Eventi/ ASPettando Inter.NET

di M. Corazzi. 'Abbiamo più futuro che passato'. Con questa considerazione il W3C da un colpo di spugna a tutto quanto è stato fatto finora. Alla Future Web Conference abbiamo scoperto come dovremo cambiare il nostro modo di creare il Web

Se il governo del nostro paese ha paura dell'informazione che circola nella rete al punto da approvare una legge che permetta alla lobby dei giornalisti di controllarla, significa che il nostro lavoro ha un grande potere.
Ci sono due categorie di persone: quelli per cui avere un grande numero di ascoltatori rappresenta una specie di droga, un trip di onnipotenza, e quelli che invece si sentono investiti da una grande responsabilità e soppesano ogni parola consci delle conseguenze che questa potrebbe avere. Il rischio di finire nella prima categoria è sempre in agguato, ma tutti quelli che conosco in questo ambiente stanno facendo un grande sforzo per rimanere invece nella seconda.
Ed è questo il motivo per cui ho riscritto completamente l'introduzione di questo articolo.

La Future Web Conference che si è tenuta Giovedì 5 Aprile a L'Aquila, capoluogo della regione Abruzzo, è stata un'iniziativa corale di grande effetto e con un ottimo livello di contenuti. Persino ai coristi più esperti può accadere, tuttavia, di produrre qualche nota stonata, anche se ad accorgersene è soltanto il pubblico più esigente ed esperto, che magari vive anche il "dietro le quinte" di una manifestazione.
Però il critico che prenda seriamente e onestamente il suo compito sa bene che le piccole stecche si possono perdonare ai debuttanti, e che una recensione obiettiva può aiutare a crescere e migliorare, mentre una stroncatura rimarrebbe sterile, solo un piccolo esercizio di sadismo.

L'ingresso al forte spagnolo, risalente al XVI secolo. La maestosa struttura ospita un museo, un auditorium e una sala conferenze dove si è tenuta la Future Web Conference, in un singolare incontro tra storia e futuro.

Una conferenza non è soltanto quello che viene detto sul palco dagli speaker. L'accoglienza, le strutture, le infrastrutture, i dettagli, i servizi aggiuntivi: un complesso e delicato mosaico in equilibrio instabile, e ogni pezzo è stato interpretato dalla relativa voce del coro con grande convinzione. Un chiaro sintomo che l'interesse per la rete sta crescendo anche nel nostro paese, grazie all'impegno e al fervore degli appassionati.
Nella presentazione dell'evento avevo sottolineato quella che secondo me era la grande novità di questa conferenza: lo streaming audio video in diretta dal sito live.aspitalia.com.

Purtroppo il supporto tecnico (e sto parlando di una banale T1 telefonica ISDN...) è venuto a mancare. Una leggerezza dell'organizzazione, un effetto collaterale dovuto all'enorme sforzo profuso da Daniele, Gianni e Mauro nel dirigere il resto dei cantori. La To-Do List di un progetto di questa portata è lunga, e comprende la gestione degli spazi, le luci, l'audio, le proiezioni, l'allestimento dei PC per le demo, i coffee break e il buffet (momenti fondamentali anche per lo scambio di idee). L'entusiasmo degli aquilani ha, d'altro canto, dato vita a qualcosa di realmente innovativo, un segnale di risveglio dell'Italia centrale che finora ha lasciato che fosse il nord a sostenere il carico dell'informatizzazione nel nostro paese.
Quindi non ci sentiamo di insistere su questo fatto se non per lodare l'efficienza di un improvvisatissimo team di tecnici costituito da Daniele Bochiccio e Stefano Scardovi di ASPItalia e da Riccardo Riccardi e Fabiano Andreotta di JSdir. In rocambolesche scene alla McGyver (collegamenti realizzati con nastro adesivo e temperino, scambi di cavetti al volo, download di driver dal portatile tramite cellulare o in albergo...) l'emergenza è stata affrontata e risolta per garantire comunque il servizio. In extremis, certo, con qualità delle immagini non di certo eccellente, su PSTN anziché su ISDN, ma comunque un primo, importantissimo passo. Il fatto che oltre 2400 utenti si siano collegati per assistere alla conferenza dimostra che la sete nel settore è grande, e che tutti dovremo lavorare moltissimo per placarla.

I cavalieri che fecero l'impresa: da sinistra Stefano Scardovi e Daniele Bochicchio di ASPItalia e Fabiano Andreotta e Riccardo Riccardi di JSDir che hanno lavorato freneticamente fino all'ultimo istante per lo streaming di FWC.

Non ci resta che sperare che in occasioni future gli sponsor e le istituzioni vengano investiti di maggiore responsabilità e che si assumano il compito di curare anche questi aspetti. Occorre veramente la collaborazione di tutti.

Chi mi ha colpito molto sono stati Roberto Brunetti e Paolo Pialorsi, i due speaker.
David Papini di Mondadori Informatica Education non stava facendo solo pubblicità quando ha affermato che i loro docenti sono scelti con cura per essere motivati e competenti. I due giovani esperti si sono alternati tra slide, demo e lunghi e serrati discorsi con grande maestria, derivante certo da naturali doti di comunicatori, da simpatia e affiatamento innati. Ma ho ravvisato chiari indizi di una notevole preparazione da parte di entrambi, frutto di lunghe ore trascorse a studiare e documentarsi, e a provare parole e passaggi. Inevitabile quello che si potrebbe definire "acceleration trauma". La quantità e l'eterogeneità delle informazioni prodotte per unità di tempo ha shockato più di uno spettatore, ma l'avvertimento era chiaro: il target della conferenza era alto.
TAG: mondo
2 Commenti alla Notizia Eventi/ ASPettando Inter.NET
Ordina