Alfonso Maruccia

Lo strano caso di Anonymous OS

Circola una distro Linux, ricavata da Ubuntu, ripiena di strumenti pensati per l'hacking spicciolo. Ma la voce ufficiale (?) del collettivo mette in guardia: non è roba nostra, dicono

Roma - Nuova iniziativa di Anonymous, il collettivo di hacktivisti sempre al centro della scena quando si parla di sicurezza, hacking etico (e non solo), e argomenti correlati: questa volta l'organizzazione senza organizzazione ha distribuito nientemeno che il suo proprio "sistema operativo", chiamato piuttosto prevedibilmente Anonymous-OS.

Com'è facile intuire, Anonymous OS è nient'altro che una distro Ubuntu con interfaccia utente MATE e personalizzata per obiettivi specifici dell'azione hacktivista spicciola, vale a dire hacking, cracking di password, simulazione di attacchi DDoS a siti Web e via elencando.

Evidentemente pensato per facilitare la diffusione del "germe hacktivista" tra utenti comuni e script-kiddie che vogliono giocare a fare gli hacker, Anonymous OS viene distribuito con la specifica avvertenza che si tratta di un tool realizzato "per scopi educativi" e che un suo uso improprio potrebbe portare lo smanettone della domenica dritto in prigione.
Ma il progetto Anonymous OS contiene un profilo di rischio ancora più inquietante, legato alla trasformazione del movimento in qualcosa di inafferrabile e refrattario dopo la capitolazione del gruppo di elite che reggeva le fila delle operazioni hacktiviste di più alto profilo.

Il nome Anonymous è già stato sfruttato dai cyber-criminali per diffondere il famigerato trojan Zeus, e il feed Twitter di AnonOps (la cosa che più si avvicina a un canale per le comunicazioni ufficiali del collettivo) ha prontamente definito il nuovo Ubuntu hacker-centirco "un fake ripieno di trojan". Non esattamente un invito entusiastico ad avviare il download della distro.

Alfonso Maruccia
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