Gabriele Niola

WebTheatre/ La nuova TV musicale è sul Tubo

di G. Niola - Warner ripensa se stessa nel mondo della Rete. Con una programmazione completa, quasi televisiva, trasmessa online su YouTube

Roma - Warner Music era la major rinnegata, quella che non voleva fare accordi con YouTube, la più accanita sulla rimozione delle clip di sua proprietà e che infine non ha preso parte a Vevo, il canale creato dalle sue tre sorelle (EMI, Sony e Universal), in cui caricano i video ufficiali dei propri artisti ricevendone il giusto compenso.
Appurato che questa Internet non è una moda, che i canali che una volta avevano l'esclusiva sulla videomusica (MTV in testa) si stanno gradualmente dedicando ad altro e che YouTube stesso è il luogo principale della rete nel quale le persone ascoltano musica, Warner torna alla carica e con stile.

The Warner SoundHa debuttato così l'altroieri The Warner Sound, il canale ufficiale di Warner Music sul Tubo. Ma stavolta la parola "canale" non va intesa nel senso moderno datogli da YouTube, quanto in quello più antico datogli dalla televisione. Warner ha infatti intenzione di riempire The Warner Sound di contenuti con una regolarità e una frequenza che sanno di battagliero. Ha messo a capo della nuova divisione Ocean MacAdams, che è stata vicepresidente editoriale di Mtv News e poi vicepresidente della programmazione a Current TV, ha messo sotto contratto per show televisivi alcuni dei suoi musicisti come CeeLo Green (dei Gnarls Barkley), Regina Spektor, Diggy e Cody Simpson, ha già stilato una lista di format per programmi che vedranno la luce quanto prima e ha dato il calcio d'inizio con le dirette dal South by Southwest Festival di Austin (un evento che incrocia cinema, intrattenimento e musica diventato molto hip negli ultimi anni e in cui suonano Ed Sheeran, Gary Clark Jr., Kimbra, Theophilus London ecc.).

Ora che i primi programmi sono online l'impresa è chiara: superare a destra l'idea di videoclip. Non che non ci sia posto su The Warner Sound, è probabile che anche quelli verranno ospitati, ma non saranno il contenuto vero. Per come è stato annunciato, e per quello che è possibile vedere già ora, the Warner Sound non vuole dare una nuova destinazione ai video musicali ma ai format televisivi sulla musica pensati per un nuovo mezzo.
Il videoclip nasce per promuovere una canzone sul mezzo televisivo e finisce per essere uno strumento di continua ridefinizione dell'identità del musicista. Perché la musica, almeno quella popolare, è da sempre definizione di un'identità, appartenenza ad un gruppo, una moda, un movimento e nei casi migliori ad un'idea (magari anche alta). I videoclip negli ultimi 30 anni sono stati lo strumento migliore per mostrare le identità dei musicisti, sia nei casi migliori che in quelli peggiori.
Ora The Warner Sound mira a creare contenuti diversi che facciano lo stesso, indispensabile, lavoro: dare ad un musicista valori che la sua musica in sé non possiede o confermare e rafforzare quelli che già ha. In un'epoca in cui tutto è disintermediato e in cui l'utente va a prendere quello che vuole da solo, senza bisogno di qualcuno che filtri (e la musica è stato uno dei primi mondi a subire questo processo), Warner trova una maniera per rimettersi al centro, trovare un nuovo senso per se stessa. Se i dischi si fanno in casa e si distribuiscono in autonomia, il canale The Warner Sound sarà un veicolo determinante per produrre show di qualità, che non si potrebbero fare in casa.

Di fatto si vedranno così le più canoniche interviste e i soliti speciali tv, ma anche documentari, backstage, eventi live, serie animate, di finzione e "roba più sperimentale" (almeno stando a quanto promesso). Più nello specifico, tra le prime promesse c'è una serie chiamata Staged che mette in scena (come fossero webserie) i testi delle hit degli artisti Warner e una chiamata The live room che si muoverà nelle sale di registrazione con stile documentaristico.
Quello che è auspicabile è che si vedano prodotti che, come i videoclip, sappiano essere diversi a seconda dell'artista che è al centro e che riescano a parlare di lui e aggiungere valore a quell'universo semantico creato a partire dalla musica.

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