o Gnome ormai e loro non ne sviluppano più da anni). Faccio notare che usare un qualcosa che dovrebbe essere venduto sotto altri termini per vendere qualcosa che in realtà non ha il valore economico per cui viene venduto è un reato perseguibile penalmente. Indipendentemente dalla GPL.
    Se io prendo un cd di roba freeware (non open) e lo vendo a 1000 euro io sono in aperta violazione del concetto di freeware (che implica ridistribuibilità a pagamento per rientrarci dei soli costi di distribuzione, cosa da cui la GPL si è giustamente ispirata) e posso essere perseguibile penalmente (il mio ammassare roba gratis non potrebbe essere venduto senza la roba gratis di cui sopra).

    > Invece che perdere tempo ad
    > insuniare, ad infangare, a dire questo viola
    > di qua, questo viola di la ecc, perdete 5
    > maledetti minuti e leggetevi la GPL.
    Se fossi in te Io per sicurezza me la rileggerei, stai facendo molta confusione a ricordare a memoria un documento così convoluto...

    Ah, ti faccio notare anche che io posto stralci di GPL che tu hai detto hanno valenza legale. tu usi le tue parole. Sei al di sopra della legge?
    non+autenticato


  • > Se RH mi offre un linux a 170 euro sino a
    > 5000 euro ed oltre sta violando la GPL. E,

    nel preambolo si parla di

    "Quando si parla di software libero (free software), ci si riferisce alla libertà, non al prezzo..... "


    > Se io prendo un cd di roba freeware (non
    > open) e lo vendo a 1000 euro io sono in
    > aperta violazione del concetto di freeware
    > (che implica ridistribuibilità a pagamento
    > per rientrarci dei soli costi di
    > distribuzione, cosa da cui la GPL si è
    > giustamente ispirata) e posso essere
    > perseguibile penalmente (il mio ammassare
    > roba gratis non potrebbe essere venduto
    > senza la roba gratis di cui sopra).
    >

    neanche per idea, il freeware lo vendi come vuoi, tranne nel caso (cosa molto diffusa) in cui l'autore mette nella licenza il fatto che il programma non puo' essere venduto se non al prezzo del supporto piu' un piccolo contributo di rimborso spese.
  • Allora sulla GPL punto 1 paragrafo 2 si dice che il programma può essere distribuito al semplice costo di trasporto con al massimo un costo aggiuntivo dovuto alla fornitura di eventuali ASSICURAZIONI.

    RH non fornisce assicurazioni sui suoi prodotti, quindi lascia stare, per favore. Va bene che uno vuole notorietà, ma i patti col diavolo prima o poi si fanno rimpiangere.

    Se vuoi puoi smentirmi citandomi un passo della GPL, qui tutti a dirmi che nn so leggere, che sono un ignorante ma voi dite "NO", "SBAGLIATO", "dici un sacco di vaccate". Eppure cito il vostro vangelo. Ammesso che sia lo stesso e voi lo conosciate. Anche gli inquisitori erano cattolici, alla fine.

    Ah, e per favore non riscrivere anche il significato di freeware e shareware.
    Il freeware, come lo shareware implicano ridistribuzione gratuita o con al massimo il rientro delle spese di diffusione. Sta cosa la sa chiunque freqentava le BBS (quando termini e relative "licenze" furono coniate). Non ci sono mai state licenze vessatorie ma è sempre stato di comune accordo che non ci si potesse far pagare per nulla che fosse shareware o freeware, se non per rientrarci dei costi di distribuzione (qui free vuol dire "gratis" e share vuol dire "condividere"). Altrimenti si sarebbero chiamati payware, non credi?

    Per questo lo share/freeware venne sempre snobbato dalle società money-oriented: nessuno può fare tanti soldi facendo la cresta sulle spese di spedizione guadagnandoci (all'epoca) 1 o 2 mila lire.

    Lo so che è difficile da mandare giù ma se la ID avesse permesso che il demo di doom venisse venduto a 50 mila lire non avrebbe mai fatto i soldi e la strada che ha fatto. Considerando anche il fatto che i giochi per PC shareware a quel tempo non avevano alcuna copy protection. E la pirateria su Doom, nonostante l'estremo successo, fu devastante (il 90% delle copie usate erano pirata, ricordate l'appello aggiunto dalla versione 1.2 al momento dell'avvio di chiamare un numero per denunciare le copie pirata?).

    E' per questo che all'inizio dei 90 (beh, diciamo quasi metà dei 90) circolavano quelle belle compilation a prezzi mini (all'epoca erano 9.900 lire, un cavolo se confrontato con le BBS italiane non sempre fornitissime e i modem ultralenti e le bollette salatissime) imbottite di software free o share. Alla fine il margine ce lo facevano lo stesso ma non era eccessivo. Era fichissimo trovarci le novità della 3d realms, della apogee e della neonata ID. Ne ho ancora parecchi, più che altro per collezione. Mi ricordo che uscì anche una rivista, mi pare si chiamasse Gigabyte che si coccupava solo di free e shareware e faceva le recensioni di queste raccolte dei programmi disponibili in rete. All'epoca era uno dei soli modi per chi aveva un PC di poter "toccare con mano" cosa era internet. All'epoca anche linux costava poco (10-15 mila), anche se era poco + che un embrione e al max trovavi i cd della debian sugli scaffali di pergioco.

    Chissà dove sarebbero adesso se saltava fuori il classico capitalista nazional popolare a dire che ci si doveva speculare sopra (in nome di libertà, democrazia e diffusione volta alla conquista del mondo) alla faccia di chi aveva lavorato a quei software che fecero la storia...

    Non riuscirò mai a capire se la vostra è ignoranza della "storia" informatica, semplice ignoranza da utente del pc dell'ultim'ora o semplicemente nostalgia di lotte politiche e ideologie sterili per lo più combattute contro i mulini a vento.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Allora sulla GPL punto 1 paragrafo 2 si dice
    > che il programma può essere distribuito al
    > semplice costo di trasporto con al massimo
    > un costo aggiuntivo dovuto alla fornitura di
    > eventuali ASSICURAZIONI.


    "1. You may copy and distribute verbatim copies of the Program's source code as you receive it, in any medium, provided that you conspicuously and appropriately publish on each copy an appropriate copyright notice and disclaimer of warranty; keep intact all the notices that refer to this License and to the absence of any warranty; and give any other recipients of the Program a copy of this License along with the Program.

    You may charge a fee for the physical act of transferring a copy, and you may at your option offer warranty protection in exchange for a fee."

    http://www.gnu.org/licenses/gpl.html

    Se l'inglese non è un opinione questo e quello che dici sono due cose ben diverse. La GPL dice che tu per trasferire la copia puoi farti pagare. Non dice quanto ti devi far pagare...

    Poi confondi la GPL con la SAI... infatti la GPL dice che quando distribuisci il software puoi offrire una garanzia e non che lo devi distribuire al costo di un'assicurazione....

    Se la cosa non ti è chiara vatti a guardare le faq:

    http://www.gnu.org/licenses/gpl-faq.html

    In particolare:

    http://www.gnu.org/licenses/gpl-faq.html#DoesTheGP...

    Dove si afferma:

    "there is no limit on what price you can charge"

    .....

    > Se vuoi puoi smentirmi citandomi un passo
    > della GPL, qui tutti a dirmi che nn so
    > leggere, che sono un ignorante ma voi dite
    > "NO", "SBAGLIATO", "dici un sacco di
    > vaccate". Eppure cito il vostro vangelo.
    > Ammesso che sia lo stesso e voi lo
    > conosciate. Anche gli inquisitori erano
    > cattolici, alla fine.

    Non citi il "Vangelo"... fai una traduzione malfatta della GPL...

    > Ah, e per favore non riscrivere anche il
    > significato di freeware e shareware.

    Questo discorso è totalmente privo di significato in quanto GPL non vuol dire ne freeware e ne tantomeno shareware....

    .....
    > (qui free vuol dire "gratis" e share vuol
    > dire "condividere"). Altrimenti si sarebbero
    > chiamati payware, non credi?

    Nella GPL free vuol dire libero e non gratuito...

    ``Free software' is a matter of liberty, not price. To understand the concept, you should think of `free as in free speech,' not as in free beer.''

    http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.html


    .....
    > Non riuscirò mai a capire se la vostra è
    > ignoranza della "storia" informatica,
    > semplice ignoranza da utente del pc
    .....

    Già.... il problema è proprio l'ignoranza....
    non+autenticato
  • In questi settori non si sceglie GNU/Linux per questioni di costi di licenza, sarebbe ridicolo visto i soldi che si spendono.

    Si sceglie GNU/Linux perche' il suo codice e' stabile, ben documentato, ben scritto, modulare e soprattutto perche' e' totalmente customizzabile, senza dover rendere conto a nessuno e senza dover chiedere il permesso a nessuno.

    E' chiaro che la concorrenza proprietaria, oltre a non essere spesso adeguata dal punto di vista tecnico, (vedi winzozz) non consente una tale liberta' e quindi difficilmente sara' adottata in questi ambienti.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > In questi settori non si sceglie GNU/Linux
    > per questioni di costi di licenza, sarebbe
    > ridicolo visto i soldi che si spendono.
    >
    > Si sceglie GNU/Linux perche' il suo codice
    > e' stabile, ben documentato, ben scritto,
    > modulare e soprattutto perche' e' totalmente
    > customizzabile, senza dover rendere conto a
    > nessuno e senza dover chiedere il permesso a
    > nessuno.

    guarda che anche QUESTO si traduce in minori costi

    si tratta del solito TCO


    > E' chiaro che la concorrenza proprietaria,
    > oltre a non essere spesso adeguata dal punto
    > di vista tecnico, (vedi winzozz) non
    > consente una tale liberta' e quindi
    > difficilmente sara' adottata in questi
    > ambienti.

    infatti windows sarebbe fuori mercato appena si proponesse.

    Questo è il motivo per cui l'equazione microsoft = innovazione non ha soluzioni



    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > In questi settori non si sceglie GNU/Linux
    > > per questioni di costi di licenza, sarebbe
    > > ridicolo visto i soldi che si spendono.
    > >
    > > Si sceglie GNU/Linux perche' il suo codice
    > > e' stabile, ben documentato, ben scritto,
    > > modulare e soprattutto perche' e'
    > totalmente
    > > customizzabile, senza dover rendere conto
    > a
    > > nessuno e senza dover chiedere il
    > permesso a
    > > nessuno.
    >
    > guarda che anche QUESTO si traduce in minori
    > costi

    Si traduce in, ma non e' la motivazione principale ! anche se ti regalassero le licenze di windows, non sarebbe customizzabile e non potresti adattarlo alla tua architettura (che come in questo caso, non e' un'architettura proprio comune)
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > >
    > > - Scritto da: Anonimo
    > > > In questi settori non si sceglie
    > GNU/Linux
    > > > per questioni di costi di licenza,
    > sarebbe
    > > > ridicolo visto i soldi che si spendono.
    > > >
    > > > Si sceglie GNU/Linux perche' il suo
    > codice
    > > > e' stabile, ben documentato, ben
    > scritto,
    > > > modulare e soprattutto perche' e'
    > > totalmente
    > > > customizzabile, senza dover rendere
    > conto
    > > a
    > > > nessuno e senza dover chiedere il
    > > permesso a
    > > > nessuno.
    > >
    > > guarda che anche QUESTO si traduce in
    > minori
    > > costi
    >
    > Si traduce in, ma non e' la motivazione
    > principale ! anche se ti regalassero le
    > licenze di windows, non sarebbe
    > customizzabile e non potresti adattarlo alla
    > tua architettura (che come in questo caso,
    > non e' un'architettura proprio comune)


    stai confrontando mele con arance.

    Ormai è chiaro che microsoft è fuori mercato (ammesso che abbia solo provato a entrarci)

    Confronta Linux con uno unix proprietario, la cui esperienza di sfruttamento in cluster sia assodata.

    Il fatto di dover sottostare a cavilli di licenza per uso specifico limita il profitto finale, per cui il risparmio in investimento nel SO diventa un doppio risparmio in virtù della sua licenza libera.

    La possibilità di adattamento infinita che ha linux è una questione tecnica, ma senza il sostegno della licenza questi vantaggi durerebbero poco



    non+autenticato

  • > Confronta Linux con uno unix proprietario,
    > la cui esperienza di sfruttamento in cluster
    > sia assodata.
    >
    > Il fatto di dover sottostare a cavilli di
    > licenza per uso specifico limita il profitto
    > finale, per cui il risparmio in investimento
    > nel SO diventa un doppio risparmio in virtù
    > della sua licenza libera.
    >
    > La possibilità di adattamento infinita che
    > ha linux è una questione tecnica, ma senza
    > il sostegno della licenza questi vantaggi
    > durerebbero poco

    Non capisco il senso delle tue risposte, visto che stai dicendo la stessa identica cosa che ho detto nel post iniziale.

    cito testualmente :

    "Si sceglie GNU/Linux perche' il suo codice e' stabile, ben documentato, ben scritto, modulare e soprattutto perche' e' totalmente customizzabile, senza dover rendere conto a nessuno e senza dover chiedere il permesso a nessuno. "
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > > Confronta Linux con uno unix proprietario,
    > > la cui esperienza di sfruttamento in
    > cluster
    > > sia assodata.
    > >
    > > Il fatto di dover sottostare a cavilli di
    > > licenza per uso specifico limita il
    > profitto
    > > finale, per cui il risparmio in
    > investimento
    > > nel SO diventa un doppio risparmio in
    > virtù
    > > della sua licenza libera.
    > >
    > > La possibilità di adattamento infinita che
    > > ha linux è una questione tecnica, ma senza
    > > il sostegno della licenza questi vantaggi
    > > durerebbero poco
    >
    > Non capisco il senso delle tue risposte,

    infatti ci stai girando intorno senza afferrare:

    Io dico che i costi ridotti di linux sono il criterio vincente e anche tu, infatti dici che si sceglie Linux

    "soprattutto perche' e' totalmente
    customizzabile, senza dover rendere conto a
    nessuno e senza dover chiedere il permesso a
    nessuno. "

    Dal punto di vista economico, le due affermazioni

    "rendere conto" e " chiedere permesso"
    significano PAGARE altre LICENZE per adattare il codice preesistente alle specifiche esigenze della clientela.

    il fatto che tali fee non esistano permette di abbattere notevoli barriere economiche che ricadrebbero sulla clientela.

    Ecco che Linux conviene non solo per il costo del SO puro (costo nullo), ma anche perchè la sua adattabilità ai casi specifici non è "licenziabile" ulteriormente, permettendo agli operatori di fornire prodotti con minori oneri per il cliente.


    Ecco, infine, che l'adattabilità del codice si traduce in un nuovo vantaggio economico: con linux TUTTO costa meno




    non+autenticato

  • > > Non capisco il senso delle tue risposte,
    >
    > infatti ci stai girando intorno senza
    > afferrare:
    >
    > Io dico che i costi ridotti di linux sono il
    > criterio vincente e anche tu, infatti dici
    > che si sceglie Linux
    >
    > "soprattutto perche' e' totalmente
    > customizzabile, senza dover rendere conto a
    > nessuno e senza dover chiedere il permesso a
    > nessuno. "
    >
    > Dal punto di vista economico, le due
    > affermazioni
    >
    > "rendere conto" e " chiedere permesso"
    > significano PAGARE altre LICENZE per
    > adattare il codice preesistente alle
    > specifiche esigenze della clientela.

    Questa e' una tua interpretazione personale.

    La mia frase non cita ne costi ne denaro da nessuna parte.

    Il senso e' che tu hai i sorgenti e non devi chiederli a nessuno, ed hai la liberta' di modificarli, senza chiedere permessi, firmare NDA soffocanti e rotture simili.

    > il fatto che tali fee non esistano permette
    > di abbattere notevoli barriere economiche
    > che ricadrebbero sulla clientela.

    Su oggetti di quel tipo quanto influiscono i costi di licenza dell'os ? poco.

    > Ecco che Linux conviene non solo per il
    > costo del SO puro (costo nullo), ma anche
    > perchè la sua adattabilità ai casi specifici
    > non è "licenziabile" ulteriormente,
    > permettendo agli operatori di fornire
    > prodotti con minori oneri per il cliente.
    >
    >
    > Ecco, infine, che l'adattabilità del codice
    > si traduce in un nuovo vantaggio economico:
    > con linux TUTTO costa meno

    Certo, nessuno lo nega. Ma la vera rivoluzione non e' il costo, ma la liberta. (tutto e sempre IMHO)
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > > Ecco, infine, che l'adattabilità del
    > codice
    > > si traduce in un nuovo vantaggio
    > economico:
    > > con linux TUTTO costa meno
    >
    > Certo, nessuno lo nega. Ma la vera
    > rivoluzione non e' il costo, ma la liberta.
    > (tutto e sempre IMHO)

    la libertà si traduce in minor costi



    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    >    
    > > > Ecco, infine, che l'adattabilità del
    > > codice
    > > > si traduce in un nuovo vantaggio
    > > economico:
    > > > con linux TUTTO costa meno
    > >
    > > Certo, nessuno lo nega. Ma la vera
    > > rivoluzione non e' il costo, ma la
    > liberta.
    > > (tutto e sempre IMHO)
    >
    > la libertà si traduce in minor costi


    HO CAPITO, CRISTO ! SI TRADUCE ANCHE CHE AL BOOT TI VIENE FUORI UN PINGUINO SULLO SCHERMO, MA CI SONO CASI IN CUI IL FATTORE PREPONDERANTE PER LA SCELTA NON E' IL PINGUINO SULLO SCHERMO.

    E ora basta. La tua ottusita' mi ha veramente annoiato.

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > >
    > > - Scritto da: Anonimo
    > >    
    > > > > Ecco, infine, che l'adattabilità del
    > > > codice
    > > > > si traduce in un nuovo vantaggio
    > > > economico:
    > > > > con linux TUTTO costa meno
    > > >
    > > > Certo, nessuno lo nega. Ma la vera
    > > > rivoluzione non e' il costo, ma la
    > > liberta.
    > > > (tutto e sempre IMHO)
    > >
    > > la libertà si traduce in minor costi
    >
    >
    > HO CAPITO, CRISTO !

    non urlare, altrimenti sembrerà che ti sei innervosito

    > SI TRADUCE ANCHE CHE AL
    > BOOT TI VIENE FUORI UN PINGUINO SULLO
    > SCHERMO, MA CI SONO CASI IN CUI IL FATTORE
    > PREPONDERANTE PER LA SCELTA NON E' IL
    > PINGUINO SULLO SCHERMO.

    certo, c'è caso e caso, ma il fatto generale è che

    -maggiore libertà di utilizzo di codice

    produce

    -un numero maggiore di potenziali operatori, che

    produce

    -maggiore concorrenza che

    produce

    minori prezzi



    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > In questi settori non si sceglie GNU/Linux
    > per questioni di costi di licenza, sarebbe
    > ridicolo visto i soldi che si spendono.

    quali costi quelli vivi delle macchinette collegate e basta paragona il costo di uno di questi clisteri con un supercomputer vero e poi mi dici.

    > Si sceglie GNU/Linux perche' il suo codice
    > e' stabile,

    ahahhahahahahahhahahahah stabile ma che stai a di se fosse stabile mi dici perche esistono le rutine di controllo di vita delle singole macchine collegate

    > ben documentato,


    uahhhhhhhahhhhhhahhahahhahahhahahahha
    no muoio ahahahhahahahah
    ahhahahahha
    aria aria nun ce la faccio piu

    >ben scritto,

    ahhahahhha mi manca l'aria

    > modulare e soprattutto perche' e' totalmente
    > customizzabile, senza dover rendere conto a
    > nessuno e senza dover chiedere il permesso a
    > nessuno.

    ok ti potrei dare ragione peccato che chi adotta linuz per queste cose lo fa perche gia tutto e scritto prende un paio di semiguru, indice uno stage per universitari a gratis ed ecco fatto , gli fa scrivere un paio di patch ottimizzate ed et voila, la societa in questione fa i soldi impiegando un millesimo di quello che avrebbe speso impiegando sw proprietario

    >E' chiaro che la concorrenza proprietaria,
    > oltre a non essere spesso adeguata dal punto
    > di vista tecnico, (vedi winzozz) non
    > consente una tale liberta' e quindi
    > difficilmente sara' adottata in questi
    > ambienti.

    qui si vede che sei il solito truzzone linaro che centra wintost con linux, sono due so che non possono essere paragonati, inoltre il tuo clistere linux va bene per fare calcoli ma quando si tratta di conservare conti correnti la musica cambia altro l'instabilita di linazzo.

    a linari siamop seri ed evitiamo questi parsagonoi inutili
    non+autenticato
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