Mauro Vecchio

UK, McKinnon non rischia il suicidio

Lo specialista che tre anni fa aveva temuto per la vita dell'hacker scozzese ci ripensa. Il suo attuale stato di salute esclude la possibilità di un suicidio dopo l'estradizione negli Stati Uniti

Roma - Il suo attuale stato di salute mentale permetterebbe l'estradizione in terra statunitense, non essendoci un rischio concreto di suicidio. Il nuovo report medico del Professor Declan Murphy è arrivato come un macigno sulle speranze del noto hacker scozzese Gary McKinnon, da anni al centro di una tortuosa battaglia legale con il governo di Washington.

Affetto dalla sindrome di Asperger, McKinnon resta in attesa del segnale di via libera da parte del Segretario di Stato britannico Theresa May. Tre anni fa, era stato lo stesso Murphy a sottolineare come l'hacker scozzese rischiasse seriamente il suicidio se estradato negli States. Assolutamente bisognoso di un contatto costante con i medici specializzati in disturbi mentali.

Ma il trasferimento del professore ai vertici dell'Home Office d'Albione non è certo passato inosservato. Tre anni dopo quel primo referto, Murphy ha stabilito che McKinnon può tranquillamente sopportare l'eventuale estradizione in terra statunitense. Basterà tenerlo d'occhio e assisterlo con le cure del caso. (M.V.)
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