Claudio Tamburrino

Cina e USA, giochi di cyberguerra

Tra i due paesi sono in atto da tempo delle simulazioni, volta ad evitare un'escalation reale nella guerra informatica

Roma - Washington e Pechino giocano a fare la guerra online: un gioco serissimo che serve a rispondere alle diverse tensioni e ai botta e risposta conseguenti ai rapporti che vedono nella Cina il paese di origine di numerosi cyber attacchi diretti contro istituzioni e aziende a stelle e strisce, e nel suo esercito il burattinaio che ne tira i fili.

Proprio i militari cinesi sono indicati dai rapporti di intelligence come i soggetti più ostili nei confronti degli Stati Uniti: vedrebbero "Washington in declino e le sue aziende come obiettivi legittimi".

I war game, per la verità, si sono già svolti l'anno passato, rivela il Guardian: entrambi riguardavano ipotesi di attacco da parte di botnet internazionali a cui reagire. La prima simulazione - riferiscono le fonti - è andata bene, la seconda meno.
Un'altra simulazione è ora prevista per maggio: a gestire la situazione sono l'istituto cinese di relazioni internazionali e il Centre for Strategic and International Studies (CSIS) statunitense, coordinati con il Dipartimento della Difesa e il Dipartimento di Stato.

Washington già ha una collaborazione aperta con con Bruxelles per testare le rispettive infrastrutture di cyberdifesa: quella avviata ora con i "giochi di guerra" con Pechino, tuttavia, oltre ad essere uno strumento operativo di testing, appare anche come una mossa diplomatica, una sorta di "telefono rosso informatico" per evitare in futuro il generarsi di incomprensioni e conseguenti tensioni grazie ad un canale di comunicazione meno formale conosciuto con il nome diplomatico di "Track 1.5".

Claudio Tamburrino
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