Cristiano Vaccarella

LibreOffice, certificazione in arrivo

The Document Foundation intende facilitare lo sviluppo di servizi professionali intorno alla suite. Promuovendo la crescita dell'ecosistema che gravita intorno al progetto

Roma - LibreOffice lancia un programma di certificazione.
The Document Foundation intende così facilitare il canale per lo sviluppo di servizi professionali attorno alla suite.

"Il Programma di Certificazione riconosce la competenza dei professionisti che sono in grado di sviluppare e supportare il software LibreOffice, offrire sia servizi di integrazione relativi alla suite di produttività che formazione e manutenzione, e aiutare le aziende nei progetti di migrazione dal software proprietario al software libero" commenta Italo Vignoli, del consiglio direttivo di The Document Foundation. "La certificazione è un'opportunità per gli sponsor e i membri di TDF, e per le terze parti come i rivenditori a valore aggiunto, per costruire un business basato su LibreOffice, e aiutare le aziende di ogni tipo e dimensione a trarre il massimo dalla migliore suite per ufficio libera della storia".

Il Programma di Certificazione verrà coordinato attraverso un comitato di certificazione coordinato da Italo Vignoli e composto da 10 persone: Olivier Hallot e Charles Schulz per il direttivo; Sophie Gautier e Cor Nouws per il Membership Committee; Stephan Bergmann, Jan Holesovsky, Tim Janik e Björn Michaelsen per la comunità degli sviluppatori; Lothar Becker e Jacqueline Rahemipour per il canale.
Le prime entità certificate verranno annunciate a maggio nel corso del LinuxTag di Berlino. Sarà previsto anche il lancio di una roadmap per la certificazione, che comprenderà i pre-requisiti per le terze parti che non sono coinvolte nel progetto, e le prime date per i training e le sessioni di esame.

Ferme restando le caratteristiche di software libero, ci saranno varie opzioni di certificazione. I prossimi sviluppi si rivolgeranno anche e soprattutto alle imprese, risolvendo inoltre eventuali problemi di codice sorgente. I CMP (Certified Migration Professionals) coordineranno il processo di migrazione da Microsoft Office a LibreOffice. Saranno previste anche attività di formazione per gli utenti LibreOffice più esperti, in grado di offrire differenti livelli di supporto a seconda delle richieste dei clienti più o meno esigenti.

The Document Foundation ha sottolineato che questo programma di certificazione non è destinato a creare una concorrenza per gli sponsor di LibreOffice (RedHat, Canonical e SUSE), anche se è finalizzato essenzialmente all'ambiente aziendale.

LibreOffice è nata nel 2010, in risposta all'acquisto di Sun Microsystems da parte di Oracle Corporation: alcuni sviluppatori della comunità di OpenOffice.org, preoccupati che Oracle potesse sospendere lo sviluppo o porre fine ad esso come progetto open source, come aveva già fatto con OpenSolaris di Sun, crearono The Document Foundation e misero a punto LibreOffice, di cui attualmente è disponibile la versione 3.5.

Cristiano Vaccarella
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18 Commenti alla Notizia LibreOffice, certificazione in arrivo
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  • Aspettiamo con ansia, per adesso libreoffice compete solo nel mercato home, deve pensare di più alle aziende, con due tre funzionalità aggiuntive sfonderebbe in pochi anni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Magari
    > Aspettiamo con ansia, per adesso libreoffice
    > compete solo nel mercato home, deve pensare di
    > più alle aziende, con due tre funzionalità
    > aggiuntive sfonderebbe in pochi anni.

    Pertanto qua per generare documenti in automatico le librerie di OO che quelle di M$ fanno cag.re Rotola dal ridere

    Tu che funzionalita' vorresti ?
    krane
    22534
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: Magari
    > > Aspettiamo con ansia, per adesso libreoffice
    > > compete solo nel mercato home, deve pensare
    > di
    > > più alle aziende, con due tre funzionalità
    > > aggiuntive sfonderebbe in pochi anni.
    >
    > Pertanto qua per generare documenti in automatico
    > le librerie di OO che quelle di M$ fanno cag.re
    > Rotola dal ridere
    >
    > Tu che funzionalita' vorresti ?

    In che senso esattamente , fanno cagare?

    Parola di Winaro!Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Winaro
    > - Scritto da: krane
    > > - Scritto da: Magari
    > > > Aspettiamo con ansia, per
    > > > adesso libreoffice compete solo
    > > > nel mercato home, deve pensare
    > > > di più alle aziende, con due
    > > > tre funzionalità aggiuntive
    > > > sfonderebbe in pochi anni.

    > > Pertanto qua per generare
    > > documenti in automatico le
    > > librerie di OO che quelle di M$
    > > fanno cag.re
    > > Rotola dal ridere

    > > Tu che funzionalita' vorresti ?

    > In che senso esattamente ,
    > fanno cagare?

    Che da quando le abbiamo stampate sulla carta igenica aziendale nessuno ha piu' problemi di stitichezza.

    Non so, non ci ho sviluppato, ho solo ripostato l'opinione dello staff che ha creato i vari siti intranet qua dentro.

    > Parola di Winaro!Occhiolino
    krane
    22534
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: Magari
    > > Aspettiamo con ansia, per adesso libreoffice
    > > compete solo nel mercato home, deve pensare
    > di
    > > più alle aziende, con due tre funzionalità
    > > aggiuntive sfonderebbe in pochi anni.
    >
    > Pertanto qua per generare documenti in automatico
    > le librerie di OO che quelle di M$ fanno cag.re
    > Rotola dal ridere
    >
    > Tu che funzionalita' vorresti ?


    Installazione centralizzata tramite group policy, gestione dei profili e configurazione tramite group policy.
    L'installazione c'era, adesso devono aver fatto qualche casino però, devo ancora verificarla nell'ultima release.
    La configurazione tramite group policy invece manca.

    Il punto è che non scrivono queste configurazioni su registry, ok, potrebbe anche andarmi benissimo il file solo che non è in una cartella specifica, se non ricordo male crea (come firefox e thunderbird) una cartella con nome casuale nel profilo dell'utente. Inoltre il fiel di configurazione non è "standard", se fosse un ini sarebbe perfetto.

    Adesso, non dico che gli sviluppatori libreoffice debbano concentrarsi di più sulla piattaforma windows, però, tendendo conto dell'alta diffusione di client windows anche in ambiente aziendale, se in qualche modo si venisse di più incontro alle esigenze delle aziende secondo me sarebbe molto più facile che sfondasse.

    Tanto per capirci: azienda con 200 client, intanto si installa libreoffice in parallelo ad office (tramite group policy), poi, dopo qualche mese di test, cambia l'associazione di apertura file doc.o quello che è a libreoffice piuttosto che office.
    Se invece pensi all'omino che si deve fare 200 installazion ie quando ha finito è già uscita la release successiva...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ottimo
    > - Scritto da: krane
    > > - Scritto da: Magari
    > > > Aspettiamo con ansia, per adesso
    > libreoffice
    > > > compete solo nel mercato home, deve
    > pensare
    > > di
    > > > più alle aziende, con due tre
    > funzionalità
    > > > aggiuntive sfonderebbe in pochi anni.
    > >
    > > Pertanto qua per generare documenti in
    > automatico
    > > le librerie di OO che quelle di M$ fanno
    > cag.re
    > > Rotola dal ridere
    > >
    > > Tu che funzionalita' vorresti ?
    >
    >
    > Installazione centralizzata tramite group policy,
    > gestione dei profili e configurazione tramite
    > group
    > policy.
    > L'installazione c'era, adesso devono aver fatto
    > qualche casino però, devo ancora verificarla
    > nell'ultima
    > release.
    > La configurazione tramite group policy invece
    > manca.
    >
    > Il punto è che non scrivono queste
    > configurazioni su registry, ok, potrebbe anche
    > andarmi benissimo il file solo che non è in una
    > cartella specifica, se non ricordo male crea
    > (come firefox e thunderbird) una cartella con
    > nome casuale nel profilo dell'utente. Inoltre il
    > fiel di configurazione non è "standard", se fosse
    > un ini sarebbe perfetto.

    Se windows rispettasse il posix non sarebbe tutto a posto ?
    non+autenticato
  • > Se windows rispettasse il posix non sarebbe tutto
    > a posto
    > ?

    Non lo so, può darsi.

    Il punto è che se ti chiami FIAT e vuoi vendere automobili in Inghilterra, le costruisci con la guida a destra, non ti metti a dire "ma l'Inghilterra non potrebbe adeguarsi allo standard mondiale?"

    Io ho detto la mia idea, come amministratore di rete sarei notevolmente avvantaggiato se esistessero queste caratteristiche.
    Una volta che si diffondesse libreoffice sarebbe molto più semplice assistere anche alla sostituzione del client, infatti molti software gestionali si basano su office anache se su interfaccia web, molti client potrebbero essere sostituiti appena i software saranno indipendenti da office/windows.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ottimo
    > > Se windows rispettasse il posix non
    > > sarebbe tutto a posto ?

    > Non lo so, può darsi.

    > Il punto è che se ti chiami FIAT e vuoi vendere
    > automobili in Inghilterra, le costruisci con la
    > guida a destra, non ti metti a dire "ma
    > l'Inghilterra non potrebbe adeguarsi allo
    > standard mondiale?"

    In effetti l'inghilterra potrebbe anche adeguarsi, il numero di frontali nel suo territorio nazionale da parte di stranieri diminuirebbe drasticamente !
    krane
    22534
  • >
    > In effetti l'inghilterra potrebbe anche
    > adeguarsi, il numero di frontali nel suo
    > territorio nazionale da parte di stranieri
    > diminuirebbe drasticamente
    > !


    Infatti, nessuno dice che l'Inghilterra (o la Microsoft) abbiano fatto la scelta migliore, io dico però che se vuoi penetrare un certo mercato devi agire d'astuzia e magari accettare un compromesso.
    Come ho scritto sopra, sembrerà una stupidata ma il fatto che thunderbird o firefox mi vadano a creare cartelle con nomi casuali personalmente mi complica la vita per scrivere uno script o creare una group policy personalizzata.
    Mi sembra un approccio da home user quello di certi software open, dovrebbero pensare di più alle aziende invece.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ottimo
    > >
    > > In effetti l'inghilterra potrebbe anche
    > > adeguarsi, il numero di frontali nel suo
    > > territorio nazionale da parte di stranieri
    > > diminuirebbe drasticamente
    > > !
    >
    >
    > Infatti, nessuno dice che l'Inghilterra (o la
    > Microsoft) abbiano fatto la scelta migliore, io
    > dico però che se vuoi penetrare un certo mercato
    > devi agire d'astuzia e magari accettare un
    > compromesso.
    > Come ho scritto sopra, sembrerà una stupidata ma
    > il fatto che thunderbird o firefox mi vadano a
    > creare cartelle con nomi casuali personalmente mi
    > complica la vita per scrivere uno script o creare
    > una group policy
    > personalizzata.
    > Mi sembra un approccio da home user quello di
    > certi software open, dovrebbero pensare di più
    > alle aziende invece.

    Questo e' un problema delle aziende che non rispettano gli standard, che poi glie lo si permetta e' una stortura del sistema.
    krane
    22534
  • >
    > Questo e' un problema delle aziende che non
    > rispettano gli standard, che poi glie lo si
    > permetta e' una stortura del
    > sistema.


    Si si, tutto quello che ti pare, rimane il fatto che continuare a supportare l'installazione tramite msi (la aveva già) e magari facilitare il compito dei sistemisti o sviluppatori che vogliono mettere mani ai file di configurazione non è che sarebbe una brutta idea.

    Poi non lamentiamoci se libreoffice non prende piede, a me chi me lo fa fare andare a manina a fare 200 installazioni quando con le group policy faccio il depluy di office (e aggiornamenti) in 10 minuti? guarda che quello lo devi contare nel TCO sai.
    non+autenticato