Alfonso Maruccia

BlueStacks, di alpha in beta

Disponibile una nuova versione del player di app Android per sistemi operativi Microsoft. Ora, con più canarini arrabbiati per tutti

Roma - Dopo sei mesi passati in stato di alpha, BlueStacks passa ora ufficialmente alla fase di sviluppo beta con una nuova release contenenti importanti novità. Il player di "app" Android su sistemi Windows supporta ora nuove funzionalità che estendono ulteriormente la compatibilità con le succitate applicazioni mobile.

Per chi proprio non può fare a meno di caricare una "app" per cellulare anche su sistemi operativi pensati per l'utilizzo su computer propriamente detti, BlueStacks converte gli input touch e dei sensori presenti negli smartphone in controlli impartibili tramite mouse e tastiera tradizionali.

La nuova release del player Android include in tal senso il supporto ai comandi tramite accelerometri, al touch "pinch-to-zoom" e soprattutto il supporto alle app create tramite Native Development Kit per sfruttare appieno le potenzialità hardware dei chippini ARM e relative GPU.
BlueStacks è ora in grado di "virtualizzare" l'hardware dei sistemi SoC e di sfruttare l'accelerazione GPU nativa dei PC x86, estendendo il supporto a quasi 450mila app del marketplace Android (Google Play) inclusi i pezzetti di codice più chiacchierati sulla scena mobile, come Angry Birds Space e Air Attack HD.

Alfons€o Maruccia
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3 Commenti alla Notizia BlueStacks, di alpha in beta
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  • xche dalla vecchia alpha (che non ho mai provato) sembrava fosse cloud-based ...
    non+autenticato
  • ma, in pratica, 'sti qua hanno aspettato che venisse ufficialmente rilasciato android per x86 per farlo girare a velocità accettabile?

    non è possibile virtualizzare una cpu arm su una cpu x86/x64 in modo nativo, in quanto il supporto dovrebbe stare dentro la cpu, quindi ho si fa tramite la ricompilazione jit (un esempio è pear pc) o si fa tramite l'interpretazione (un esempio è qemu)

    ho il vago dubbio che non facciano altro che usare internamente qemu per avere un sistema android su cui far girare tutto, anche perché rendere "compatibili" le librerie native compilate per arm senza passare da una ricompilazione e/o reinterpretazione è impossibile ... ma è anche impossibile eseguire una libreria per linux/android su windows in quanto sarebbe necessario avere su TUTTE le dipendenze ed avere poi un "ponte" tra le libc/libpthread/libm/libdl/e via dicendo ... e windows

    in pratica ... 'sti qua passano dalla virtualizzazione in x86 tramite, probabilmente, un software come qemu e non fanno altro che passare gli eventi che avvengono sul "frontend" direttamente al backend tramite un software che fa da ponte

    perché l'alternativa è che fanno la stessa cosa passando da un software di virtualizzazione/jitting/ricompilazione/interpretazione proprio ^^
    non+autenticato
  • mi sa che è un android x86 emulato e ti danno in bundle tipo i giochini con le lib x86 fatti fare appositamente. comunque molte app iniziano ad avere le librerie native anche per x86, quelle dalvik e basta vanno senza problemi