Claudio Tamburrino

RIM, trimestre amaro

Situazione seria: perdite, calo del fatturato, uscite ai piani alti e si vocifera altri licenziamenti. Non resta che sperare nella risurrezione di BB10 e del Playbook, anche se la dirigenza resta fiduciosa

UPDATE 18:45 - RIM ha precisato che non intende uscire dal mercato consumer, così come paventato dalle ricostruzioni fin qui effettuate. L'articolo è stato modificato di conseguenza.

Roma - RIM ha annunciato i risultati finanziari del quarto trimestre 2012. E non sono esattamente tutte rose e fiori.

L'azienda canadese ha registrato una perdita di 125 milioni di dollari (prima di eventuali rettifiche) su un fatturato di 4,2 miliardi di dollari, un calo del 19 per cento sul trimestre precedente e un risultato inferiore anche alle già deboli aspettative (che parlavano di 4,54 miliardi) degli osservatori, ma che prosegue il trend negativo che nell'ultimo anno ha visto i conti di RIM in via di peggioramento.
Negativi per RIM sono in particolare le performance degli smartphone BlackBerry: nel quarto trimestre ha spedito 11,1 milioni di dispositivi, un calo del 21 per cento rispetto ai tre mesi precedenti.

Nonostante tutte le ombre della trimestrale, il CEO Thorsten Heins ha cercato di esprimere ottimismo e si è detto "molto eccitato delle prospettivi della piattaforma BlackBerry 10": con essa RIM spera di rivitalizzare la sua offerta nella seconda metà del 2012 e per farlo apre alla possibilità di offrirla in licenza ad altri produttori hardware.

Mancano, tuttavia, nuove prospettive a breve periodo: il lavoro sulla nuova piattaforma non permette alla canadese di avere stime precise su quanti dispositivi attualmente in commercio sarà in grado di vendere nei prossimi mesi. Situazione che spinge gli osservatori e gli investitori a non nutrire ottimismo rispetto alla situazione: le azioni sono calate in Borsa in seguito all'annuncio della trimestrale.

La situazione, dunque, non sembra poter garantire sicurezze particolari nel prossimo periodo: per questo si parla di una ristrutturazione, di taglio dei costi. Che significa cambi al vertice e nuovi licenziamenti.

Per quanto riguarda la dirigenza, il ricambio è quasi un'epurazione: dopo le dimissioni dal ruolo di co- Chief Executive Officer (CEO) e co-presidenti del consiglio d'amministrazione della azienda del fondatore Mike Lazaridis e di Jim Balsillie, rimasti rispettivamente come vice presidente e membro del consiglio d'amministrazione, Balsillie ha lasciato del tutto l'azienda.
Oltre a lui lasciano poi anche David Yach, chief technology officer per il settore software, e Jim Rowan, chief operating officer per le operazioni globali: entrambi dirigenti con ruoli cruciali rispetto alla nuova piattaforma. A tal proposito Heins ha detto che sta rivedendo tutta la gerarchia dell'azienda perché "abbiamo identificato un livello di complessità che non è favorevole per il nostro business".

Ai cambi nei livelli dirigenziali seguono anche quelli strategici: secondo quanto riportato da HuffPost, RIM punterà maggiormente ai dispositivi mobile per i clienti business, pur senza abbandonare definitivamente il mercato consumer ora dominato da Android e iOS. Heins ha detto che progetta di "rifocalizzarsi sul business aziendale e capitalizzare sulla nostra posizione di leader in questo segmento": in ogni caso, dall'azienda fanno sapere che "La notizia che RIM possa uscire dal mercato consumer è assolutamente infondata", poiché "Nell'annunciare di focalizzare i nostri sforzi sui punti di forza, e quindi sulla base dei clienti business, siamo stati assolutamente chiari nel precisare che continueremo a costruire sui nostri punti di forza anche del segmento consumer".

Stando a RIM, "BBM, come anche la sicurezza e la flessibilità della nostra piattaforma" sarebbero vantaggi competitivi da non sottovalutare. Nell'anno fiscale 2013 appena iniziato BlackBerry 7 continuerà a costituire un tassello importante della strategia, anche lato consumer: "il successo passa dal creare una irresistibile offerta consumer - aggiunge l'azienda - Per ottenere questo obiettivo, incentiveremo in modo molto forte le vendite degli smartphone BlackBerry 7 per spingere il passaggio da prodotti BlackBerry più vecchi a quelli BlackBerry 7 e, d'altra parte, attraendo nuovi consumatori alla prima esperienza d'uso".

I prossimi mesi vedranno il debutto infatti di nuovi dispositivi BB7, soprattutto nella fascia entry-level: vengono anche paventate alcune partnership, probabilmente allo scopo di aumentare in modo significativo i contenuti fruibili attraverso la piattaforma BlackBerry, un requisito fondamentale per attirare l'attenzione dei consumatori.

Non a caso, Playbook resta per Heins una delle speranze per il futuro: il CEO parla della possibilità di attirare "fino ad un milione di clienti", anche se nell'ultimo quadrimestre ne sono stati distribuiti solo 550mila.

Claudio Tamburrino
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