Mauro Vecchio

Aste online, non desiderare l'identitÓ d'altri

La Cassazione condanna un 40enne di Roma per aver sfruttato i dati anagrafici di una donna in modo da acquistare beni su un sito d'aste. La vittima si era ritrovata con gli avvisi di mora. Il nickname non elude la sostituzione di persona

Roma - "Rientra nel reato di sostituzione di persona la condotta di colui che crei e utilizzi un account di posta elettronica, attribuendosi falsamente le generalità di un diverso soggetto e inducendo in errore gli utenti della rete Internet, nei confronti dei quali le false generalità siano declinate e con il fine di arrecare danno al soggetto le cui generalità siano state abusivamente spese". ╚ quanto stabilito dai giudici della terza sezione penale della Corte di Cassazione, che hanno condannato un 40enne residente a Roma al pagamento di una sanzione pecuniaria di circa 1200 euro.

Il misterioso Andrea A. aveva infatti sfruttato i dati anagrafici di una donna per aprire un account di posta elettronica e creare un nickname su una non meglio specificata piattaforma di aste online.

Una vera e propria truffa - in concorso con un soggetto terzo - ai danni dell'inconsapevole vittima, che si era improvvisamente ritrovata con un fiume di avvisi di mora per il pagamento dei beni acquistati dall'uomo. Giunto in primo grado, Andrea A. si era difeso affermando di aver sfruttato i dati anagrafici solo ed esclusivamente per iscriversi al sito e dunque partecipare alle aste con un nome di fantasia.
Ma, sempre secondo la Cassazione, "la partecipazione ad aste online con l'uso di uno pseudonimo presuppone necessariamente che a tale pseudonimo corrisponda una reale identità, accertabile online da parte di tutti i soggetti con i quali vengono concluse le compravendite". In altre parole, l'uso di un nickname - che pure è legittimo quando si partecipa alle aste - non è sufficiente ad eludere una responsabilità penale.

Mauro Vecchio
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5 Commenti alla Notizia Aste online, non desiderare l'identitÓ d'altri
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  • Non mi sembra ci sia nulla da capire: come non posso assumere l'dentità di un altro nella vita reale, così non la posso assumere dietro ad un nickname di ebay per fregare il prossimo perchè sempre di resto si tratta, che cazzo!
    non+autenticato
  • Ho sentito questa notizia uno o due giorni fa nel tg... e ancora non ci ho capito nulla. Ma dico, santa paletta, se io mi registro su eBay col nick "alfonso maruccia" e compro una z4 senza pagarla, invece che venire dietro a me se la prendono col maruccia? Mah...
  • - Scritto da: ephestione
    > Ho sentito questa notizia uno o due giorni fa nel
    > tg... e ancora non ci ho capito nulla. Ma dico,
    > santa paletta, se io mi registro su eBay col nick
    > "alfonso maruccia" e compro una z4 senza pagarla,
    > invece che venire dietro a me se la prendono col
    > maruccia?
    > Mah...

    L'articolo non spiega niente.
    L'unica cosa che si intuisce e' che e' una sentenza italiana.
    Ma non si capisce se questo tizio sia italiano, se la donna ignara sia italiana e se il sito di aste sia pure italiano.

    Cioe', se io italiano, mi registrassi con dei dati anagrafici di un russo e partecipassi ad un'asta online di un sito australiano, che legge viene applicata?
  • > Cioe', se io italiano, mi registrassi con dei
    > dati anagrafici di un russo e partecipassi ad
    > un'asta online di un sito australiano, che legge
    > viene
    > applicata?

    L'articolo non è esplicito quindi si deduce che il tizio sia italiano e la tizia che si è presa i solleciti di pagamento sia pure italiana, quindi la legge che si viola è quella italiana, anche se chi dà i servizi può non essere su territorio italiano. Le cose si complicano un pò se uno dei soggetti non è di nazionalità del nostro Paese o in particolare non vi risieda.
    In sostanza però se il truffato è in Italia ed è cittadino italiano vi sarà una procedura che intanto lo dovrà salvaguardare e poi credo vi sia una rogatoria internazionale per perseguire il truffatore. (Suppongo poichè non sono un avvocato).
    Mi rimane però la perplessità di come possa essere facile combinare una truffa simile, visto che i pagamenti di solito si fanno con la PayPal o carta di credito con pagamento anticipato, salvo poi il recupero del credito in caso di mancato ricevimento della merce.
  • Una giusta sentenza, anche se la condanna per me e' troppo lieve, ma puo' rendersene conto solo chi e' stato vittima di una truffa. Sorride
    non+autenticato