Claudio Tamburrino

Cassazione: no alle gogne mediatiche

La corte degli ermellini si occupa di diritto all'oblio: c'è l'obbligo di aggiornare costantemente gli archivi Web. Per non permettere che il passato giudiziario getti un'ombra sul presente di cittadini poi assolti

Roma - La Cassazione ha affrontato la questione del diritto all'oblio, riconoscendo una serie di obblighi a carico dei gestori di archivi e database. La Suprema Corte ricollega la questione al "diritto del cittadino a ricevere una completa e corretta informazione", e da questo principio deriva che non è "sufficiente la mera generica possibilità di rinvenire all'interno del mare di Internet ulteriori notizie", in particolare per quanto riguarda vicende giudiziarie.

A dirlo è la Terza sezione civile con la sentenza 5525: il caso prendeva in esame il ricorso presentato da Tiziano M. che chiedeva la rimozione dagli archivi storici del Corriere della Sera di una notizia risalente al 1993 che lo vedeva coinvolto in un'inchiesta giudiziaria conclusasi, successivamente all'articolo stesso, col suo proscioglimento: nonostante la conclusione del procedimento legale a suo carico, la memoria dell'articolo nel database del quotidiano lasciava una traccia che come un'ombra minacciosa continuava a estendersi sul suo presente.

In questo senso la Cassazione ha stabilito che gli archivi Web debbano essere aggiornati continuamente e che i responsabili hanno l'obbligo di compiere quest'operazione con puntualità, in modo tale da evitare le situazioni che rischiano di creare quelle che vengono definite gogne mediatiche con al centro la reputazione di una persona poi assolta dalle accuse.
Particolare cura va posta proprio alle notizie relative a vicende giudiziarie, dovendo far seguito allo sviluppo della notizia specie se è "intervenuta la relativa definizione in via giudiziaria".

In questo senso la Cassazione ha evidenziato che "il titolare dell'organo di informazione - nel caso in questione Rcs Quotidiani Spa - che avvalendosi di un motore di ricerca memorizza la medesima anche nella rete Internet è tenuto ad osservare i criteri di proporzionalità, necessità, pertinenza e non eccedenza dell'informazione, avuto riguardo alla finalità che ne consente il lecito trattamento, nonché a garantire la contestualizzazione e l'aggiornamento della notizia già di cronaca oggetto di informazione e di trattamento".

Claudio Tamburrino
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40 Commenti alla Notizia Cassazione: no alle gogne mediatiche
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  • > un'ombra sul presente di cittadini poi assolti

    > la reputazione di una persona poi assolta dalle accuse

    Il cittadino in oggetto, Tiziano Mariani, NON è stato ASSOLTO, ma per questa vicenda di corruzione:
    - in sede penale è stato PROSCIOLTO PER PRESCRIZIONE (cosa ben diversa da ASSOLUZIONE);
    - dalla Corte dei Conti è stato CONDANNATO IN APPELLO (sentenza numero 429 del 15 ottobre 2008) a pagare 103.291,38 euro di risarcimento danni al Comune di Seregno.

    Questo almeno è quanto emerge da:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/01/12/milano-.../
    che non mi risulta sia stato smentito.


    > coinvolto in un'inchiesta giudiziaria conclusasi
    No, non è ancora conclusa: ha annunciato di aver fatto ricorso in Cassazione contro la condanna della Corte dei Conti.

    > , successivamente all'articolo stesso, col suo proscioglimento :
    Aggiungervi un "per prescrizione" sembrava tanto brutto?
    non+autenticato
  • Oblio significa cancellazione della notizia. Cancellazione richiesta da Tiziano Mariani (ecco il nome del protagonista di questa storia, nome omesso sia da aduc.it che da ilsole24ore.com, linkati nell'articolo di Tamburrino) prima al garante della privacy, poi al tribunale di Milano: entrambi gli hanno risposto picche.
    Ora la cassazione si è pronunciata. Ha forse ordinato di cancellare la notizia? Manco per sogno, ha invece imposto di integrarla con gli sviluppi processuali che han visto il protagonista PROSCIOLTO PER PRESCRIZIONE e CONDANNATO IN APPELLO dalla Corte dei Conti.
    Che significa PRESCRIZIONE? Che è stato assolto perché innocente perché le prove erano farlocche? No, significa solo che era passato troppo tempo tra quando avrebbe commesso i fatti contestatigli - accuse sufficientemente consistenti da autorizzare le manette e da farlo condannare in secondo grado dalla Corte dei Conti - e la conclusione dell'iter processuale.
    Poteva rinunciare alla prescrizione e far accertare al tribunale di essere innocente? Certo che sì, ma così fanno solo gli innocenti che sono interessati alla loro reputazione, non i colpevoli che restano impuniti grazie alle lungaggini forensi.


    La notizia:
    Tiziano Mariani, ex presidente dell'Azienda municipale per i Servizi pubblici di Seregno, è stato arrestato nel 1993 per corruzione e ricettazione.
    (da
    http://archiviostorico.corriere.it/1993/aprile/22/...
    che è proprio la pagina che ha tentato di far cancellare)

    Corruzione (dall'ordine di custodia cautelare):
    La Igm S.p.A. di Milano ha ottenuto nel 1990 l'appalto da 30 miliardi di lire (un contratto decennale) per lo smaltimento dei rifiuti del Comune di Seregno. Secondo l'accusa, grazie a una tangente da 200 milioni di lire; di questi, Tiziano Mariani ne avrebbe intascati 20 milioni quale referente della sinistra psi in Brianza.

    Ricettazione (dall'ordine di custodia cautelare):
    per aver ricevuto dall'ex segretario socialista di Seregno, Gianmario Cazzaniga, 10 milioni di lire frutto di una concussione ai danni dei Supermercati Essebi.

    (in estrema sintesi da:
    http://archiviostorico.corriere.it/1993/aprile/23/...
    http://archiviostorico.corriere.it/1993/maggio/28/...
    http://archiviostorico.corriere.it/1995/maggio/18/...
    http://archiviostorico.corriere.it/1996/marzo/22/M...
    http://archiviostorico.corriere.it/1997/gennaio/21...
    in cui si può seguire parte dell'evoluzione della vicenda)

    Nel 2010, dopo esser stato nominato consigliere nel Consiglio generale della Fondazione Fiera di Milano, un ulteriore aggiornamento:
    (da http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/01/12/milano-.../
    pagina che merita esser letta per intero)

    Il procedimento penale si è chiuso con la prescrizione, ma i giudici brianzoli hanno inoltrato la documentazione alla Corte dei Conti che, dopo una assoluzione in primo grado, ha emesso una sentenza d'appello (la numero 429 del 15 ottobre 2008) che lo obbliga a pagare 103.291,38 euro di risarcimento danni al comune di Seregno. Il capo d'imputazione: procurato danno d'immagine allo stesso ente pubblico. La vicenda risale ai primi anni Novanta. Allora il presidente della municipalizzata, secondo i pm, aveva “taroccato” una gara pubblica prendendo “una tangente in occasione dell'affidamento, nel 1990, dell'appalto del servizio di nettezza urbana del comune alla ditta Igm Spa, in violazione dei doveri di correttezza ed imparzialità della Pubblica amministrazione”. I magistrati contabili hanno pure rimarcato che dal fascicolo penale emergevano elementi “che attestano il coinvolgimento nella vicenda tangentizia quale soggetto investito di importanti funzioni istituzionali di garanzia nella corretta aggiudicazione del contratto d'appalto”.
    [...]
    Dei soldi che Mariani deve al comune di Seregno, finora [2010, ndr], non si è comunque visto un centesimo. Nonostante la carriera imprenditoriale, le consistenti finanze e una dilazione nei pagamenti, il risarcimento è rimasto solo sulla carta. Da un anno. E il bello è che l'altro condannato in solido sta così pagando per tutti e due.


    Tiziano Mariani ci riprova con la politica:
    http://archiviostorico.corriere.it/2009/giugno/10/...
    http://archiviostorico.corriere.it/2009/giugno/11/...
    http://archiviostorico.corriere.it/2009/giugno/21/...
    http://archiviostorico.corriere.it/2009/giugno/22/...
    http://archiviostorico.corriere.it/2010/gennaio/05...

    Tiziano Mariani vuole ricoprire ancora cariche politiche o di rilievo pubblico? Persiste un interesse pubblico all'apprendimento di notizie relative alla sua storia personale, anche giudiziaria.

    Oblio? No, grazie!
    non+autenticato
  • - Scritto da: voluisti birotam
    > Oblio significa cancellazione della notizia.
    > Cancellazione richiesta da Tiziano Mariani (ecco
    > il nome del protagonista di questa storia, nome
    > omesso sia da aduc.it che da ilsole24ore.com,
    > linkati nell'articolo di Tamburrino) prima al
    > garante della privacy, poi al tribunale di
    > Milano: entrambi gli hanno risposto
    > picche.
    (...)
    ottimo post riassuntivo... e cmq aggiungo che per fortuna (in questo caso) neanche la cassazione e' fonte normativa... perche la Cass. ,anche se ovviamente NON ha detto di cancellare la notizia, ha partorito una delle sue cacate.
    Se non ci fosse internet, il cicciobomba si potrebbe forse lamentare che nel 1993 il Corriere parlava delle sue vicende giudiziarie (che -come dice lui stesso- al tempo erano vere ed attuali) e che pero' nel 2012 non ne vuole piu sentire parlare , E PER QUESTO chiede al tribunale di far distruggere tutte le copie del Corriere del 1993? O di far retroattivamente ristampare i num del 1993 col l'integrazione della prescrizione?? Ovviamente NO. E allora perche rompere l'anima con internet? L'archivio del corriere non fa altro che duplicare le notizie viavia pubblicate e metterle li'. Se non si fa rettificare retroattivamente le copie cartacee, NON ha senso farlo con quelle digitali.
    non+autenticato
  • Grazie per l'apprezzamento.

    Credo che quel che proprio dà fastidio a Tiziano Mariani è che, quando si digita in google il suo nome e cognome, tra i primi risultati si ottiene in un istante la notizia del suo arresto nel 1993, mentre per imbattersi nella stessa notizia in un archivio cartaceo...

    Comunque non sarei troppo duro nel giudicare la sentenza: lui alla Cassazione chiedeva di cancellare quella notizia, ma lei nella sostanza ha sentenziato in maniera diametralmente opposta alle sue aspettative, quasi per fargli un dispetto. Ed ora un team di bravi giornalisti, con capacità e archivi ben superiori ai miei, spronati dai giudici e dai propri superiori indispettiti di esser stati trascinati in un contenzioso giudiziario, preparerà un signor articolo che resterà d'esempio per completezza dell'informazione e riattualizzerà quel che voleva fosse nascosto: un bel boomerang!
    non+autenticato
  • - Scritto da: AMEN
    > http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/09/fornero

    Mah non vedo dove stia lo scandalo ed il liberticidio di cui starnazzano i giornalisti del fatto.
    Se esiste un sito istituzionale di riferimento, il sito del ministero del lavoro in questo caso, per i vari uffici territoriali come le direzioni provinciali per il lavoro è giusto che i siti delle dpl vengano chiusi e/o rilancino al sito istituzionale.

    E' grave che due siti, istituzionali, diano informazioni contrastanti; cosa che, parlo per esperienza, causa un sacco di confusione e contenziosi, visto che la gente tende a preferire la versione che più fa loro comodo.

    Un ultimo commento riguardo all'apertura dell'articolo: o quel sito è un sito privato, ma allora dovrebbero essere prese delle precauzioni in maniera tale da chiarirlo subito ed evitare che possa venire confuso con un sito istituzionale oppure se è un sito istituzionale di un ufficio periferico del ministero del lavoro, il ministero può farne quello che gli pare.
  • Ma stiamo scherzando? Bisogna impedire ai giornali di pubblicare qualsiasi articolo riguardante condanne penali o anche eventuali prescrizioni. L'Italia e' la culla del garantismo, non siamo mica nella Russia comunista! Indiavolato
    non+autenticato
  • " Chi controlla il passato " diceva lo slogan del Partito "c ontrolla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato. " [...] Lo chiamavano "controllo della realtà". La parola in neolingua era: " bipensiero ".
    non+autenticato
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