Alfonso Maruccia

Scacchi e cruciverba, computer e bari

Algoritmi creati per smascherare i bari che usano i computer per vincere nelle gare scacchistiche ufficiali, ma anche per tentare di battere l'uomo nel comporre cruciverba. Senza successo

Roma - Il computer vince sull'uomo nelle partite di scacchi, ma l'uomo può rifarsi sull'uomo barando: usando un computer, un sistema di comunicazione nascosto e quant'altro. Per tentare di smascherare i bari nelle competizioni ufficiali, il professore dell'Università di Buffalo Kenneth W. Regan ha realizzato un software capace di analizzare le mosse dei giocatori.

Il sistema di Regan è in grado di analizzare gli schemi delle singole partite verificando se corrispondono a comportamenti umani o meno. Lo studioso ha messo insieme un database di centinaia di migliaia di partite giocate dal 19esimo secolo in poi, e sostiene che il modo di giocare di una macchina è riconoscibile rispetto a quello di un essere umano.

Quello delle partite a scacchi truccate è un ambito relativamente giovane, e in genere un giocatore umano fa uso di un computer e relativo software scacchistico per battere l'avversario. Famoso a tale riguardo il caso del 2006 divenuto noto come "Toiletgate", dove il giocatore Vladimir Kramnik venne accusato di consultare un computer nascosto nel bagno.
Laddove non c'è trucco, non c'è inganno e non c'è (ancora) un vincitore assoluto fatto di silicio e bit è nel gioco dei cruciverba, e in particolare nell'American Crossword Puzzle Tournament svoltosi recentemente a New York: contro i giocatori umani competeva "Dr. Fill", algoritmo creato dall'ideatore dei cruciverba per il New York Times e specificatamente pensato per l'obiettivo di risolvere i giochi di parole incrociate. Risultato: Dr. Fill ha perso 140 a zero.

Alfonso Maruccia
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