Grauso, riprendetevi i vostri nomecognome.it

L'imprenditore sardo ha iniziato la cancellazione dei domini composti da nome e cognome con desinenza .it. Non è tanto una risposta alle polemiche quanto un rischio per chi se ne dovrà occupare

Grauso, riprendetevi i vostri nomecognome.itRoma - Dopo settimane di polemiche, Nichi Grauso ha deciso di fare a meno dei numerosissimi domini nomecognome.it che aveva registrato. In una dichiarazione in cui conferma l'operazione di dismissione, l'imprenditore sardo ha dichiarato: "Ultimata la "provocazione (che era l'unico modo per far toccare con mano il problema alle "Autorità") stiamo procedendo a cancellare i domini composti da nomi e cognomi con desinenza .it (es. Maria de Filippi, Paolo ServentiLonghi, Cesare Romiti, ecc.).... E' chiaro comunque che, in caso di omonimia, pochi o molti italiani resteranno senza dominio.."

La mossa di Grauso, in una partita di scacchi nella quale sono venute in superficie le contraddizioni di un sistema mal governato e sotterrato da una liberalizzazione mal costruita, sembra quindi studiata per portare altri nodi al pettine. "Sarà interessante capire - ha detto ieri l'imprenditore a Punto Informatico - cosa ne faranno ora che cancelliamo questi domini".

Il problema dell'omonimia è centrale, perché nessuno ha stabilito chi possa reclamare diritti su un dominio composto dal proprio nome e cognome, visto che l'acquisizione dello stesso significherebbe sottrarlo ad altri omonimi che ne hanno ugual diritto. Di questo dovranno occuparsi Stefano Passigli, sottosegretario all'Innovazione, che ha annunciato il varo di una normativa specifica, e la Naming Authority a tutt'oggi in carica per la definizione delle regole di naming nei domini .it.
Grauso mantiene a sé, invece, per la sua operazione commerciale - che riguarda centinaia di migliaia di domini, solo 70mila dei quali con estensione .it - i domini del tipo "cognome.it". Questi, infatti, potranno tradursi in servizi web personalizzati per tutti gli italiani, per la realizzazione di domini come michele.bianchi.it piuttosto che franco.bianchi.it e via dicendo. Sempre che sia questo ciò a cui punta l'imprenditore sardo.
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