Mauro Vecchio

Diritto d'autore, senatori richiamano AGCOM

Luigi Vimercati e Vincenzo Vita invitano il presidente Calabrò all'audizione per fare il punto sul regolamento in materia di enforcement del copyright. Per domani mattina è prevista una riunione (forse) decisiva per la delibera

Roma - Un provvedimento che che "adegui la regolamentazione del diritto d'autore al mondo nuovo segnato dalla rivoluzione di internet, e che tenga conto del mutato contesto tecnologico, delle istanze che provengono dal mondo della rete e dello sviluppo del mercato audiovisivo digitale". È quanto chiesto dai senatori del Partito Democratico (PD) Vincenzo Vita e Luigi Vimercati, nell'ennesima comunicazione al Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) Corrado Calabrò.

La commissione Lavori pubblici e Comunicazioni del Senato ha dunque invitato Calabrò per un'audizione "sull'annunciato regolamento in materia di diritto d'autore". Per capire quale sia il "punto d'approdo dell'istruttoria compiuta dall'Autorità su una materia così delicata e dibattuta". Vita e Vimercati vorrebbero una legge organica per aggiornare le regole risalenti al 1941. "Quella su cui poggia la delibera è una base normativa troppo ristretta rispetto alla necessità di intervenire su una materia così ampia e complessa".

Stando ad un articolo pubblicato dal Corriere delle Comunicazioni, i consiglieri AGCOM si ritroveranno a discutere nella mattinata di domani. Una riunione "informativa", che potrebbe avere tre esiti: rinunciare alla delibera, prendere altro tempo, adottarla in maniera definitiva. In quest'ultima ipotesi si avrebbe un testo basato sulle attuali linee guida fissate dall'Autorità in materia di enforcement del diritto d'autore. (M.V.)
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114 Commenti alla Notizia Diritto d'autore, senatori richiamano AGCOM
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  • Messaggio per un certo sig. Carlo & CO.:

    - Quattro videotechini in estinzione, anche supportati da qualche appoggio politico, non saranno in grado di bloccare la rete per i loro sporchi interessi di bottega. Anche perchè la rete non è, grazie al cielo, limitata alla nostra piccola e provinciale italietta, ma costituisce una nuova forma di libertà globale che nessuno ci potrà togliere senza pensare di rischiare nulla.
    - Inutile postare minacce su siti tipo P.I. Non penserete per caso di intimorire il popolo della rete? Ci vuole ben altro! Anonimo
    non+autenticato
  • - Scritto da: Shadow
    > Messaggio per un certo sig. Carlo & CO.:
    >
    > - Quattro videotechini in estinzione, anche
    > supportati da qualche appoggio politico, non
    > saranno in grado di bloccare la rete per i loro
    > sporchi interessi di bottega. Anche perchè la
    > rete non è, grazie al cielo, limitata alla nostra
    > piccola e provinciale italietta, ma costituisce
    > una nuova forma di libertà globale che nessuno ci
    > potrà togliere senza pensare di rischiare nulla.
    >
    > - Inutile postare minacce su siti tipo P.I. Non
    > penserete per caso di intimorire il popolo della
    > rete? Ci vuole ben altro!
    > Anonimo

    Purtroppo per loro, non si sono resi conto che gli editori sono i primi a volerli fare fuori... li hanno tenuti in vita finché hanno potuto sfruttarli, ora che non ci riescono più li stanno segando... così come fecero con i noleggiatori di CD musicali.
    La pirateria è un capro espiatorio, e gli editori stanno sfruttando l'ultima cosa che gli è rimasta da sfruttare: la loro protesta.
    non+autenticato
  • Egregi Cittadini,

    difendiamo la Libertà di Internet e la libera diffusione della Cultura dai tentativi di trasformare la Rete in uno squallido negozio on-line al servizio del lucro di pochi.

    ABOLIRE IL COPYRIGHT

    Pirata
    non+autenticato
  • - Scritto da: ABOLIRE IL COPYRIGHT
    > Egregi Cittadini,
    >
    > difendiamo la Libertà di Internet e la libera
    > diffusione della Cultura dai tentativi di
    > trasformare la Rete in uno squallido negozio
    > on-line al servizio del lucro di
    > pochi.
    >
    > ABOLIRE IL COPYRIGHT
    >
    > Pirata
    Hai dimenticato che "quei pochi" sono quelli che producono e creano, senza i quali tu avresti una rete libera(nel senso che intendi tu) ma vuota...
    non+autenticato
  • > Hai dimenticato che "quei pochi" sono quelli che
    > producono e creano, senza i quali tu avresti una
    > rete libera(nel senso che intendi tu) ma
    > vuota...

    È un sacrificio che siamo disposti a fare. Smettete di produrre e creare... e qyando avremo finito di vedere tutto ció che già esiste ne riparliamo. Tra un paio di secoli dovremmo aver finito.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > > Hai dimenticato che "quei pochi" sono quelli
    > che
    > > producono e creano, senza i quali tu avresti
    > una
    > > rete libera(nel senso che intendi tu) ma
    > > vuota...
    >
    > È un sacrificio che siamo disposti a fare.
    > Smettete di produrre e creare... e qyando avremo
    > finito di vedere tutto ció che già esiste ne
    > riparliamo. Tra un paio di secoli dovremmo aver
    > finito.

    Ma perché parli al plurale?
    E' una forma di rispetto verso te stesso o vuoi raccontarci che tu qui rappresenti la voce del popolo?
  • > Ma perché parli al plurale?

    Perchè siamo più di uno.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > > Ma perché parli al plurale?
    >
    > Perchè siamo più di uno.

    Allora fate un post per uno oppure facci vedere la tua lettera di incarico a rappresentare gli altri.

    Altrimenti il tuo parere vale uno, come quello di tutti qui dentro.
  • - Scritto da: Basta Pirateria
    > - Scritto da: uno qualsiasi
    > > > Ma perché parli al plurale?
    > >
    > > Perchè siamo più di uno.
    >
    > Allora fate un post per uno oppure facci vedere
    > la tua lettera di incarico a rappresentare gli
    > altri.
    >
    > Altrimenti il tuo parere vale uno, come quello di
    > tutti qui
    > dentro.

    Il tuo molto meno di uno, troll. Pirata
    non+autenticato
  • - Scritto da: Videoteca Vuota
    > - Scritto da: Basta Pirateria
    > > - Scritto da: uno qualsiasi
    > > > > Ma perché parli al plurale?
    > > >
    > > > Perchè siamo più di uno.
    > >
    > > Allora fate un post per uno oppure facci vedere
    > > la tua lettera di incarico a rappresentare gli
    > > altri.
    > >
    > > Altrimenti il tuo parere vale uno, come quello
    > di
    > > tutti qui
    > > dentro.
    >
    > Il tuo molto meno di uno, troll. Pirata

    E' triste vederti rispondere pur non avendo nulla da dire.
    Purtroppo per te ognuno vale uno.

    A bocca aperta
  • - Scritto da: Basta Pirateria
    > - Scritto da: Videoteca Vuota
    > > - Scritto da: Basta Pirateria
    > > > - Scritto da: uno qualsiasi
    > > > > > Ma perché parli al plurale?
    > > > >
    > > > > Perchè siamo più di uno.
    > > >
    > > > Allora fate un post per uno oppure
    > facci
    > vedere
    > > > la tua lettera di incarico a
    > rappresentare
    > gli
    > > > altri.
    > > >
    > > > Altrimenti il tuo parere vale uno, come
    > quello
    > > di
    > > > tutti qui
    > > > dentro.
    > >
    > > Il tuo molto meno di uno, troll. Pirata
    >
    > E' triste vederti rispondere pur non avendo nulla
    > da
    > dire.
    > Purtroppo per te ognuno vale uno.
    >
    > A bocca aperta

    Avrei molto da dire, ma non posso altrimenti mi bannano! Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Videoteca Vuota
    [...]
    > Avrei molto da dire, ma non posso altrimenti mi
    > bannano!
    >Occhiolino

    Ecco bravo, autocensurati A bocca aperta A bocca aperta
  • > Hai dimenticato che "quei pochi" sono quelli che
    > producono e creano, senza i quali tu avresti una
    > rete libera(nel senso che intendi tu) ma
    > vuota...

    Difatti il
    Free Software
    https://www.fsf.org
    e le
    Creative Commons
    http://www.creativecommons.org
    non esistono...

    Ritenta, sarai più fortunato Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • BOZZA DELLA LETTERA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.

    Chi intende sottoscrivere la lettera deve inviare una e-mail al seguente indirizzo: andreagraffi80@libero.it, con la seguente dicitura "Io sottoscritto NOME e COGNOME approvo integralmente e sottoscrivo la lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri".

    Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri, siamo un gruppo composto da titolari di videoteche e da cittadini che, con il loro onesto lavoro, pagano regolarmente le tasse allo Stato Italiano. La nostra funzione di contribuenti però è messa a durissima prova dal fenomeno criminale della pirateria audiovisiva on-line, che nel corso di questi ultimi anni ha letteralmente decimato le attività di videonoleggio presenti sul territorio nazionale.Tale fenomeno non mette a rischio soltanto l’attività di commercio al dettaglio, ma si prospetta come una vera e propria piaga sociale per tutto lo Stato.

    A tal proposito vorremmo sottoporre alla Sua gentile attenzione un articolo tratto da “POLIZIA MODERNA” e intitolato “Viaggio nel mondo di chi scarica illegalmente materiale audiovisivo dalla Rete”. Ci sono alcuni numeri alquanto interessanti che meriterebbero di essere presi in seria considerazione. “Cinquecentotrenta milioni di euro. Un dato, approssimato per difetto ma scritto per esteso, che provoca sicuramente attenzione e curiosità. Non è il solo numero che, leggendolo, passa quasi inosservato per tornare poi nella “freddezza” del computo matematico e statistico. A lettere resta più impresso e certamente lo resta ancor di più quando al numero viene affiancata la dicitura “fatturato perso dall’industria italiana dell’audiovisivo a causa della pirateria informatica”. Una cifra impressionante, come del resto lo sono sia i 320 milioni di euro “fatturati” da chi vende copie pirata dei film sia i 250mila posti di lavoro a rischio nell’industria cinematografica del nostro Paese. Questi sono i dati emersi da uno studio affidato dalla FAPAV (Federazione anti pirateria audiovisiva) all’istituto demoscopico Ipsos nell’aprile dello scorso anno.” Da come si evince la pirateria sottrae centinaia di milioni di euro annui alla nostra industria, tutti soldi che, invece di finire anche in parte nelle casse erariali, finiscono soltanto nelle tasche di pochi individui criminali, ossia i titolari dei siti illegali, come ad es. il famoso Kim “Dotcom” titolare di Megaupload e Megavideo, che l’FBI ha recentemente arrestato, trovandolo con un patrimonio personale di quasi 200 milioni di dollari. Rimanendo in tema di arresti, siti oscurati e sequestri di server, ci tenevamo a ringraziare la nostra Guardia di Finanza che, insieme con la Polizia Postale e la Fapav, si adopera quotidianamente nelle operazioni anti pirateria, ottenendo eccellenti risultati come la chiusura, avvenuta nelle settimane passate, di FilmGratis.tv e ScaricoLibero.com, due fra i portali italiani più conosciuti dai tanti utenti che scaricavano gratuitamente film, album, riviste e software. A tal proposito noi videotecari nel nostro piccolo cerchiamo di aiutare le Istituzioni, segnalando giornalmente siti che consentono la condivisione gratuita di materiale audiovisivo protetto da diritto d’autore.

    Abbiamo infatti creato un gruppo su Facebook intitolato “COMBATTIAMO IL REATO DELLA PIRATERIA AUDIOVISIVA ON-LINE” dove ricerchiamo, cataloghiamo e segnaliamo via e-mail i siti illegali alla Fapav e all’Agcom. E' disponibile nell'allegato l’elenco dei siti pirata, che finora sono stati trovati nel web, ben sapendo che si tratta solo di una minima parte di quelli realmente esistenti. L’attività svolta dalle Forze di Polizia, per quanto encomiabile, non è purtroppo sufficiente per contrastare e limitare efficacemente il fenomeno della pirateria on-line. Occorre una legge che tagli le gambe a questi siti e ai loro titolari, andando a colpire la loro fonte di guadagno primaria, ossia tutti gli utenti che quotidianamente caricano, scaricano e visionano in streaming gratuito materiale protetto da copyright. A tal proposito la Francia si è particolarmente distinta con l’entrata nella fase giudiziaria dell’Hadopi (Haute Autoritè pour la diffusion des oeuvres et la protection des droits sur l’Internet), legge che prevede una “disconnessione forzata” per coloro che violano il diritto d’autore, secondo una risposta graduale. La legge francese infatti prevede tre passaggi (che in qualche modo tutelano anche l’utente): il titolare del contratto di abbonamento ad internet scoperto a scaricare file protetti da copyright viene prima avvisato via e-mail, in caso di persistenza della violazione riceve allora una raccomandata e poi, come ultimo avviso, viene invitato a comparire davanti ad un giudice, che può decidere un’eventuale sanzione pecuniaria fino a 300 mila euro e con penali fino a 2 anni di detenzione o la disconnessione forzata per un determinato periodo di tempo, che può essere anche di un anno.Insieme alla Francia possiamo ormai citare anche altre nazioni europee come la Spagna (con la Ley Sinde), la stessa Irlanda (con la SOPA ormai divenuta legge), ecc...

    Quindi è l’intera Europa che si sta muovendo in un’unica direzione comune. E l’Italia a che punto è? Bene, per definire con sottile ironia a che punto siamo noi, vorremmo citare le parole del segretario generale dell’Agcom, Roberto Viola, riportate sul “Corriere delle Comunicazioni” in data 09 marzo 2012: “Il testo presentato dall’Autorità cerca un giusto equilibrio tra le istanze del popolo della rete e le istanze degli autori, entrambi meritevoli di attenzioni”. Ora, è assolutamente inaccettabile che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni debba scendere a compromessi solo perché “intimidita dalla massa”. La “massa” esiste anche in Francia e in Spagna, eppure a nostro avviso non sembra che in quegli Stati si sia giunti a dei veri e propri compromessi per salvaguardare entrambe le parti. Questo perché è fuori di ogni discussione che una parte (ossia quella degli autori, nella quale noi siamo fermamente schierati) non chiede altro che la difesa della legalità, mentre l’altra (ossia quella della massa) identifica la libertà offerta dal web con la “libertà di rubare”, ossia di violare sistematicamente il diritto d’autore, compiendo il furto della proprietà intellettuale.

    Alla luce di tutto ciò, alla luce dell’ecatombe delle videoteche private e dei quasi 1000 dipendenti di Blockbuster Italia (la maggior parte di età compresa tra i 20 e i 30 anni) che a partire dal mese corrente perderanno il proprio lavoro, considerando che le videoteche non hanno mai chiesto contributi statali (a differenza di tante altre categorie), quello che noi chiediamo è che venga almeno esercitata la dovuta pressione da parte del Governo, affinchè si possa contrastare efficacemente il problema della pirateria audiovisiva online e affinchè venga garantita la legalità della Rete!
    non+autenticato
  • ... e fu così che il successivo blitz di controlli della guardia di finanza, il buon Monti lo scatenò contro le poche videoteche rimasteA bocca aperta
  • - Scritto da: Joe Tornado
    > ... e fu così che il successivo blitz di
    > controlli della guardia di finanza, il buon Monti
    > lo scatenò contro le poche videoteche rimaste
    >A bocca aperta

    MAGARI !!! Sorride - anche se ormai sarebbe come sparare alla croce rossa -
    Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • Voi chiedete di tutelare un tipo di impresa morto.

    Gli incassi non ci sono più non perchè i pirati ve li portano via, ma perchè noi utenti non vogliamo darveli: e non vi diamo soldi perchè non servite più. Non offrite più alcun servizio utile.

    I dipendenti che hanno perso il lavoro, lo hanno perso perchè nessuno (nè le aziende, nè le case cinematografiche, nè gli utenti) era disposto a pagare per permettere loro di continuare a farlo. Come ti aspetti che le cose cambino?

    Chi non è capace di adattarsi al cambiamento, non viene tutelato: si estingue. Così hanno fatto i dinosauri, così hanno fatto i mammut. Così farete voi, se non vi saprete trasformare in altro.
    non+autenticato
  • Siete i soliti 4 gatti che scrivete qua dentro. La lettera è questa e nessuno vi chiede di firmare. Puo' essere invece che a qualcuno interessi. Cosa avete da commentare?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Carlo
    > Siete i soliti 4 gatti che scrivete qua dentro.
    > La lettera è questa e nessuno vi chiede di
    > firmare. Puo' essere invece che a qualcuno
    > interessi. Cosa avete da
    > commentare?

    Intanto noi commentiamo tutto quello che vogliamo, dopodichè perchè hai postato questa lettera su PI? Pensi forse di intimorire qualcuno? Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • - Scritto da: Seti
    > - Scritto da: Carlo
    > > Siete i soliti 4 gatti che scrivete qua dentro.
    > > La lettera è questa e nessuno vi chiede di
    > > firmare. Puo' essere invece che a qualcuno
    > > interessi. Cosa avete da
    > > commentare?
    >
    > Intanto noi commentiamo tutto quello che
    > vogliamo, dopodichè perchè hai postato questa
    > lettera su PI? Pensi forse di intimorire
    > qualcuno?
    > Rotola dal ridere
    Non credo, molto più provabile che voglia solo difendere il suo lavoro, tu potresti fare la tua parte, pur curando i tuoi interessi, potresti avere più rispetto per il lavoro altrui.
    non+autenticato
  • Come puoi aspettarti il rispetto, se non hai fatto altro che insultarci? Carlo, in particolare, non ha scritto un solo messaggio senza insultare. Tu come avresti risporto?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Allibito

    > Non credo, molto più provabile che voglia solo
    > difendere il suo lavoro, tu potresti fare la tua
    > parte, pur curando i tuoi interessi, potresti
    > avere più rispetto per il lavoro
    > altrui.

    Il vostro non e' lavoro.
    Voi siete solo dei bottegai parassiti che non producete, non vendete, non offrite alcun servizio.

    Quindi chiudete alla svelta e liberate i locali per qualche attivita' piu' utile!
  • > Siete i soliti 4 gatti che scrivete qua dentro.

    Effettivamente, in pochi perdiamo tempo così. Tanti altri, dopo la loro tranquilla giornata di lavoro, studio o qualsiasi altra attività, la sera s'attaccano a eMule, o a Sky, o alle trasmissioni DVB-T, o a qualunque altra cosa ... che non sia una videoteca !

    > La lettera è questa e nessuno vi chiede di
    > firmare. Puo' essere invece che a qualcuno
    > interessi.

    Si, a qualcuno che vorrebbe fare la cresta sulle spese di spedizione. Sbaglio, o già successe anni fa una cosa simile, tra di voi ?


    Cosa avete da
    > commentare?

    Se non vuoi che commentiamo, non scrivere !
  • - Scritto da: Carlo
    > Siete i soliti 4 gatti che scrivete qua dentro.
    > La lettera è questa e nessuno vi chiede di
    > firmare. Puo' essere invece che a qualcuno
    > interessi. Cosa avete da
    > commentare?
    Infatti qua dentro sono solo quattro gatti.
    Gli altri sono tutti a fare la fila in videoteca !

    A bocca aperta
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