Mauro Vecchio

LulzSec, il ritorno?

Un video su YouTube annuncia il clamoroso rientro del celebre collettivo hacker. Pesce d'aprile? Nel frattempo, i membri fin qui stanati dalla polizia devono affrontare il tribunale

Roma - Ad annunciarlo è stato un video di circa tre minuti apparso tra i vasti meandri di YouTube: il ritorno in grande stile del celebre collettivo hacker LulzSec, programmato per il prossimo 1 aprile. Quasi impossibile escludere la classica beffa del pesce, soprattutto dopo l'arresto dei leader del movimento fuoriuscito da Anonymous.

"È semplicemente ridicolo credere che l'arresto dei sei membri principali di LulzSec possa fermarci - spiega una placida voce alterata dal computer - Non ci avete affatto fermato. Avete soltanto disgregato la fazione attiva". A seguire, le ormai proverbiali minacce contro le istituzioni, le banche, le agenzie governative dell'intero pianeta.

C'è chi ha subito collegato il clamoroso ritorno di LulzSec al cosiddetto Progetto Mayhem, nato per provocare un radicale "cambiamento sociale" con ripetuti attacchi nei confronti delle infrastrutture finanziarie dell'Occidente. Altri hanno invece tirato in ballo la recente offensiva di Anonymous contro il sito web del Vaticano.

L'Operazione Imperva ha infatti preso di mira l'omonima società specializzata in sicurezza informatica, finita nel mirino degli hacker dopo aver pubblicato un documento sulle tecnologie sfruttate da Anonymous per il dissenso cibernetico. Si tratta però di semplici indiscrezioni, dal momento che il video di LulzSec non è sceso nel dettaglio.

Il possibile ritorno sulle scene del collettivo ha comunque fatto notizia nell'universo web popolato dalle istituzioni di tutto il mondo. L'edizione 2012 del Data Breach Investigations Report di Verizon ha fatto registrare la sempre più insistente presenza degli hacktivisti nelle cyberoffensive.

Nel 2011, il 58 per cento degli attacchi informatici sarebbe generato dai vari collettivi come ad esempio Anonymous. Calano del 19 per cento gli attacchi fisici, mentre crescono quelli provenienti dall'esterno: addirittura il 98 per cento dei casi è attribuibile ad outsider (crimine organizzato, attivisti, ex dipendenti, hacker solitari).

Nonostante i numeri, le autorità britanniche sono pronte alla condanna del 25enne Ryan Ackroyd, accusato di aver attaccato con altri tre studenti i siti di CIA e SOCA. Legato al collettivo LulzSec, Ackroyd è stato rilasciato su cauzione, in attesa della nuova udienza fissata per il prossimo 11 maggio.

Mauro Vecchio
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