Parte fondamentale della review è riservata ai consumi che abbiamo registrato mentre il nostro sistema era in opera.
Solitamente la prima cosa che ci si aspetta da un DIE shrink è la drastica diminuzione dei consumi e del calore prodotto: visto che dal punto di vista architetturale non ci sono novità particolari era quello che tutti si aspettavano, ma dai test che abbiamo effettuato è risultato come apparentemente il nuovo processo produttivo introdotto da Intel non sia ancora maturo al 100 per cento.
Quando abbiamo parlato della tencnologia a 22nm e del nuovo transistor Tri-Gate è saltato alla luce come secondo Intel ci siano stati dei guadagni straordinari dal punto di vista eneregetico, ma questo è risultato vero man mano che la tensione di alimentazione diminuiva arrivando al miglior scenario possibile con una tensione di soli 0.6V. Purtroppo la CPU in oggetto, per poter funzionare alle frequenze di specifica, ha costretto Intel ad utilizzare una tensione di alimentazione di 1.15/1.2V che genera un aumento di calore e di Watt prodotti non indifferente.
Come possiamo vedere dal grafico l'accoppiata i7 3770K e chipset Z77 ottiene dei consumi nella media, ma i dati ottenuti sono deludenti se si pensa che il suo predecessore a 32nm fa meglio con prestazioni di poco inferiori.
Anche durante le prove in overclock abbiamo notato come l'aumento della tensione di alimentazione portasse ad aumenti esagerati della potenza dissipata e delle conseguenti temperature raggiunte, sintomo che già ora queste CPU lavorano ad un voltaggio che può essere definito al limite. I tecnici Intel secondo noi puntavano a ottere un regolare funzionamento della CPU con l'utilizzo di massimo 1V.
Detto questo abbiamo deciso di eseguire qualche test per vedere come influisce la tensione di alimentazione e la frequenza sui consumi e le temperature di questa CPU, quindi abbiamo montato il dissipatore a liquido e abbiamo cominciato a variare alcuni parametri.
I grafici parlano chiaro: l'aumento della frequenza genera maggior calore e temperature più alte, ma il vero problema è la tensione di alimentazione che fa aumentare in maniera esponenziale i Watt prodotti.
Nel secondo grafico la CPU è stata settata a 4.2Ghz e si è variato solamente la tensione di alimentazione: le conclusioni fanno riflettere. Fino a +200mV la potenza prodotta scala abbastanza linearmente e così anche le temperature, ma superata questa soglia il calore prodotto diventa ingestibile e ne sono testimoni le temperature che nonostante un raffreddamento a liquido hanno superato i 100C.
La differenza tra +0mV e +300mV è di circa 80W per una CPU che ha un TDP di 77W. in condizioni di default il consumo resta al di sotto di questo valore, ma appena si incrementa la tensione di alimentazione la lancetta dei Watt assorbiti schizza in alto andando a toccare quasi i 150W: valore veramente molto elevato.