Luca Annunziata

Lenovo si prende Lanci, nonostante Acer

Dopo le notizie di una vertenza dei vecchi datori di lavoro, l'azienda cinese ufficializza il reclutamento dell'ex-CEO della rivale taiwanese. Il suo ruolo sarÓ fondamentale per il mercato europeo

Roma - Se a inizio marzo erano circolate notizie sul ricorso al tribunale per fermare l'esodo, ora pare che Lenovo e Gianfranco Lanci si siano lasciati queste faccende alle spalle: ufficializzando l'ingresso di quello che un anno fa era il CEO di Acer nella scuderia di Pechino, con il ruolo di comandante in capo delle operazioni in Europa, Medioriente e Africa e l'obiettivo di rendere il marchio la terza potenza del Vecchio Continente entro il 2013.

Lanci era stato "dimesso" da Acer nel 2011 a causa dei contrasti tra la sua direzione e le opinioni del consiglio di amministrazione: la sua intenzione era spingere il marchio taiwanese verso il mobile (e dunque smartphone e tablet), intenzione non condivisa nella stanza dei bottoni. A posteriori, non è facile stabilire chi avesse realmente ragione: i risultati Acer non sono stati entusiasmanti, seppure in quadro generale non esaltante, ma è indubbio che quello dei soli PC sia un mercato che accusi più di altri la stagnazione dell'economia.

Già pochi mesi dopo la sua partenza, Lanci aveva iniziato a collaborare in qualità di consulente per Lenovo: una mossa piuttosto prevedibile, la sua competenza ne faceva un appetitoso bocconcino sul mercato ("a parametro zero", per usare la terminologia calcistica) per chiunque fosse in cerca di una strada per amplificare la propria importanza e il proprio peso nel mercato retail. Curiosamente, l'attenzione di Lenovo pare spiccatamente concentrata sui PC: ovvero, sin dal principio la collaborazione di Lanci era stata specificamente rimarcata come fondamentale per riuscire a ottenere maggiore considerazione dalla GDO in vista di una più ampia presenza dei prodotti cinesi (figli dell'acquisizione del comparto IBM) sugli scaffali dedicati ai consumatori al dettaglio.
Inutile aggiungere che la faccenda era finita in tribunale: Acer non aveva visto di buon occhio che il più profondo conoscitore della propria catena di fornitura, il punto forte del marchio taiwanese nel Vecchio Continente, finisse per regalare la propria competenza ed esperienza a un concorrente. Inevitabile finire in aula per discutere una clausola "non compete" (di "non concorrenza") che all'atto dell'uscita di Lanci dalla sua vecchia azienda proibiva di andare a prestare servizio in un altra dello stesso settore prima che fossero trascorsi 12 mesi.

Formalmente, l'annuncio della nomina a "SVP for the Europe, Middle East and Africa (EMEA)" di Lanci (in pratica un vicepresidente plenipotenziario nel Vecchio Continente) è arrivato questa settimana: ben oltre l'anno di scadenza del "non compete" il cui conto alla rovescia era terminato a fine marzo. Resta da vedere se Acer intederà impugnare anche questa nomina, ma sta di fatto che chiaramente Lanci e Lenovo pensavano a questa mossa da un po' e faranno di tutto per rendere realtà le promesse fatte nelle dichiarazioni di rito: 10 per cento del mercato in ciascuno delle prime dieci nazioni della regione, finire stabilmente sul podio dei marchi più venduti in Europa entro il 2013. Una possibilità neppure troppo remota, visto che già oggi Lenovo è al quinto posto, in costante ascesa e nella scia di HP, Acer, Asus e Dell.

Luca Annunziata