Cristiano Vaccarella

Turismo spaziale, Blue Origin si racconta

L'azienda di Mr Amazon svela in anteprima alcuni dettagli del nuovo progetto di viaggi spaziali in collaborazione con la NASA

Roma - Di tutte le startup spaziali, Blue Origin solitamente è quella che mantiene la bocca più chiusa sui suoi progetti. L'azienda che punta al turismo orbitale (e non solo) in parte finanziata da Jeff Bezos, patron di Amazon, preferisce parlare di ciò che è stato realizzato più che di quello che spera di fare. E finalmente ha rivelato qualcosa di più dei suoi piani: la navicella che si appresta a varare sarebbe in grado di trasportare fino a sette astronauti dalla bassa orbita terrestre alla Stazione Spaziale Internazionale. Ci sono voluti 180 test altamente rigorosi per arrivare al progetto definitivo.

Blue Origin ha lavorato con la NASA nell'ambito del programma CCDev, per il quale sono stati concessi 22 milioni di dollari per lo sviluppo del progetto. Sempre per tale iniziativa, Blue Origin è in procinto di iniziare i test sul vettore di spinta BE-3. Questo motore è attualmente sul banco di prova della NASA presso lo Stennis Space Center, nel Mississippi.

"La navicella è di forma biconica, con un design raffinato frutto di soluzioni tecnologiche all'avanguardia, grazie a sofisticate analisa di fluidodinamica computazionale. I test sono stati effettuati nell'arco di diverse settimane da Lockheed Martin nella sua sede di Dallas - ha affermato in una nota Rob Meyerson, presidente e direttore del programma della Blue Origin - Questa è solo una delle molte caratteristiche della navicella, che migliorano la sicurezza e la comodità dei voli spaziali. Un obiettivo che condividiamo con NASA". (C.V.)
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