
Approfittando del caos che sembra impastare le idee dei sostenitori della legge, sul fronte opposto si sono mossi i radicali, storicamente contrari alla corporazione della stampa e fautori di un referendum per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti cancellato dal mancato raggiungimento del quorum (ma l'81 per cento dei votanti aveva chiesto l'abolizione dell'Ordine). Benedetto Della Vedova, eurodeputato della Lista Bonino, ha attaccato affermando che "il giudizio sulla nuova legge sull'editoria" è "pesantemente negativo".
"Agitando l'"osso" dei contributi e dell'assistenzialismo pubblico - ha incalzato Della Vedova - l'obiettivo chiaro è quello di assoggettare l'informazione on line alle stesse regole stataliste, anti liberali e corporative che già limitano fortemente la libertà di stampa sui supporti tradizionali". Il leader radicale ha anche preannunciato che nei prossimi giorni verrà presentata una interrogazione alla Commissione europea.
Una interrogazione alla Commissione è già peraltro stata presentata dal verde Bart Staes. Il testo parla da solo:
"Considerato:
l'articolo 11 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, che recita:
"1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.
2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati."
Si interroga la Commissione:
per sapere se l'Italia, per mezzo della legge nazionale del 7 marzo 2001, n. 62 'Nuove norme sull'editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416', pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2001, non si ponga in aperta violazione della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea."
Questa legge, approvata di corsa per non far perdere il carro dei finanziamenti a chi di dovere, ha in definitiva il grande merito di mettere a nudo gli interessi corporativi di una lobby giornalistico-finanziaria fondata sul controllo dell'informazione. Questa volta, però, ha trovato sul proprio cammino un fronte determinato, le cui fila si ingrossano di ora in ora, formato da chi vede in Internet l'opportunità per lasciarsi alle spalle le oscurità delle trame corporative e che anche per questo ha imparato ad amare e rispettare la Rete, capace fino ad oggi di garantire una rivoluzionaria libertà di espressione a tutti i suoi utenti.