Mauro Vecchio

PayPal volta pagina sui libri proibiti

Brusca frenata sulle policy relative alle tipologie di contenuti autorizzati sui canali di micropagamento. Saranno bandite solo le immagini pedopornografiche o di stupro, dopo lo scontro con l'editore statunitense Smashwords

Roma - C'è chi aveva ricordato il famoso indice dei libri proibiti, dopo lo scontro tra i vertici di PayPal e quelli di Smashwords, editore statunitense specializzato nella distribuzione di libri in formato elettronico. La piattaforma di pagamento è ora tornata sui suoi passi, annunciando una significativa revisione delle policy relative alle varie tipologie di contenuti autorizzati.

"Prima di tutto, focalizzeremo le nostre policy solo sugli ebook che contengono immagini potenzialmente illegali - hanno spiegato i responsabili di PayPal in un post apparso sul blog ufficiale - e non sui libri elettronici che si limitano al solo testo". Seguendo le attuali leggi statunitensi, PayPal continuerà a non autorizzare lo sfruttamento dei suoi canali per la vendita di materiale a sfondo pedopornografico.

O comunque tutti quei libri che contengono testo o immagini oscene di stupri, incesti e bestialità. "In aggiunta, le nostre policy si concentreranno su singoli libri e non su intere categorie", si puntualizza nel post di PayPal. In altre parole, la piattaforma non obbligherà i distributori a rimuovere intere collane di ebook. Soltanto quei testi in evidente violazione delle condizioni d'uso stabilite dalla società statunitense.
I vertici di Smashwords avevano cercato di trovare un accordo con PayPal per evitare la chiusura dell'account. La stessa piattaforma a stelle e strisce aveva avvertito l'editore: i libri osceni sono banditi dai canali di pagamento su segnalazione di istituti bancari e società di credito partner. Ma i vertici di Visa e Mastercard hanno sottolineato come la vendita di contenuti erotici legali non sia affatto bandita.

Soddisfazione da parte degli attivisti di Electronic Frontier Foundation (EFF): la tutela della libertà d'espressione passerebbe anche attraverso intermediari del web come PayPal. Resta però in piedi un dubbio: le nuove policy annunciate sono davvero frutto della volontà di proteggere la Costituzione? O un tentativo in extremis di recuperare un'immagine macchiata dalla diffusione planetaria del caso Smashwords?

Mauro Vecchio
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15 Commenti alla Notizia PayPal volta pagina sui libri proibiti
Ordina
  • Il concetto su cosa è moralmente accettabile o no
    adesso viene deciso da istituti finanziari invece che da un parlamento democraticamente eletto ?
    Siamo a buon punto
    non+autenticato
  • Oggi
    >"O comunque tutti quei libri che contengono testo o immagini oscene di stupri, incesti e bestialità."

    Ieri
    >Gli ebook venduti online da Smashwords conterrebbero infatti materiale osceno, appartenente ad alcune categorie di contenuti non graditi a PayPal. Ad esempio rappresentazioni di bestialità, stupro o incesto.

    Dove sarebbe la "retromarcia"? Nel fatto che si sono schiantati?
    non+autenticato
  • Il vero problema che emerge da questa situazione è che non esistono intermediari alternativi a Paypal, validi a livello internazionale. E` un monopolio di fatto, e come tale andrebbe controllato per eventuali abusi di posizione dominante.

    Il problema è che in USA sono anche più bigotti, e quindi gli avrebbero dato ragione...
    Shu
    1232
  • Si questo è il vero problema, concordo appieno.
    E' talmente evidente il regime di totale monopolio
    che i signori di Paypal possono pure permettersi
    di decidere cosa i loro clienti possano fare o meno
    con i loro soldi e se possono o non possono
    comperare un tale bene o servizio e questo per
    motivi a etici/religiosi/morali del tutto arbitrari
    e opinabili.
    Se non è abuso di posizione dominante questo allora
    non so propio cosa lo sia.
  • contenuto non disponibile
  • A perte che di odio per quel che hai fatto a wikileaks, però scusami ma questa:

    O comunque tutti quei libri che contengono testo o immagini oscene di stupri, incesti e bestialità. "In aggiunta, le nostre policy si concentreranno su singoli libri e non su intere categorie", si puntualizza nel post di PayPal. In altre parole, la piattaforma non obbligherà i distributori a rimuovere intere collane di ebook. Soltanto quei testi in evidente violazione delle condizioni d'uso stabilite dalla società statunitense.

    Tralasciando la pedopornografia in se (vale anche per i lolicon e gli shota?), Fare un testo o delle immagini che narrano incesti o sturpi, non mi risulta siano vietati in occidente o almeno cosi credo, idem per le "bestialità" (uno che sodomizza una pecora?).

    Ma a parte anche questo, paypal, mi vuole dire che libro posso vendere o meno ?
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: Sgabbio

    >
    > Ma a parte anche questo, paypal, mi vuole dire
    > che libro posso vendere o meno
    > ?

    Ancora una volta con le scuse piu' bieche si pretende di mantenere un potere censorio.
    Tutto quello che puo' dare fastidio a chi ha il potere di censurare, viene censurato.

    Perche' un film come "Arancia meccanica" puo' essere visto, e un libro di argomento analogo no?

    E se le foto del libro rappresentano effettivamente immagini oscene di bestialita' varie, perche' si vuole impedire il diritto di cronaca documentata?
    La rete e' gia' oggi piena di bestialita': basta cercare i filmati su youtube prodotti dai soldati in missione in medio oriente.
  • Penso che però sia difficile concedere la libertà più assoluta in questo campo... Accetteresti, per esempio, che su Youtube postassero video di torture? Io no.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Polemik
    > Penso che però sia difficile concedere la libertà
    > più assoluta in questo campo... Accetteresti, per
    > esempio, che su Youtube postassero video di
    > torture? Io
    > no.

    Dipende se le torture siano finte o vere.
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: Polemik
    > Penso che però sia difficile concedere la libertà
    > più assoluta in questo campo... Accetteresti, per
    > esempio, che su Youtube postassero video di
    > torture? Io
    > no.

    Dipende da chi torturano...:D
    Comunque, fatti un bel giro sul web, ed altro che torture! Ci sono certi siti indonesiani che ne postano di nefandezze...
  • - Scritto da: Polemik
    > Penso che però sia difficile concedere la libertà
    > più assoluta in questo campo... Accetteresti, per
    > esempio, che su Youtube postassero video di
    > torture? Io
    > no.

    Scusa, ma metti che uno scopre qualcosa tipo le torture di Abu Ghabri. Quale miglior mezzo se non youtube per farle conoscere al mondo? Mica vengono messe per divertimento.

    Invece continuiamo a vietare, vietiamo di riprendere col cellulare gli atti di bullismo, gli insegnanti che si comportano male, così come hanno vietato nelle basi americane di fare riprese non autorizzate col cellulare.
    Occhio non vede cuore non duole?
    non+autenticato
  • Se le postano, danno la colpa alla piattaforma che ha ospitato il video, come complice.... "vivi down dice nulla?"
    Sgabbio
    26177
  • - Scritto da: Polemik
    > Penso che però sia difficile concedere la libertà
    > più assoluta in questo campo... Accetteresti, per
    > esempio, che su Youtube postassero video di
    > torture? Io
    > no.

    Spero tu stia scherzando.
    Certo che sì, un video di torture è doveroso mostrarlo. Ovviamente con i ragionevoli controlli per evitare che ci si capiti per sbaglio. Ovviamente con i ragionevoli controlli per evitare che ci sia chi tortura per vendere il video.

    Ma il crimine è torturare, non vendere il video. Quindi:
    - Impedire la vendita del video è utile solo in quanto frena la tortura, non a priori.
    - Non ha senso vietare qualcosa di non reale, libri, animazioni, torture recitate.

    Il punto è un altro.

    Youtube è una piattaforma. Non ha controllo editoriale diretto, ma può scegliere liberamente il suo target. Se vuole mostrare solo Lolcats e Bambini ciccioni che cadono dalle scale, e non mostrare materiale che possa infastidire qualche demografico, è liberissimo di farlo.
    Allo stesso modo però in cui una diversa piattaforma può invece basare il suo business esclusivamente su video erotici, e vietare i bambini ciccioni, o su contenuti raccapriccianti. Questi ultimi non mi interessano particolarmente, ma se non fanno male a nessuno, se sono libri, animazioni, pezzi recitati, fatti loro.

    Questa scelta editoriale però non è di Paypal. Paypal è un mezzo, non ha potere editoriale su come spendo i miei soldi, non più di quanto la banconata da 50€ non mi può guardare male se vado al ristorante anche se sono a dieta. I mezzi, come il servizio Internet o il servizio bancario o il trasporto postale o stradale, devono essere neutrali al contenuto. L'unica garanzia che devono fornire è di aiutare in pieno le forze dell'ordine, sotto mandato di un giudice, nel momento in cui questo decida che io abbia commesso un reato. Ma non sono giudici della morale.
    non+autenticato
  • Come anche altri, sei fuori dal seminato.

    PayPal mette a disposizione uno strumento di pagamento, e come tale deve essere neutrale e tenersi al di fuori degli oggetti della transazione.

    Forse Amex, Diners, Visa o Mastercard vanno a sindacare su ciò che sta comprando chi paga? No, giusto? E nemmeno l'IPSZ, no? La stessa regola deve valere per PayPal.

    Va rifiutata sempre e comunque, da parte di tutti, questa recente tendenza a considerare responsabile l'intermediario per tutto ciò che succede su internet, così come va rifiutata la tendenza dell'intermediario a farsi i fatti che non lo riguardano.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Provocatore gratuito
    > Forse Amex, Diners, Visa o Mastercard vanno a sindacare su ciò che sta comprando chi paga?

    Strano ma vero, sì.

    Oh, mettiamo i puntini sulle i: Visa etc. non andrà a sindacare sul fatto che tu o io ci siamo abbonati a interracialcumshots.com (l'ho appena inventato, non ci andate), ma allo stesso tempo, per fare un esempio di cui ho conoscienza diretta, Visa vuole avere l'ultima parola sull'accettabilità dei contenuti del sito per adulti in questione, a prescindere se chi poi processa le transazioni per gli abbonamenti lo abbia già approvato o meno, e qui possono succedere episodi surreali.
    non+autenticato