Gabriella Tesoro

Australia, inchiesta sui prezzi dei download

Entro la fine dell'anno sarà avviata un'indagine parlamentare per scoprire perché gli australiani pagano di più i download rispetto ai cittadini di altri paesi. A rispondere al quesito saranno le grandi aziende IT

Roma - Il governo di Canberra vuole scoprire perché in Australia i download di software, musica e giochi costano di più rispetto agli altri paesi. Il Ministro delle Comunicazioni, Stephen Conroy, ha fatto sapere che entro la fine dell'anno sarà avviata un'inchiesta, all'interno del comitato permanente per le infrastrutture e le comunicazioni della Camera dei Rappresentanti, che indagherà su quella che ormai viene chiamata "la truffa dei prezzi". Le più grandi aziende del settore IT, come Apple e Microsoft, dovranno spiegare in Parlamento perché un cittadino australiano deve pagare i loro servizi più di un cittadino statunitense.

"Ci sono prove che suggeriscono che, nel caso di prodotti e servizi distribuiti online, l'uso innovativo della tecnologia non è sempre abbinato a modelli di business innovativi - ha spiegato il Ministro Conroy - Le imprese e le famiglie australiane dovrebbero avere accesso ai servizi IT a un prezzo congruo rispetto agli altri mercati".

Ed Husic, ii leader di un comitato che da oltre un anno cerca di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla questione, ha affermato che ad essere maggiormente penalizzate da questa (apparentemente inspiegabile) differenza di prezzo sono le piccole e medie imprese che, per esempio, possono arrivare a pagare il download di software Adobe anche fino a mille euro in più rispetto ai colleghi USA.
Le aziende tirate in ballo affermano che i prezzi sono più elevati per le spese onerose da sostenere per la creazione dei centri di supporto, per il poco vantaggioso sistema fiscale e per le ridotte dimensioni del mercato australiano che conta 23 milioni di abitanti, vale a dire un terzo della popolazione del Regno Unito. In sostanza, la "lievitazione" dei prezzi è una strategia per chiudere in pareggio sul mercato di Canberra.

Nel frattempo, molti australiani tentano di gestire a modo loro la "truffa dei prezzi": registrano indirizzi negli Stati Uniti e scaricano i prodotti digitali ai prezzi di mercato in vigore oltreoceano.

Gabriella Tesoro
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13 Commenti alla Notizia Australia, inchiesta sui prezzi dei download
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  • Scusate, ma la distanza da New York a Sidney e' superiore della distanza tra New York e Roma, per esempio. Voi il biglietto aereo lo pagate di piu' in base alla distanza, no? Lo stesso vale per i bit, devono passare tutti quelle dorsali, backbone, router, switch: fanno un sacco di fatica, sudano e ne muoiono moltissimi per strada e devono essere ritrasmessi, etc. Una faticaccia che qulcuno deve pagare, eh!

    Firmato: L'avvocato di apple
    non+autenticato
  • Finalmente qualcuno ai "piani alti" che dimostra di aver capito chi sono i veri ladri: quelli che speculando sul copyright si portan via bei dollaroni contanti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Allibito dove sei
    > Finalmente qualcuno ai "piani alti" che dimostra
    > di aver capito chi sono i veri ladri: quelli che
    > speculando sul copyright si portan via bei
    > dollaroni
    > contanti.

    sono fermamente convinto che il copyright dovrebbe diventare un *REATO*
    le leggi che impongono il rispetto del copyright andrebbero *ABOLITE*

    e chiunque tenti di ripristinarle andrebbe processato per *COSPIRAZIONE*, *ALTO TRADIMENTO* e *MINACCIA ALL'ORDINE DEMOCRATICO DELLO STATO*
    non+autenticato
  • Tu non sai cosa siano i lavori intellettuali, a meno che per te non siano solo le raspate mentali...? Giusto?
  • Sono lavori che (come tutti gli altri) vanno pagati UNA VOLTA. Non puoi fare un solo lavoro (intellettuale o manuale che sia) e farti pagare venti volte.
    non+autenticato
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > Sono lavori che (come tutti gli altri) vanno
    > pagati UNA VOLTA. Non puoi fare un solo lavoro
    > (intellettuale o manuale che sia) e farti pagare
    > venti
    > volte.


    manno!
    che hai capito?!

    lui parla di 'lavoro intellettuale' e di 'raspate'
    quindi si riferiva alle famosissime 'seghe mentali'

    LOL
    non+autenticato
  • Volevate l'esclusiva per lo "stile Carlo"? Pure su quello ci avete messo il copyright? Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    non+autenticato
  • ...le misure (leggi, sanzioni) che rendono più restrittivo l'uso delle tecnologie P2P e delle copie pirata non c'entrano nulla, così come i filtri di stato e tutte le altre barriere, legali e tecnologiche, che impediscono ai cittadini di accedere ai download alternativi (illeciti).
    Presso il parlamento australiano spiegheranno chiaramente che i prezzi sono legati esclusivamente alla legge della domanda e dell'offerta.
    Eliminando l'offerta illecita, quella legale è... minore, mentre la domanda è invariata e di conseguenza il prezzo aumenta.

    GTFS
    non+autenticato
  • - Scritto da: Guybrush Fuorisede
    > ...le misure (leggi, sanzioni) che rendono più
    > restrittivo l'uso delle tecnologie P2P e delle
    > copie pirata non c'entrano nulla, così come i
    > filtri di stato e tutte le altre barriere, legali
    > e tecnologiche, che impediscono ai cittadini di
    > accedere ai download alternativi
    > (illeciti).
    > Presso il parlamento australiano spiegheranno
    > chiaramente che i prezzi sono legati
    > esclusivamente alla legge della domanda e
    > dell'offerta.
    > Eliminando l'offerta illecita, quella legale è...
    > minore, mentre la domanda è invariata e di
    > conseguenza il prezzo aumenta.
    > GTFS

    Dipende: bisogna vedere cosa ne pensa la domanda, senza domanda niente offerta...
    krane
    22544
  • Ma anche gli Aussi sono degli scariconi come noi?
  • - Scritto da: Guybrush Fuorisede
    > Eliminando l'offerta illecita, quella legale è...
    > minore, mentre la domanda è invariata e di
    > conseguenza il prezzo
    > aumenta.
    >
    > GTFS


    sbagliato
    eliminando l'offerta 'illecita' la domanda 'lecita' rimane la stessa di prima.
    chi scarica spesso lo fa perchè non può permettersi di pagare oro un cd o dvd che poi spesso si dimostra 'cacca'.

    quindi non è affatto vero che 'tolta'* la pirateria tutti i downloaders si precipitano nei negozi o sui siti delle major per acquistare musica.
    Semplicemente: non acquistavano prima e non acquisteranno nemmeno in caso di proibizione del p2p.

    simple , no?




    * siam poi sicuri che in Australia non ci sia più?
    non+autenticato
  • La sua era sarcasmo!
  • - Scritto da: simple
    > - Scritto da: Guybrush Fuorisede
    [...]
    >
    > sbagliato
    > eliminando l'offerta 'illecita' la domanda
    > 'lecita' rimane la stessa di
    > prima.
    Appunto [rolleyes]

    > chi scarica spesso lo fa perchè non può
    > permettersi di pagare oro un cd o dvd che poi
    > spesso si dimostra
    > 'cacca'.
    Mettici anche il software di mezzo, ma la questione non cambia.

    > quindi non è affatto vero che 'tolta'* la
    > pirateria tutti i downloaders si precipitano nei
    > negozi o sui siti delle major per acquistare
    > musica.
    YEAH! SI! GIUSTO, ora recati in cassa per ritirare il tuo sbrilluccicoso premio.


    > Semplicemente: non acquistavano prima e non
    > acquisteranno nemmeno in caso di proibizione del
    > p2p.
    >
    > simple , no?

    Gia'.
    Fa piacere sapere che ci sei arrivato.

    GT

    PS: @TheNora, mi ritrovo ad essere d'accordo con te troppo spesso.
    PPS: Devo ricordarmi di mettere il tag [sarcasm-modeSorpresan/off] o qua si comincia a prendermi sul serio pericolosamente troppo spesso.
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    Modificato dall' autore il 04 maggio 2012 04.47
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