Gabriella Tesoro

Il monologo anti-Apple, quasi tutto falso

Raccontava nei suoi spettacoli di aver conosciuto le dure condizioni di lavoro degli operai cinesi Foxconn. Un giornalista verifica la sua storia, e lo smentisce

Roma - L'episodio di This American Life che denunciava le condizioni lavorative degli operai della Foxconn è una bufala. A riferirlo è stato lo stesso Ira Glass, conduttore del programma. In quella puntata, andata in onda il 6 gennaio, è stata trasmessa una versione riadattata di 39 minuti di The Agony and the Ecstasy of Steve Jobs, uno spettacolo teatrale scritto e interpretato da Mike Daisey (un attore da tempo noto per i suoi monologhi di denuncia sulla Foxconn) in cui vengono descritte le pessime condizioni in cui versano i lavoratori dell'azienda fornitrice di Apple. Ebbene Daisey, che racconta di aver visitato direttamente una fabbrica a Shenzhen che produce iPad e iPhone, si sarebbe inventato (quasi) tutto.

La puntata, diventata la più popolare nella storia del programma grazie a quasi un milione di contatti, è stata ritirata perché non è possibile verificarne la veridicità. Ira Grass si è preso le proprie responsabilità e si è detto "inorridito per aver permesso una cosa simile su una radio pubblica". Il conduttore, "profondamente rammaricato", ha inoltre sottolineato che non aveva alcun motivo per dubitare di Daisey: "Non pensavamo che stesse mentendo a noi e al pubblico sui dettagli della sua storia. ╚ stato un errore".

Mike Daisey è diventato una "celebrità" grazie ai duri attacchi ad Apple. I suoi monologhi, messi in scena in diversi teatri statunitensi, sono tutti incentrati sulle dure condizioni di lavoro degli operai della Foxconn, fattore che avrebbe verificato con i suoi stessi occhi. Ma le bugie hanno le gambe corte e le versioni di Daisey trasmesse da This American Life sono state notate da Rob Schmitz, un giornalista del programma radiofonico "Marketplace", che vive a Shanghai e che conosce (veramente) la questione Foxconn. Schmitz ha notato che alcuni racconti non potevano essere veri.
In primo luogo, Daisey afferma nel suo monologo che le guardie di sicurezza dell'impianto sarebbero armate, ma in Cina solo la polizia e l'esercito sono autorizzati a possedere armi. In secondo luogo l'attore dichiara di aver incontrato un gruppo di operai che, in seguito a un incidente, erano rimasti avvelenati da una particolare sostanza chimica, ma l'episodio in questione sarebbe avvenuto in un'altra fabbrica (distante, tra l'altro, migliaia di chilometri), non a Shenzhen. Non solo. Daisey racconta di aver incontrato lavoratori minorenni e di aver mostrato per la prima volta un iPad a un operaio che era rimasto gravemente ferito a una mano mentre li lucidava.

Schmitz è riuscito a rintracciare l'interprete che avrebbe accompagnato Daisey a Shenzhen. La donna ha confermato che l'attore si è recato alla fabbrica di Foxconn, ma avrebbe visitato appena tre stabilimenti e non una dozzina, come racconta nel monologo. Le guardie non hanno armi, non c'è stato nessun incontro con operai intossicati, né con lavoratori che hanno perso gli arti, né tantomeno con minorenni. L'interprete difatti ha sottolineato che molte operaie potevano essere scambiate per adolescenti, ma è dovuto alle caratteristiche somatiche dei cinesi. Insomma, nella migliore delle ipotesi si tratterebbe di realtà romanzata: nella peggiore, di malafede.

Il diretto interessato, Mike Daisey, non sembra affatto pentito e nel suo blog dichiara che il suo mestiere non consiste nel fare "giornalismo", ma "teatro", e pertanto un attore utilizza strumenti diversi da quelli di This American Life.

Gabriella Tesoro
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10 Commenti alla Notizia Il monologo anti-Apple, quasi tutto falso
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  • Ma non poteva limitarsi a parlare male di Dio come hanno fatto tanti altri comici?

    Perché dico questo? Perché stranamente, Dio non è mai venuto a smentire nessuno...Sorride

    Come nessuno dalle istituzioni religiosi può venire a smentire o criticare nessun comico.

    iRoby
    9509
  • Eccolo qua, il marketing apple, che con tutta la potenza dei miliardi di liquidita' a disposizione crede di poter nascondere i morti della Foxconn sotto un tappeto, solo perche' ha trovato un comico compiacente a trasformare la tragedia in farsa.
  • - Scritto da: panda rossa
    > Eccolo qua, il marketing apple, che con tutta la
    > potenza dei miliardi di liquidita' a disposizione
    > crede di poter nascondere i morti della Foxconn
    > sotto un tappeto, solo perche' ha trovato un
    > comico compiacente a trasformare la tragedia in
    > farsa.

    se non puoi mentire, falli divertire: dimenticheranno da soli.
    non+autenticato
  • pensa alla Thyssen va...
    MeX
    16902
  • - Scritto da: panda rossa
    > solo perche' ha trovato un
    > comico compiacente a trasformare la tragedia in
    > farsa.

    Chi Apple ?

    Ma almeno capisci quello che leggi (se lo leggi)
    non+autenticato
  • Il diretto interessato, Mike Daisey, non sembra affatto pentito e nel suo blog dichiara che il suo mestiere non consiste nel fare "giornalismo", ma "teatro".

    A questo punto allora qualcuno potrebbe anche prendersi la briga di fare uno spettacolo di teatro in cui si racconta che Mike Daisey è un noto assassino e stupratore... tanto è "teatro", mica giornalismo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Illegale
    > Il diretto interessato, Mike Daisey, non
    > sembra affatto pentito e nel suo blog dichiara
    > che il suo mestiere non consiste nel fare
    > "giornalismo", ma
    > "teatro".

    >
    > A questo punto allora qualcuno potrebbe anche
    > prendersi la briga di fare uno spettacolo di
    > teatro in cui si racconta che Mike Daisey è un
    > noto assassino e stupratore... tanto è "teatro",
    > mica giornalismo.

    Un attore ti tirerebbe fuori la storiella della licenza artistica per giustificare tutta questa marea di bufale o fud che dir si voglia, io semplicemente lo chiamo businness spudorato visto che è facile fare notizia (e botteghino visto che di questo si tratta) con argomenti scandalistici di moda come foxconn e apple.
    mura
    1754
  • - Scritto da: Illegale
    > Il diretto interessato, Mike Daisey, non
    > sembra affatto pentito e nel suo blog dichiara
    > che il suo mestiere non consiste nel fare
    > "giornalismo", ma
    > "teatro".

    >
    > A questo punto allora qualcuno potrebbe anche
    > prendersi la briga di fare uno spettacolo di
    > teatro in cui si racconta che Mike Daisey è un
    > noto assassino e stupratore... tanto è "teatro",
    > mica
    > giornalismo.

    Per la verita' NON regge molto questo discorso.

    SE l'incipit dell'articolo e' vero ( puntata, andata in onda il 6 gennaio, è stata trasmessa una versione riadattata di 39 minuti di The Agony and the Ecstasy of Steve Jobs, uno #spettacolo teatrale# scritto e interpretato da Mike Daisey (un attore da tempo noto per i suoi monologhi di denuncia sulla Foxconn) in cui vengono descritte le pessime condizioni in cui versano ) quella a quale dare un calcio nei coglioni e' la conduttrice di American Life, NON l'attore.   Se al TG1 mandano in onda uno spezzone di "Gomorra" ,non e' che ce la possiamo prendere con gli attori, se il contenuto non e' giornalisticamente vero (ma ha solo delle verosimiglianze). PS: niente battute sulla qualita' del TG1Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > - Scritto da: Illegale
    > > Il diretto interessato, Mike Daisey, non
    > > sembra affatto pentito e nel suo blog dichiara
    > > che il suo mestiere non consiste nel fare
    > > "giornalismo", ma
    > > "teatro".

    > >
    > > A questo punto allora qualcuno potrebbe anche
    > > prendersi la briga di fare uno spettacolo di
    > > teatro in cui si racconta che Mike Daisey è un
    > > noto assassino e stupratore... tanto è "teatro",
    > > mica
    > > giornalismo.
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    > Per la verita' NON regge molto questo discorso.
    >
    > SE l'incipit dell'articolo e' vero ( puntata,
    > andata in onda il 6 gennaio, è stata trasmessa
    > una versione riadattata di 39 minuti di The Agony
    > and the Ecstasy of Steve Jobs, uno #spettacolo
    > teatrale# scritto e interpretato da Mike Daisey
    > (un attore da tempo noto per i suoi monologhi di
    > denuncia sulla Foxconn) in cui vengono descritte
    > le pessime condizioni in cui versano ) quella a
    > quale dare un calcio nei coglioni e' la
    > conduttrice di American Life, NON l'attore.   Se
    > al TG1 mandano in onda uno spezzone di "Gomorra"
    > ,non e' che ce la possiamo prendere con gli
    > attori, se il contenuto non e' giornalisticamente
    > vero (ma ha solo delle verosimiglianze). PS:
    > niente battute sulla qualita' del TG1
    >Sorride
    OK, però una cosa è fare uno spettacolo sulle pessime condizioni della vita in fabbrica di un ipotetica società, magari basandolo in parte su qualcosa di vero, un'altra è sfruttare il nome di una società veramente esistente e spacciare lo spettacolo come qualcosa di vero.