Claudio Tamburrino

USA contro il cartello degli ebook

Apple e un manipolo di editori sul banco degli imputati per i prezzi degli ebook: tre hanno già raggiunto un accordo

USA contro il cartello degli ebookRoma - Il Dipartimento di Giustizia (Department of Justice, DoJ) statunitense ha ufficializzato l'apertura di una causa nei confronti di Apple e degli editori Hachette Livre, Harper Collins, Simon&Schuster, Penguin e Verlagsgruppe Georg von Holzbrinck (proprietario, tra l'altro, della tedesca Macmillan).

L'accusa è quella di aver costituito un cartello intorno al mercato degli ebook, in particolare con l'adozione del cosiddetto modello "di agenzia" che affida il controllo sul prezzo finale agli editori e non ai rivenditori. Uno schema che con l'avvento di iPad sembra aver causato un aumento del prezzo dei libri digitali, creando un attrito con quello proposto da Amazon e dalla sua volontà di vendere anche in perdita i titoli di punta (grazie al modello wholesale che gli dava il controllo sul prezzo) pur di stimolare le vendite del suo Kindle. Per gli stessi motivi si è peraltro già mossa, cercando anche la collaborazione del DoJ, nel Vecchio Continente la Commissione Europea.

In realtà, degli editori coinvolti Harper Collins, Hachette e Simon & Schuster hanno già raggiunto un accordo per uscire dalla causa: interromperanno gli attuali accordi che li legano ad Apple (rinegoziandoli) e permetteranno ad Amazon e altri rivenditori di riadattare un modello di vendita che consenta gli sconti sugli ebook. Inoltre per cinque anni non potranno prendere accordi basati sulla "clausola della nazione più favorita" che assicura al rivenditore sempre il prezzo migliore (base dei contratti sottoscritti da Apple), ed è altresì proibita la collaborazione tra di loro.
Al contrario di questi tre, Macmillan ha già annunciato l'intenzione di difendersi strenuamente in tribunale.

Oltre al DoJ, 16 stati si sono uniti alla cause: guidati dai procuratori generali del Connecticut e del Texas, si sono affiancati alla denuncia Alaska, Arizona, Colorado, Illinois, Iowa, Maryland, Missouri, Ohio, Oregon, Pennsylvania, South Dakota, Tennessee, Vermont, West Virginia e Portorico.

Anche nei confronti di questi, Harper Collins, Hachette e Simon & Schuster hanno raggiunto un accordo in base al quale promettono ai consumatori una compensazione "con una formula basata sul numero degli stati partecipanti e degli ebook venduti in ognuno di essi" di cui si avranno i dettagli nel corso delle prossime settimane.

Amazon, che è probabilmente il principale soggetto terzo interessato alla vicenda in quanto in diretta concorrenza con il modello di vendita di Apple, ha espresso entusiasmo per l'avvio della causa e l'accordo già raggiunto da questi editori: "Si tratta di una grande vittoria per i proprietari di Kindle, non vediamo l'ora di poter riabbassare i prezzi su più libri digitali".

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
25 Commenti alla Notizia USA contro il cartello degli ebook
Ordina
  • il prezzo degli ebook deve tenere conto di due cose:
    1) il giusto compenso all'autore, e a chi gli fa il lavoro di editing. Compenso che può anche essere superiore a quello attuale, ma deve essere limitato ad un tempo ragionevole (no, tutta la vita + 70 anni NON è un tempo ragionevole)
    2) il costo della piattaforma informatica per distribuire i file (irrisorio).
    E BASTA

    Il tutto porta a prezzi ben minori di quelli in libreria.

    Tutto il resto è rendita parassitaria, imposta da editori obsoleti che vogliono a tutti i costi mantenere il loro business del XV secolo a dispetto dei tempi che cambiano.
    Cartelli dei prezzi? "Clausola della nazione più favorita"? Compensazioni? Ma stiamo scherzando, gente?
    Poi si lamentano della pirateria...
    Funz
    12913
  • il commento di Apple

    "The DOJ’s accusation of collusion against Apple is simply not true. The launch of the iBookstore in 2010 fostered innovation and competition, breaking Amazon’s monopolistic grip on the publishing industry. Since then customers have benefited from eBooks that are more interactive and engaging. Just as we’ve allowed developers to set prices on the App Store, publishers set prices on the iBookstore."
    http://allthingsd.com/20120412/apple-fires-back-at.../
  • - Scritto da: bertuccia
    > il commento di Apple
    >
    > "The DOJ’s accusation of collusion against Apple
    > is simply not true. The launch of the iBookstore
    > in 2010 fostered innovation and competition,
    > breaking Amazon’s monopolistic grip on the
    > publishing industry. Since then customers have
    > benefited from eBooks that are more interactive
    > and engaging. Just as we’ve allowed developers to
    > set prices on the App Store, publishers set
    > prices on the
    > iBookstore."
    > http://allthingsd.com/20120412/apple-fires-back-at

    ciò che apple voleva dire realmente "visto come sono stupidi i nostri clienti? questa si che è cieca fede, la prossima volta l'aumento sarà di altri 5 dollari, voglio vederli ridere come ebeti mentre li spenno"
    non+autenticato
  • quindi se c'è UN SOLO soggetto che decide il prezzo: Amazon è meglio che far decidere a chi produce il libro a quanto venderlo?
    MeX
    16896
  • - Scritto da: MeX
    > quindi se c'è UN SOLO soggetto che decide il
    > prezzo: Amazon è meglio che far decidere a chi
    > produce il libro a quanto
    > venderlo?

    nessuno decide nulla, il fatto che i prezzi si allineino a quelli più bassi è una conseguenza del libero mercato, non di un accordo/cartello
    non+autenticato
  • no è il fatto che Amazon non fa ricavi importanti sui libri ma sui Kindle… quindi è disposta a vendere sotto costo per spingere la vendita del SUO hardware
    MeX
    16896
  • - Scritto da: MeX
    > no è il fatto che Amazon non fa ricavi importanti
    > sui libri ma sui Kindle… quindi è disposta a
    > vendere sotto costo per spingere la vendita del
    > SUO
    > hardware

    quindi? non è reato vendere sottocosto fintanto che non fai dumping; avete voluto il maledetto libero mercato? tenetevelo stretto
    non+autenticato
  • - Scritto da: MeX
    > no è il fatto che Amazon non fa ricavi importanti
    > sui libri ma sui Kindle… quindi è disposta a
    > vendere sotto costo per spingere la vendita del
    > SUO
    > hardware

    Ma questo e' sacrosanto!
    Supporto e contenuti sono e devono essere entita' diverse, separate.
    Lo schifo di situazione attuale e' stata causata da un retaggio di secoli che ci ha abituato a considerare contenitore e contenuto un tuttuno, e quindi si poteva dare un prezzo maggiorato al contenitore, o toglierlo dal contenitore per passarlo al contenuto.

    Oggi finalmente questo conflitto di interessi e' cessato.

    Chi fa i contenitori li fa per venderli, e quindi fa dei contenitori universali, pratici e a poco prezzo.
    Non deve essere un problema di chi fa i contenitori, preoccuparsi del contenuto.
    Parecchi contenuti esistono gia'.
    I nuovi autori si dovranno adeguare.

    La pacchia e' finita.

    Amen.
  • - Scritto da: MeX
    > quindi se c'è UN SOLO soggetto che decide il
    > prezzo: Amazon è meglio che far decidere a chi
    > produce il libro a quanto
    > venderlo?

    e scommetto che da tipico applefan quale tu sei preferisci comprare i libri più cari perchè apple ti ordina di fare cosi
    non+autenticato
  • non voglio che il prezzo salga, ma non voglio nemmeno che ci sia UN SOGGETTO che decide i prezzi, soprattutto quando non lo fa per "gentilezza" ma per SPINGERE il suo hardware
    MeX
    16896
  • - Scritto da: MeX
    > non voglio che il prezzo salga, ma non voglio
    > nemmeno che ci sia UN SOGGETTO che decide i
    > prezzi, soprattutto quando non lo fa per
    > "gentilezza" ma per SPINGERE il suo
    > hardware

    quando lo fa apple va bene (prezzi saliti da 10 a 13 dollari) quando invece amazon tiene i prezzi bassi la cosa non va bene? non ti seguo
    non+autenticato
  • quello che io dico, è semplicemente che non capisco cosa centra Apple in tutto questo.

    Apple ha dato la LIBERTÁ agli editori di fare i prezzi, mica Apple ha detto "vendete i libri a un prezzo più caro che su Amazon…" anche perché non capisco il ritorno di Apple nell'avere un catalogo più caro di un concorrente.

    Se c'è il cartello degli EDITORI che indaghino e facciano quello che devono fare, ma non capisco perché si accusa Apple del fatto che esista il cartello...
    MeX
    16896
  • > non capisco perché si accusa Apple del fatto che esista il
    > cartello...

    Perché citare Apple fa più fico che citare Hachette. I titoli dei giornali italiani ormai parlano di Apple anche per i problemi della grandine.
    non+autenticato
  • L'editore può fare quello che vuole ma non può fare cartello con altri per tenere alti i prezzi in modo artificiale.
    Con un esempio: se l'editore X vende a 10$, e l'editore Y a 5$ va bene. Se X e Y si mettono d'accordo per fare in modo che tutto si venda a non meno di 12$ non va bene.
    non+autenticato
  • Il modello "agenzia" è più rispettoso dei diritti di tutti.

    Il vendere in perdita (o sottocosto) sono peraltro vietate su Internet, perlomeno dalla legislazione italiana (quindi Amazon non può vendere in Italia sottocosto). Questo perché la vendita sottocosto può configurarsi facilmente in una concorrenza sleale.
    ruppolo
    33147
  • - Scritto da: ruppolo
    > Il modello "agenzia" è più rispettoso dei diritti
    > di
    > tutti.
    >
    > Il vendere in perdita (o sottocosto) sono
    > peraltro vietate su Internet, perlomeno dalla
    > legislazione italiana (quindi Amazon non può
    > vendere in Italia sottocosto). Questo perché la
    > vendita sottocosto può configurarsi facilmente in
    > una concorrenza
    > sleale.

    il sottocosto dovrebbe essere garantito, non vietato. Quel che deve essere vietato è che il lavoratore sia sottopagato. Se il lavoro è ben pagato e il distributore decide di rimetterci, per guadagnarci in altro modo, non vedo che problema c'è.
    E poi vorrei verificare se si può parlare di sottocosto o di sconto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ruppolo
    > Il modello "agenzia" è più rispettoso dei diritti
    > di
    > tutti.
    >
    > Il vendere in perdita (o sottocosto) sono
    > peraltro vietate su Internet, perlomeno dalla
    > legislazione italiana (quindi Amazon non può
    > vendere in Italia sottocosto). Questo perché la
    > vendita sottocosto può configurarsi facilmente in
    > una concorrenza
    > sleale.

    no, è vietato il dumping (vendita sottocosto in esportazione rispetto al prezzo praticato sui mercati locali), non la vendita sottocosto, che è ben diverso.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ruppolo
    > Il modello "agenzia" è più rispettoso dei diritti
    > di
    > tutti.
    >
    > Il vendere in perdita (o sottocosto) sono
    > peraltro vietate su Internet, perlomeno dalla
    > legislazione italiana (quindi Amazon non può
    > vendere in Italia sottocosto). Questo perché la
    > vendita sottocosto può configurarsi facilmente in
    > una concorrenza
    > sleale.

    chissà se lo capisci, limitato come sei non credo ma ci provo lo stesso, è inutile che cerchi di portare in campo amazon, la causa non è contro amazon ma contro apple e editori che hanno fatto cartello, ora vediamo se capisci questa semplice cosa, ne dubito fortemente ma voglio vedere cosa rispondi
    non+autenticato
  • - Scritto da: cereal K
    > - Scritto da: ruppolo
    > > Il modello "agenzia" è più rispettoso dei
    > diritti
    > > di
    > > tutti.
    > >
    > > Il vendere in perdita (o sottocosto) sono
    > > peraltro vietate su Internet, perlomeno dalla
    > > legislazione italiana (quindi Amazon non può
    > > vendere in Italia sottocosto). Questo perché
    > la
    > > vendita sottocosto può configurarsi
    > facilmente
    > in
    > > una concorrenza
    > > sleale.
    >
    > chissà se lo capisci, limitato come sei non credo
    > ma ci provo lo stesso, è inutile che cerchi di
    > portare in campo amazon, la causa non è contro
    > amazon ma contro apple e editori che hanno fatto
    > cartello, ora vediamo se capisci questa semplice
    > cosa, ne dubito fortemente ma voglio vedere cosa
    > rispondi

    Se si tatta di apple allora per lui e' solo un cartello "vietato fumare".
    krane
    22544
  • il costo di un ebook è uguale a ... ZERO.. quindi non si può vendere sottocosto
    non+autenticato
  • - Scritto da: stelvio
    > il costo di un ebook è uguale a ... ZERO.. quindi
    > non si può vendere sottocosto.

    sottocosto rispetto a zero e' un "guadagno negativo" del venditore, quandi ti dovrebbero dare l'ebook piu' una somma, diciamo 49 euroSorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: ruppolo
    > Il modello "agenzia" è più rispettoso dei diritti
    > di
    > tutti.
    >
    > Il vendere in perdita (o sottocosto) sono
    > peraltro vietate su Internet, perlomeno dalla
    > legislazione italiana (quindi Amazon non può
    > vendere in Italia sottocosto). Questo perché la
    > vendita sottocosto può configurarsi facilmente in
    > una concorrenza
    > sleale.

    sottocosto rispetto a cosa? Rispetto al costo di stampare e distribuire un libro di carta? Non ha nessun senso il tuo ragionamento.
    Funz
    12913