Roma - I
dati sono stati diramati dai vertici di
PRS for Music, l'organizzazione che in terra britannica rappresenta gli interessi di 75mila artisti nel campo musicale. Nell'anno 2011 le
royalty in favore di compositori e songwriter sono aumentate del 3,2 per cento, lievitando ad una cifra complessiva di 635,3 milioni di sterline.
Profitti
maggiorati grazie all'esplosione delle piattaforme di distribuzione musicale online, dal colosso iTunes al servizio svedese Spotify.
Le royalty provenienti dal settore digitale sono infatti aumentate del 45 per cento rispetto al 2010, anche se per un valore non esattamente impressionante: poco più di 38 milioni di sterline.
Ma il CEO di
PRS for Music Robert Ashcroft ha sottolineato come le vendite su iTunes e Spotify riescano a bilanciare le perdite derivanti dal settore dei dischi fisici. Sempre in tema di royalty, gli artisti d'Albione hanno
fronteggiato un declino del 13,3 per cento nel 2011 sulle vendite dei CD, per un totale di 101 milioni di sterline.
(M.V.)